Juventus e Torino: Derby delle difficoltà tra bilanci, risultati e contestazioni

di Alessandro Chini pubblicato:
6 min

Juventus e Torino attraversano un momento complicato sul campo, ma non solo. Analizziamo cosa sta accadendo e quali potrebbero essere le conseguenze dell'attuale situazione.

Juventus e Torino: Derby delle difficoltà tra bilanci, risultati e contestazioni

I problemi del Torino, nuovo cambio in panchina

Tira una brutta aria nel mondo "pallonaro" torinese e non solo per il "regalo" lasciato da ignoti questa notte davanti ai cancelli del Filadelfia, campo di allenamento della squadra granata del presidente Urbano Cairo. Nelle ultime ore lo stesso presidente insieme al direttore sportivo Petrachi hanno presentato il nuovo allenatore Roberto D'Aversa, nella speranza che possa dare una sterzata ad una stagione calcistica fortemente negativa e sotto le aspettative.

D'Aversa è subentrato a Baroni, allenatore che nelle ultime giornate sembrava aver perso, oltre che la gestione della squadra, la convinzione in quello che stava facendo. Le ultime partite del Torino sono state una sofferenza, caratterizzate dalla solita messe di gol subiti (peggiore difesa della serie A) e dalla totale assenza di gioco e voglia da parte dei giocatori, tanto da costringere Cairo al cambio di rotta in panchina, nonostante le rassicurazioni dello stesso presidente nelle giornate precedenti, quando il Torino se ne andava allegramente a perdere 6-0 a Como dopo averne prese in precedenza 2 dall'Atalanta, 2 dall'Udinese, 2 dalla Roma, 2 dal Cagliari e successivamente 2 dal Bologna sempre in casa, intervallate dalle vittorie su Verona e Lecce che avevano quanto meno alleggerito le pressioni.

Contestazione al presidente Cairo

Il tutto in un clima surreale di contestazione più che legittima da parte dei tifosi granata, che dopo 20 anni di mediocrità in termini di risultati sportivi hanno deciso di prendere seriamente di mira il presidente (da alcuni scherzosamente soprannominato anche "presiniente" per alcune delle sue trattative andate a vuoto in ambito di calciomercato) boicottando le presenze allo stadio nelle partite "interne" ed invitandolo a cedere la società quanto prima.

Ma i problemi non finiscono qua, all'orizzonte c'è la questione “Stadio Grande Torino”, che il Comune appare intenzionato a cedere ora che sono state tolte le ipoteche e per il quale è attesa a breve una valutazione ufficiale. Il Torino FC è attualmente in affitto ed il dott. Cairo dovrà valutare se impegnarsi nell'acquisto della struttura o trovare soluzioni alternative, considerato che l'attuale contratto andrà in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Nel frattempo si attende anche la fine dei lavori al "Robaldo", altra storia infinita che ha portato alla rigenerazione di una struttura sportiva in concessione al Torino da anni ma ad oggi solo parzialmente funzionante, nella quale secondo il progetto dovranno giocare tutte le "giovanili" della società, "Primavera" compresa, ma per la quale ogni volta che ci si avvicina ad una scadenza, la stessa viene prorogata e la parola "fine" sembra non arrivare mai.

Una situazione oggettivamente complicata che potrebbe aggravarsi in caso di retrocessione, che la società sta cercando di scongiurare con l'avvicendamento in panchina, ma che se anche dovesse essere evitata (come ci auguriamo) porrebbe ugualmente seri interrogativi sul prosieguo della presidenza Cairo in un ambiente ormai ostile per la quasi totalità dei tifosi.

E se Atene (Toro) piange, Sparta (Juve) non ride. Passando infatti sull'altra sponda calcistica del Po, quella della Juventus, del mondo dorato in cui tutto deve apparire tutto bello, semplice, vincente, le cose non sembrano andare poi così bene.

