Piazza Affari prolunga il rimbalzo partito ieri. Enel in evidenza

Piazza Affari prolunga il rimbalzo partito ieri. Enel in evidenza. FTSE MIB +0,9%.

Il FTSE MIB segna +0,9%, il FTSE Italia All-Share +0,9%, il FTSE Italia Mid Cap +0,4%, il FTSE Italia STAR +0,3%.

BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,85% (chiusura precedente a 0,88%), lo spread sul Bund 104 bp (da 107) (dati MTS).

Mercati azionari europei in netto recupero: EURO STOXX 50 +1,4%, FTSE 100 +1,0%, DAX +1,2%, CAC 40 +1,2%, IBEX 35 +1,4%. 

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,5%, NASDAQ 100 +0,9%, Dow Jones Industrial +0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,41%, NASDAQ Composite +1,47%, Dow Jones Industrial +0,30%.

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 stamattina ha terminato a +0,54%. Borse di Shanghai e Shenzhen chiuse per festività (riapriranno domani), a Hong Kong l'Hang Seng al momento segna +3,1%.

Enel +2,8% scatta in avanti grazie alle indiscrezioni del quotidiano Cinco Dias secondo cui il governo spagnolo sta ripensando le regole che riducono i ricavi delle utility che gestiscono fonti di energia idroelettrica, nucleare e alcune rinnovabili. Enel controlla Endesa (+3,2% a Madrid) la maggiore utility della Spagna.

Segni positivi per tutto il comparto (indice FTSE Italia Utenze +2,3%) in scia alla flessione dei rendimenti. Hera +1,8%, Terna +1,6%, Italgas +1,4%, Snam +1,1%.

Bene Moncler (+2,0% a 56,98 euro). RBS ha incrementato il target a 60 euro. Titolo sui massimi dal 19 agosto.

Netta flessione per Marr -3,3% a 20,38 euro. Banca Akros ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da accumulate a neutral, con target a 21,40 euro. Ieri il gruppo ha comunicato ottimi dati sui ricavi del terzo trimestre (+30% a/a e +4% sul 2019), precisando però la forte disomogeneità sia a livello territoriale (boom nelle zone turistiche) che merceologico (molto bene i prodotti ittici). Marr ha anche varato un piano di investimenti straordinari attorno a 170 milioni di euro nel 2021-2024 che dovrebbe impattare fortemente sulla generazione di cassa nel periodo.

Fermento nell'azionariato di Generali. Il tandem Del Vecchio-Caltagirone nell'ultimo periodo ha incrementato la partecipazione dell'accordo di consultazione a cui aderiscono (insieme a Fondazione Crt) a oltre il 13%. L'attuale cda scade in occasione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio 2021 (fine aprile 2022) e le manovre per la scelta del nuovo board sono probabilmente iniziate. Alberto Minali, ex a.d. di Cattolica Assicurazioni (su cui Generali ha un'OPA in corso) e in precedenza CFO e direttore generale della compagnia triestina, ha dichiarato a Reuters di non aver avuto contatti con i soci dell'accordo di consultazione (critici con la gestione attuale) per una candidatura alternativa a quella dell'a.d. Philippe Donnet (sostenuto da Mediobanca, primo azionista di Generali con il 15,5%). L'analisi del grafico di Generali mette in evidenza la solidità della struttura ascendente di fondo, con i prezzi in avvicinamento al massimo pluriennale del novembre 2019 a 19,63 euro: oltre gli ostacoli a 18,90-19,00 probabile attacco al top citato. In caso di successo si creerebbero le premesse per un miglioramento dello scenario tecnico di lungo periodo con primi obiettivi a 21 e 21,80. In caso di discese monitorare attentamente la tenuta del recente minimo a 18,0750: l'eventuale violazione di questo riferimento determinerebbe il completamento del potenziale doppio massimo in formazione dal 28 settembre, figura ribassista con obiettivo ideale a 17,60 circa.