Bordighera, Manuela Aiello "violenta solo dopo aver conosciuto" Iannuzzi: la verità delle sorelle di Beatrice

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Le sorelline costrette a pulire casa, le botte per non essere disturbati da Beatrice. Cosa emerge dal racconto delle figlie di Manuela Aiello

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Le due bambine, di 7 e 9 anni, ricordano molto bene le 30 ore di agonia della sorellina Beatrice, di appena 2 anni. Il tutto sarebbe avvenuto nella casa di Emanuel Iannuzzi, a Perinaldo, dove a quanto pare le violenze contro la bambina sarebbero state consuetudine. Ma non da sempre: Manuela Aiello sarebbe diventata violenta "solo dopo aver conosciuto" il 42enne, riferiscono le figlie.

La verità delle sorelline di Beatrice

Come riporta il Corriere della Sera, per le due piccole riuscire a sbrogliare la matassa di dolore e paura, sentimenti maturati tra le mura di Perinaldo e Bordighera e fermentati dopo l'arresto della madre Manuela Aiello, non è stato facile.

Lo hanno capito gli investigatori e le psicologhe, quando tra fazzolettini intrisi di pianto e dita intrecciate nervosamente, le bambine hanno liberato il ventre dall'oscurità e hanno cominciato a rispondere con "impeto, senza titubanze, alleggerendosi di un peso troppo grande". E nella loro verità non c'è una mamma-mostro.

Secondo il loro racconto - continua il Corriere - la madre sarebbe diventata "violenta solo dopo aver conosciuto" il nuovo compagno Emanuel Iannuzzi. E quelle violenze, hanno scoperto i carabinieri di Bordighera e di Imperia, non le avrebbe mai impedite. Lo riporta Repubblica.

La figlia più grande puliva la casa di Bordighera

Nel drammatico scenario della morte di Beatrice si collocano, inoltre, i fatti di Capodanno. Nelle 33 pagine firmate dal procuratore di Imperia, Alberto Lari, si legge che la figlia di 9 anni si sarebbe occupata di accudire le sue sorelline - la più piccola di 7 e Beatrice, di appena 2 - ma anche di pulire tutta la casa prima di una festicciola organizzata dalla madre a Bordighera.

Aiello e Iannuzzi "volevano stare tranquilli", riferisce un investigatore al Corriere della Sera, e non avevano voglia di preparare l'abitazione a ricevere i loro ospiti. Quando Beatrice piangeva arrivavano le botte perché, appunto, Manuela ed Emanuel non volevano essere disturbati nella loro privacy e nella loro intimità.

La morte della piccola Beatrice

La mattina del 9 febbraio Beatrice era già morta. La coppia l'aveva sistemata dentro una copertina rossa, tra un armadio e il muro. Iannuzzi, quindi, aveva svegliato le due sorelline e aveva detto loro: "Oggi non andate a scuola, è successo un casino". Manuela Aiello "era impanicata", hanno raccontato le figlie. La più grande ha notato quel fagotto e ha tentato di avvicinarsi, ma l'uomo l'ha fermata: "Ferma! Non andare lì!".

Quindi Manuela Aiello ha deciso di preparare la messa in scena: ha caricato le figlie in macchina, ha percorso 20 km di distanza da Perinaldo a Bordighera e detto alle figlie di non parlare del suo compagno, di far finta di non conoscerlo. Alle 8:21, a Bordighera, ha chiamato il 118 e ha raccontato che Beatrice è caduta dalle scale. Ma la piccola era già morta.