Bitcoin e petrolio protagonisti del mercato

Fase di assestamento per le borse oggi dopo il rally iniziato dai minimi del 28 di gennaio. Chi invece non si ferma sono il prezzo del greggio e il Bitcoin che fa segnare un nuovo massimo storico a 47500 dollari circa. A scatenare gli acquisti sulla criptovaluta è stata una notizia dell'investimento da parte di Tesla per 1,5 miliardi di dollari. Non solo questo, Tesla ha infatti anche annunciato che inizierà presto ad accettare i Bitcoin come pagamento. E’ probabile che tutte le grandi società degli USA seguiranno l'esempio di Tesla ed inizieranno quindi nell'accettare i Bitcoin. Sul mercato circolano già voci di un obiettivo a centomila dollari per la criptovaluta. 

Bitcoin, target a 55500 dollari

Lo studio dell'analisi del grafico del Bitcoin per il momento non lascia intravedere il raggiungimento di obiettivi così ambiziosi. Basandosi sulla volatilità evidenziata durante il  mese di gennaio è tuttavia possibile immaginare il raggiungimento dei 55500 dollari in tempi relativamente brevi. Esiste comunque una forte area di resistenza già tra i 49000 e i 51500 dollari. La evidente accelerazione rialzista messa a segno nelle ultime ore è il frutto del superamento dei precedenti record dell’8 di gennaio di area 42000. In caso di difficoltà nel superamento immediato di quota 49000 non si può escludere un “pullback” a toccare dall'alto i precedenti massimi.

Bene anche il Nasdaq

Al rialzo del Bitcoin si associa anche quello dell'indice NASDAQ che ieri ha toccato un nuovo record. In generale crescono le quotazioni delle azioni con il mercato che si aspetta un boom di crescita economica negli USA dopo la pandemia di covid favorito anche dall'imponente manovra economica messa in piedi da Biden. Al forte rialzo delle azioni corrisponde invece un calo dei prezzi dei Bond: gli operatori iniziano a scontare un prossimo aumento dell'inflazione. Il tasso di rendimento del Treasury Note a 10 anni è arrivato al 1,15% circa, viceversa scendono i rendimenti dei Bond speculativi high yield a conferma del fatto che l'attitudine verso il rischio è favorevole.

La Fed non teme l’inflazione

La Federal Reserve non sembra essere preoccupata da un eventuale incremento dell'inflazione: il presidente della filiale di Richmond Tom Barkin ha dichiarato al Financial Times che i rischi di breve di una “short-term price volatility” esistono ma che le spinte deflazionistiche restano ancora ben presenti e dovrebbero bastare a calmierare la crescita dei prezzi. Anche il segretario del tesoro Janet yellen è sulla stessa lunghezza d'onda e difende la politica monetaria ultra espansiva della Fed e un analogo atteggiamento da parte del governo sulla politica fiscale. 

Anche la Bce resta ultra espansiva

Ma non sono negli Stati Uniti la Banca Centrale resta protagonista: in Europa la Bce si conferma vigile sulla ripresa. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha parlato ieri pomeriggio davanti al Parlamento europeo nel corso della sessione plenaria. Tra i temi al centro del dibatto tra gli eurodeputati, le decisioni per favorire una ripresa sostenibile post pandemia, il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, la riduzione delle disuguaglianze e la povertà lavorativa in Europa.

Lagarde ha sottolineato che per tornare ai livelli di produttività precedenti alla pandemia sarà necessario ancora tempo e per tale ragione la Bce è chiamata a "preservare condizioni finanziarie favorevoli" per ridurre "l'incertezza sui termini ai quali l'economia puo' avere accesso al finanziamento esterno, per aumentare la fiducia e incoraggiare la spesa per consumi e per gli investimenti del business. E una ripresa più solida è una precondizione per riancorare l'inflazione attorno al percorso pre pandemia".

Prezzo del greggio ancora in rialzo

A conferma del fatto che i mercati credono ad un prossimo boom economico c'è il prezzo del greggio che è ancora in rialzo. Il future sul prezzo del WTI guadagna al momento lo 0,1% a circa 58 dollari. Il rialzo delle quotazioni potrebbe proseguire fino in area $62 dove transita la linea di tendenza ribassista tracciata dai massimi del luglio del 2008. La evidente situazione di ipercomprato riscontrabile sul grafico dell'indicatore RSI a 14 sedute lascia pensare che effettivamente in caso il raggiungimento dei 62 dollari i prezzi potrebbero andare incontro ad una temporanea fase di arresto. Una eventuale correzione potrebbe tuttavia limitarsi a toccare dall'alto i massimi di gennaio di area $54, dove transita anche la media mobile esponenziale a 20 giorni, per poi lasciare nuovamente spazio al rialzo. Solo una discesa al di sotto di area $54 farebbero tenere l'avvio di una fase di ripiegamento più consistente.