Borsa Italiana sopra il riferimento, bene Amplifon e i petroliferi

Borsa Italiana sopra il riferimento, bene Amplifon e i petroliferi

I maggiori indici azionari italiani mostrano performance leggermente positive in avvio di seduta tra indici europei contrastati. Fanno bene il FTSE MIB (+0,14%) e il FTSE Italia All share (+0,07% ) mentre il FTSE Italia Mid Cap segna un -0,52 per cento.

Durante i primi scambi il rendimento del BTP decennale risulta invariato allo 0,69% con uno spread sul Bund in calo di 2 punti base a 101 pb.

Continuano a guadagnare terreno le quotazioni del petrolio greggio: il Brent passa di mano a 73,95 dollari al barile sull’Ice (+0,599%) e il WTI a 70,91 dollari (+0,65%). Se ne avvantaggia il settore in Italia con acquisti su Saipem (+1,21%) ed Eni (+0,70%) mentre Tenaris cede lo 0,21%

In parziale recupero il titolo di Amplifon dopo i cali di ieri (+1,16%): ieri pomeriggio il gruppo ha pubblicato le linee strategiche al 2023, prevedono un CAGR annuo del 7-9% nel 2022 e nel 2023, con target 2021 confermato a 1,93 miliardi di euro di ricavi.

Bene anche Diasorin (+0,86%), anche in questo caso si assiste a un parziale recupero dopo l’affondo di ieri.

In recupero anche l’automotive, che nel FTSE MIB fa essenzialmente riferimento a casa Agnelli-Elkan: Stellantis (+0,94%), Ferrari (+0,89%), CNH Industrial (+0,68%). CNH ha comunicato la nomina di Francesco Tanzi a CFO di Iveco Group. Come noto da tempo il gruppo studia lo scorporo di questa divisione. Il manager entra nel nuovo ruolo dopo averlo ricoperto a Pirelli (+0,27%). Stellantis, secondo Bloomberg, starebbe trattando con il partner Guangzhou Automobile Group il raggiungimento del controllo della joint venture paritetica cinese. 

Sopra il riferimento tra componenti in direzione divergente, il settore bancario con il Ftse Italia Banche (+0,1%). Unicredit, che avrebbe assunto nella CIB l’ex UBS Sam Kendall, guadagna lo 0,02% mentre l’attenzione dei mercati resta focalizzata sull’operazione con MPS (-0,18%). Sottotono Bper (-0,18%)  mentre Banco BPM guadagna lo 0,26 per cento. Bene il gestito con Banca Generali in rialzo dell’1,96% e Mediolanum dello 0,65 per cento.

In calo Generali (-0,23%) che avrebbe in calendario per oggi una riunione dei consiglieri non esecutivi sulla governance. Il tema, come noto, è caldo e sembra che il primo azionista della compagnia assicurativa Mediobanca (13,46%) sia a favore di una conferma della linea del CEO Philippe Donnet. Come noto i soci Leonardo Del Vecchio e Gaetano Caltagirone chiedono invece un cambio di passo e hanno comunicato da poco un patto parasociale sull’11% circa del capitale avente a oggetto proprio la governance del Leone di Trieste.

In calo anche TIM (-0,22%) dopo un via libera parziale dell’Antitrust su Fibercoop. L’Authority ha approvato gli impegni di Telecom Italia, Fastweb, Teemo Bidco, FiberCop, Tiscali Italia e KKR. Si tratta essenzialmente di modifiche agli accordi di co-investimento e nell’introduzione di specifici impegni di infrastrutturazione per tutelare la concorrenza. FiberCop è lo spin-off della rete secondaria di Telecom Italia che unisce nel progetto anche KKR e Fastweb, ma l’Antitrust ha specificato che che anche se gli impegni appaiono "non manifestamente infondati" e idonei alla pubblicazione, lasciano "impregiudicata ogni valutazione dell'Autorità sulla loro idoneità a risolvere le problematiche concorrenziali sollevate".

Tra i minori si notano i ripiegamenti di De’Longhi (-8,49% a 35,58 euro), che ha visto il collocamento del 4% circa del capitale da parte di DL Industrial e Giuseppe de’Longhi a un prezzo di 35,38 euro con un accelerated bookbuilding. 

Male anche Antares Vision (-5,08%) che ha chiuso il primo semestre con un balzo dei ricavi del 30% a 75,5 mln e confermato la crescita 2021 al 14-19% di ricavi consolidati in più sul dato 2020.