Ocse e Fmi promuovono l’Italia, che farà il Ftse Mib?

Ocse e Fmi promuovono l’Italia, che farà il Ftse Mib?

Il Fondo Monetario Internazionale nel comunicato sulla conclusione delle consultazione del 2021 per l'Article Iv dell'Italia una crescita del Pil dell'Italia del 4,3% nel 2021 e del 4% nel 2022. Ad aprile il Fondo aveva previsto una crescita del 4,2% per il 2021 e del 3,6% per il 2022. Le stime sono più conservative di quelle del governo italiano che prevede per il 2021 un +4,5% e per il 2022 un +4,8%. La Commissione europea nelle previsioni economiche di primavera ha rivisto al rialzo il Pil italiano a +4,2% quest’anno e +4,4% il prossimo.

Le attese per il rapporto deficit/Pil sono che salga all’11,8% nel 2021 (la stima del Weo di aprile era di un 8,8%) e si dimezzi al 6% nel 2022 (5,5% la stima precedente), mentre il rapporto. debito/Pil dovrebbe salire al 159,9% nel 2021 (da 157,1% atteso ad aprile) e ridimensionarsi al 157,9% nel 2022 (da 155,5%). Gli esperti del Fondo affermano che "Una robusta ripresa è attesa per il 2021 sostenuta dalla campagna per le vaccinazioni, anche se restano incertezze". Per quello che riguarda gli aiuti messi in campo "saranno necessari fino a quando" la ripresa non sarà affermata, inoltre misure temporanee e mirate "insieme a un credibile piano di riduzione del debito pubblico nel medio termine" serviranno per salvaguardare l’economia dagli effetti della pandemia.

Anche l'Ocse vede rosa per l'Italia. Pil 2021 atteso al +4,5%. Solo nel 2022 calerà la disoccupazione. Usa e Cina mettono il turbo.

Dalle Prospettive Economiche dell'Ocse presentate a Parigi emerge una previsione del Pil per l'Italia nel 2021 pari al +4,5%. Grazie alla campagna di vaccinazione il tasso di crescita dovrebbe rimanere sostenuto anche nel 2021, attestandosi al +4,4%. Le stime di marzo erano rispettivamente di un +4,1% e di un +4%. A seguito di questo rimbalzo l'Italia dovrebbe recuperare i livelli di Pil precedenti la crisi nella seconda metà del 2022. Nei prossimi mesi dovrebbe realizzarsi un aumento graduale dei consumi e un calo dei risparmi.

Ripresa non significa tuttavia cancellazione totale dei danni da Covid: il turismo nel 2019 rappresentava il 6,4% del Pil, recuperare quanto perduto nei settori dei servizi ad alta intensità di contatto non sarà immediato.

Il mercato del lavoro si rimetterà invece in sesto con gradualità, solo nel 2022 il tasso di disoccupazione calerà al 9,7% dal 9,8% del 2021.

Nel 2022 si registrerà anche un calo del rapporto debito/Pil, che dovrebbe passare dal 159,6% ipotizzato per il 2021 al 157,2%. Il deficit, in aumento nel 2021, dovrebbe seguire poi un percorso di graduale rientro per scendere al di sotto del 3% del Pil nel 2025.

L'Ocse invita il governo, dopo che "la pandemia è stata messa sotto controllo grazie alle misure di contenimento", a pensare alle riforme della pubblica amministrazione che sono "necessarie per sostenere una maggiore crescita". Per l'Italia sarà necessario, nel medio periodo "aumentare la spesa pubblica a sostegno della crescita e semplificare la fiscalità". Inoltre "Una regolamentazione più semplice e meno pesante, che stimoli il gioco della concorrenza, in particolare, nel settore dei servizi, trainerebbe l'occupazione e gli investimenti verso l'alto".

Ocse, Pil mondiale al +5,8% nel 2021

La crescita del Pil italiano dovrebbe essere leggermente migliore rispetto a quella dell'Eurozona nel suo complesso, per la quale l'Ocse pronostica un +4,3% nel 2021 e un +4,4% nel 2022. A sua volta l'Eurozona risulterà attardata rispetto al globo: il Pil mondiale, dopo la contrazione del 3,5% nel 2020, dovrebbe crescere del 5,8% nel 2021 (stima precedente di marzo +5,6%) e del 4,4% nel 2022 (+4% stima precedente). Ancora migliori le attese per il G20: il Pil 2021 potrebbe espandersi del 6,3% per poi rallentare al +4,7% nel 2022. La media dei Paesi Ocse dovrebbe passare dal 5,3% del 2021 al 3,8% del 2022.

Attenzione tuttavia che recuperare lo svantaggio rispetto ai livelli del 2019 non è una vittoria, dal momento che nel frattempo due anni di crescita sono andati perduti. L'Ocse ricorda che "il reddito globale sarà ancora di circa 3 trilioni di dollari in meno entro la fine del 2022 rispetto a quanto previsto prima della crisi. 3 trilioni di dollari corrispondono all’incirca alle dimensioni dell'intera economia francese". 

La borsa sembra credere alle possibilità di crescita dell’economia ma ancora deve inviare gli ultimi segnali di conferma di una ritrovata positività di medio periodo.

Il Ftse Mib ha toccato nella prima parte della settimana un massimo a 25553 punti, al di sopra del picco del febbraio 2020 a 25483, ma non è riuscito a dare un seguito a questo rialzo: i mercati hanno vissuto una settimana senza direzione rimanendo in attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa (dall'andamento dei quali sarà possibile cercare di indovinare l'atteggiamento futuro della Federal Reserve nei confronti dei tassi di interesse). Il superamento deciso di area 25500/550 sarebbe un segnale di forza importante anche in ottica di medio periodo: i massimi del 2009 e del 2018 si collocano sul 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dai massimi del 2007, la rottura di quei livelli permetterebbe all'indice di uscire da più di un decennio di lateralità e di dare un seguito al rialzo intrapreso dai minimi del 2020 con obiettivi fino ai 28500 punti. Prima di arrivare su quei livelli i prezzi dovranno confrontarsi con la resistenza di area 26450. Se i prezzi dovessero scendere nuovamente al di sotto di area 24900 gli sforzi fatti di recente per confermare l'intonazione rialzista del trend verrebbero messi in discussione. La violazione a 24530 della media mobile esponenziale a 50 giorni confermerebbe l'inizio di una discesa che potrebbe dimostrarsi anche estesa (da non dimenticare i gap lasciati aperti durante il rialzo dai minimi dello scorso ottobre, posizionati in area 22150, a 19800 e a 18400 punti circa).