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Bonus edilizi e decreto anti-frode: cosa è cambiato?

di FTA Online Newspubblicato:

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I bonus edilizi prorogati, ora devono fare i conti con la normativa del Decreto anti-frodi dell’11 novembre 2021, n. 157. Vediamo quali sono gli obblighi da rispettare per beneficiare di questo tipo di agevolazioni e rispettare anche la normativa anti-frode predisposta dal Governo Draghi.

La legge di bilancio 2022  ha incorporato al suo interno alcune modifiche indispensabili che sono conenute nel cosiddetto decreto anti-frode.

A causa delle tantissime frodi che hanno riguardato i bonus edilizi in questi due anni (con milioni di euro di crediti inesistenti), il Governo ha deciso di intervenire con un decreto ad hoc per evitare le frodi, il più possibile.

Vediamo i dettagli di questo decreto, applicabili ai vari bonus edilizi.

Decreto anti-frode e Superbonus 110%

Per gli interventi effettuati in base al Superbonus, si avranno detrazioni fiscali pari al  110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023. Poi la percentuale si ridurrà al 70% per i costi sostenuti nel 2024 e poi si ridurrà al 65% per i costi sostenuti fino a fine 2025.

Questo vale per le persone fisiche ma anche per le organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro.

Gli interventi compresi nel decreto anti-frode riguardano sia quelli effettuati su abitazioni unifamiliari, a condizione che entro fine giugno si siano svolti il 30% dei lavori, sia i lavori trainanti che quelli trainati.

Indispensabile, dopo il decreto anti-frode, l'emanazione del visto di conformità, prima necessario solo se si fosse scelto lo sconto in fattura e la cessione del credito, ora è diventato obbligatorio anche se si sceglie la detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.

Inoltre bisognerà stabilire la congruità dei prezzi, per evitare che le fatture vengano gonfiate e per questo bisogna fare riferimento al provvedimento del Mise 6 agosto 2020 (prezzari regionali e DEI).

La cessione del credito e lo sconto in fattura possono essere richiesti per ogni tipo di bonus edilizio, compreso il bonus per eliminare le barriere arcitettoniche. Sono esclusi, invece, il bonus mobili ed elettrodomestici e il bonus colonnine ordinario, ovvero non trainato dal Superbonus.

Asservazione tecnica obbligatoria in caso di cessione del credito o sconto in fattura

Il documento del visto di conformità e l'asservazione tecnica sono obbligatori in tutti i casi in cui si scelga di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Esclusi da quest'obbligo solo i lavori di edilizia libera e i lavori di importo complessivo non superiore a 10mila euro, eseguiti sia su case unifamiliari che su parti condominiali.

L'eccezione riguarda il bonus facciate il quale, a prescindere dall'importo, necessita di asservazione tecnica e visto di conformità se si sceglie lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Per stabilire che i prezzi sono congrui e non sono stati gonfiati, bisogna basarsi sugli elenchi dei prezzari DEI.

Dal decreto anti-frode si desume anche la possibilità che viene concessa all'Agenzia delle Entrate di sospendere alcuni bonus, se entro trenta giorni dalla comunicazione, ci siano dubbi su particolari profili di rischio di alcuni soggetti.

La proroga dei bonus edilizi

Il bonus facciate, per esempio, è stato esteso fino a fine 2022 ma la percentuale è stata ridotta dal 90 al 60%.

Il bonus barriere architettoniche, pari al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo: di 50.000 Euro per case unifamiliari, di 40.000 per edifici fino a 8 appartamenti  e 30.000 Euro  per gli edifici oltre gli 8 appartamenti.

Riconfermati e prorogati anche i bonus per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, corretti in base al decreto anti-frode.

Con la pubblicazione in Gazzetta della Legge 234 del 30/12, abbiamo finalmente il testo definitivo:

Riconfermati tutti i bonus per il triennio 2022 – 2023 – 2024, salvo il Bonus Facciate, valido solo per il 2022.Riduzione del Bonus Facciate (che scende dal 90 al 60%) e  Bonus mobili (che scende da 16 mila a 10mila euro). Bonus al 75% fino a fine anno 2022 per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Quando non si applica il visto di conformità e asservazione tecnica 

Il visto di conformità e l’asservazione tecnica non sono necessari quando la cessione del credito e per lo sconto in fattura, non si applicano all'edilizia libera e ai lavori al di sotto dei dieci mila euro.

Se il beneficiario del bonus edilizio non intende cedere il credito nè chiedere lo sconto in fattura, il visto di conformità  è richiesto solo per il Superbonus 110%;

Se i lavori eseguiti non arrivano ai 10 mila euro di spese sostenute, il Visto non è richiesto;

Se superano i 10 mila euro ma sono lavori che rientrano nell'edilizia libera, anche in questo caso non è richiesto il visto di conformità

Come si comprende se un lavoro rientra o meno nell'edilizia libera? Andando a controllare il Glossario dell’Edilizia libera dell'Agenzia delle Entrate.

Un intervento edilizio può rientrare in questo glossario o essere di ordine superiore, per esempio una manutenzione straordinaria che coinvolge anche altre parti dell'edificio.

Purtroppo, non sarà sempre facile far capire al contribuente se un lavoro ha bisogno del visto di conformità oppure no.  Il decreto anti-frodi in questo caso, si concentra sulle transazioni dove davvero vi è il rischio di frode, invece evita di bloccare tutte quelle operazioni di importi non elevati e che non costituiscono nella realtà un rischio di frode.

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