Borsa Italiana in calo, le tensioni geopolitiche pesano sugli indici

di FTA Online News pubblicato:
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Vendite diffuse sui maggiori mercati azionari italiani, europei e statunitensi con l'ulteriore escalation in Medioriente. Mentre si registrano ancora attacchi di Israele a Beirut in Libano, arriva sui mercati l'allarme degli Stati Uniti che segnalano che l'Iran potrebbe lanciare un attacco con missili balistici su Israele entro 12 ore.

Sui mercati prevale un sentiment negativo con forti ribassi. Fanno eccezione i titoli del settore del petrolio, che si apprezza con l'aumentare delle tensioni, e quelli del settore difesa.

A due ore dall'avvio delle contrattazioni a Wall Street i maggiori listini azionari Usa ripiegano: S&P 500 -1%, Nasdaq -1,76% e Dow Jones -0,42%.

Anche in Europa sono negativi i maggiori indici: Euro Stoxx 50 -0,95%, Dax -0,64%, Cac 40 -0,81%, Ibex 35 -1,68%

Le vendite prevalgono tra i maggiori listini italiani: Ftse MIB -1,04%, Ftse Italia All Share -1,02%, Ftse Italia Mid Cap -0,86% e Ftse Italia Star -0,69 per cento.

In forte rialzo, come anticipato, i prezzi del petrolio con la crescita delle tensioni geopolitiche. Il future sul WTI che segna un rialzo del 3,76% a 70,73 dollari al barile, mentre il Brent passa di mano a 74,25 dollari con un vantaggio di 3,56 punti percentuali sul riferimento.
A Milano ne approfittano i titoli di Tenaris (+2,83%), Eni (+1,52%) e Saipem (+1,09%).

Positive anche le performance di diversi titoli difensivi come Italgas (+1,29%), Snam (+1,09%) ed Enel (+0,64%).Sul settore delle utility influisce positivamente il forte calo dei rendimenti sul mercato. Stamane il dato dell'Eurozona sull'inflazione di settembre si è posto all'1,8%, al di sotto del target della Bce e diversi analisti si attendono ora un percorso di taglio dei tassi più rapido e continuo fino al prossimo giugno 2025. Atteso quindi per il meeting di ottobre un altro taglio da 25 punti base al costo del denaro.

I rendimenti dei titoli di Stato europei seguono queste indicazioni con una flessione del rendimento del BTP decennale italiano di 7 punti base al 3,38% e un calo di 8 punti base del rendimento del Bund tedesco al 2,04 per cento. Lo spread si pone quindi a 133 punti base e gli acquisti si nutrono anche del clima risk off che monta con le tensioni geopolitiche.

Si segnala al riguardo anche il forte deprezzamento dell'euro sul dollaro con il cambio EUR/USD in calo dello 0,84% a 1,1065.

Subiscono il rapido calo dei rendimenti e il clima di avversione al rischio i titoli del settore bancario: il Ftse Italia Banche segna -2,87%
Male Bper (-4,65%), Banco BPM (-4,39%), Banca MPS (-3,53%) e Unicredit (-2,76%).

Male anche il tecnologico STM (-2,4%) nonostante l'annuncio di una importante collaborazione con Qualcomm nel settore dell'Iot wireless in un'ottica di integrazione delle soluzioni per clienti industriali e consumer.

Approfitta invece delle tensioni con tutto il settore difesa europea il titolo di Leonardo che segna in controtendenza un rialzo dell'1,7 per cento.

In coerenza con la crescita delle tensioni si riapprezza l'oro, che torna a 2.633 dollari l'oncia (+1,07%), in leggero rialzo il gas con il TTF olandese che passa di mano a 39,2 €/MWh (+0,4%).

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