EUR/USD: il mercato sta cambiando idea sulla Fed

di FTA Online News pubblicato:
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Il movimento dell'euro/dollaro delle ultime sedute non è stato un semplice ritracciamento tecnico.

Passare da: area 1,18 ad area 1,16 nel giro di quattro sedute significa che il mercato sta rapidamente cambiando aspettative macro e finanziarie.

Dietro il rafforzamento del dollaro c'è infatti un mix molto preciso: inflazione americana ancora elevata, petrolio sopra i 100 dollari, tensioni geopolitiche legate a Hormuz, rendimenti obbligazionari in rialzo, e un'economia USA che continua a mostrarsi molto più resiliente del previsto.

Per mesi il mercato aveva costruito la propria narrativa sull'idea di inflazione in discesa, tagli dei tassi, e nuova espansione della liquidità globale.

Adesso invece il rischio è che si stia entrando nello scenario opposto: "higher for longer".

E infatti il Treasury USA continua a salire, il dollaro si rafforza, e gli asset più sensibili alla liquidità iniziano a perdere brillantezza.

Dal punto di vista intermarket il messaggio è estremamente coerente.

Quando salgono i rendimenti reali, aumenta il costo del denaro, e il dollaro accelera, i primi mercati a soffrire sono sempre:

tecnologia,
growth,
criptovalute,
metalli preziosi,
e bond lunghi.

Ed è esattamente quello che sta accadendo.

Area 1,1610/20 è probabilmente uno dei livelli più importanti di tutti i mercati

Dal punto di vista tecnico il cambio è arrivato su un supporto cruciale.

In area 1,1610/20 transitano infatti la media mobile esponenziale a 250 giorni, e la base del canale discendente costruito dal top di aprile.

Per adesso esiste ancora una possibilità costruttiva.

Il ribasso delle ultime settimane potrebbe infatti essere soltanto una correzione fisiologica, un FLAG di continuazione, cioè una pausa temporanea prima della ripresa del rialzo iniziato dai minimi di marzo in area 1,14.

In questo scenario la tenuta di area 1,1610/20 e soprattutto il recupero di area 1,17 manterrebbero viva l'ipotesi di una nuova fase di debolezza del dollaro e ritorno dell'appetito per il rischio.

Solo sopra 1,1780 arriverebbe però il vero segnale rialzista di medio periodo.

Ed è importante capirlo: se EUR/USD tornasse forte, probabilmente assisteremmo contemporaneamente anche a recupero del Nasdaq,
rimbalzo dei bond, forza di oro e argento, e nuova accelerazione degli asset speculativi.

Ma sotto 1,1610 il quadro cambierebbe radicalmente

Il problema è che questo livello non può permettersi di cedere in modo netto.

Perché sotto area 1,1610/20 il quadro tecnico inizierebbe a deteriorarsi rapidamente.

Dal punto di vista delle onde di Elliott il rischio è abbastanza evidente: il ribasso dal top di gennaio fino ai minimi di marzo potrebbe essere stata una onda A; il recupero successivo potrebbe invece rappresentare soltanto una onda B correttiva.

Se così fosse, la rottura del supporto attuale potrebbe aprire spazio a una onda C ribassista estesa, molto più aggressiva, e accompagnata da forte avversione al rischio.

Storicamente le onde C sono le fasi in cui il mercato accelera,
la volatilità esplode, e la psicologia cambia molto rapidamente.

Ed è proprio questo il rischio che oggi il mercato sembra ancora sottovalutare.

AM - www.ftaonline.com