Juventus: a rischio il quarto posto in campionato

Di recente, dopo le (futili e inutili) polemiche per l'espulsione “ingiusta” subita da un proprio calciatore contro l'Inter, rea di averne causato la sconfitta sul campo, i bianconeri hanno subito una pesante sconfitta in Europa contro il Galatasaray (ancora recuperabile) e poi sono stati battuti a "domicilio" in maniera netta 0-2 dal Como, in una giornata in cui hanno presentato una quarta maglia a righe orizzontali sulla quale ironizzare per tutte le questioni giudiziarie degli ultimi 20 anni sarebbe un pò come "sparare sulla Croce Rossa".

Risultati che mettono in discussione la qualificazione alla prossima “Championship” e addirittura anche alle altre competizioni europee e che potrebbero appesantire ulteriormente un bilancio già ora non proprio brillante.

Cosa emerge dalla semestrale

La semestrale presentata ieri 23 febbraio dal management della Juventus, relativa al primo semestre 25/26, evidenzia ricavi in calo dell'11% a 260,6 milioni di euro e un risultato netto negativo per 2,5 milioni contro l'utile di 16,9 milioni di un anno fa. L'indebitamento finanziario netto - post IFRS 16 sale a 298,8 milioni da 280,2 milioni al 30 giugno 2025. Detto che negli ultimi 6 anni la società ha avallato 4 aumenti di capitale per un totale di 1 miliardo di euro circa, una cifra esorbitante che ad oggi appare completamente bruciata, dobbiamo sottolineare, come emerge dalla relazione, che l’indebitamento attuale è mitigato “dall’effetto non ricorrente di € +67,0 milioni riferibile all’aumento di capitale concluso nel mese di novembre 2025".

Vale a dire che senza questo aumento di capitale l'indebitamento sarebbe stato sensibilmente peggiore. Insomma, una società che non solo fatica a fare utili, ma che brucia milioni come niente fosse e che stando ai recenti numeri sarà probabilmente costretta, tra qualche mese, ad un nuovo aumento di capitale.

Leggendo la stessa relazione finanziaria emerge un altro aspetto da non sottovalutare. A pagina 7 nel paragrafo "Principali parametri economici FIGC e UEFA" si legge che:

"........... la Società ha ricevuto da UEFA la comunicazione di apertura di un procedimento per il potenziale sforamento dello stesso per il triennio 2022/2023-2024/2025. L’esito di tale procedimento - che terrà conto anche delle prospettive di andamento per l’anno in corso e per gli anni futuri dell’insieme dei parametri economici UEFA - è atteso al termine della Stagione Sportiva 2025/2026, e potrebbe dare origine ad una possibile sanzione economica (allo stato attuale di difficile quantificazione, ma con effetti economici presumibilmente non rilevanti) oltre che a possibili restrizioni sportive (quali, ad esempio, restrizioni alla registrazione di nuovi calciatori nelle liste delle competizioni UEFA)".

Cosa significa?

Significa che nel triennio indicato l'UEFA ha rilevato irregolarità da parte della Juventus relativamente alle perdite accumulate, evidentemente superiori a quanto permesso dal Fair Play Finanziario. Il rischio concreto è quello di una sanzione pecuniaria ai danni della società, ancora non ben definita, oltre alla "possibile restrizione sulla registrazione di nuovi giocatori nelle liste delle competizioni UEFA", vale a dire che anche il prossimo anno potresti essere costretto a giocare con i giocatori che hai attualmente. Non certo una bella prospettiva dal punto di vista sportivo se dovesse essere ribadita in sede di giudizio e tale da compromettere per almeno un altro anno la stagione della Juventus.

Come va il titolo Juventus in borsa

In borsa intanto il titolo si sta avvicinando ai 2,00 euro ma per il momento non appare in una situazione particolarmente critica. Da inizio 2020 ha perso il 73% ma negli ultimi 4 anni è apparso piuttosto stabile, nonostante gli scarsi risultati sportivi e le problematiche di bilancio.

La vicinanza ai supporti potrebbe rappresentare anche una occasione di rilancio, ma la cautela è d'obbligo poichè in caso di violazione di quota 2,00 i prezzi rischierebbero di scivolare rapidamente verso i minimi del 2024 a 1,6736 per poi puntare al ritorno su quelli storici del 2012 in area 1,00. Segnali di ripresa più credibili invece solo oltre 3,00 con conferme al superamento della resistenza critica di lungo termine posta a 3,50/3,55 circa.

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