Borsa Italiana in forte calo con i listini globali. Resistono energia e difesa

di FTA Online News pubblicato:
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Mercati azionari globali in forte calo, ma senza panico, dopo l'attacco USA-Israele contro l'Iran e la risposta del Paese islamico con lancio di missili e droni (uno dei quali ha colpito una base britannica a Cipro) verso gli alleati americani dell'area.
Ieri mattina la conferma che il leader iraniano Ali Khamenei è rimasto ucciso nella prima ondata di attacchi, il numero delle vittime in Iran avrebbe raggiunto le 555 persone.
Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha affermato: "Non abbiamo iniziato questa guerra, ma sotto il Presidente Trump la finiremo". Le indicazioni da Washington sulla possibile durate del conflitto, dopo le prime 4 vittime statunitensi, rimangono però contraddittorie: Trump è intenzionato a continuare l'operazione fino a quando tutti gli obiettivi saranno raggiunti e ha chiosato in un'occasione che tutto potrebbe durare "quattro settimane o anche meno".
Difficile l'equilibrio con la base Maga più isolazionista in vista delle prossime elezioni di mid-term.

La reazione dei mercati è articolata, con forti vendite sul petrolio e vendite ancora maggiori sul gas, che rischia di subire il maggiore impatto dal blocco di fatto dello Stretto di Hormuz.

A due ore dall'Opening Bell gli indici azionari americani tentano una reazione: S&P 500 -0,02%; NASDAQ +0,36%; Dow Jones -0,16%.

In calo deciso i maggiori mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -2,44%; Londra (FTSE 100) -1,24%; Francoforte (DAX) -2,42%; Parigi (CAC 40) -2,17%; Madrid (IBEX 35) -2,62%.

Molto male anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,97%, FTSE Italia All-Share -2,01%, FTSE Italia Mid Cap -2,34%, FTSE Italia STAR -2,04%.

Dopo qualche incertezza trionfa come bene rifugio il dollaro nei mercati internazionali: si apprezza nei confronti delle maggiori monete e si avvantaggia anche della posizione di valuta di scambio di importanti asset class come il petrolio o l'oro. EUR/USD segna 1,1678 (.-1,04%). Il biglietto verde guadagna più di un punto percentuale anche sullo yen.

La reazione dei mercati obbligazionari si concretizza in un materiale rialzo dei premi al rischio sul sovereign. Il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 5 punti base 3,35%, nel contesto di un generale rialzo degli yield. Lo spread sul Bund si pone a 65 pb (dati MTS). In deciso rialzo anche il rendimento del Treasury statunitense decennale: oltre 10 punti base al 4,05% circa, il trentennale sfiora il 4,7% e lungo tutta la curva delle scadenze si registra un corposo aumento dei rendimenti chiesti dal mercato. Naturalmente questi movimenti assorbono anche gli effetti dell'assorbimento da parte del fixed-income di parte dei flussi in fuga dai mercati azionari.
A latere si ricorda che oggi è cominciato il collocamento in Italia del nuovo BTP Valore.

A Milano e in Europa ancora una volta il settore finanziario trasmette sui listini il nervosismo degli operatori di mercato. Il Ftse Italia Banche perde il 3,18%

Appartengono al mondo del credito alcune delle peggiori performance di Milano: Bper -4,12%, Intesa -3,94% Unicredit perde il 3,05%, la banca di Piazza Gae Aulenti a gennaio ha ritirato il ricorso contro la richiesta della BCE di uscire dalla Russia.

Giù il lusso nei vari mercati globali: a Milano Moncler -3,18%, Brunello Cucinelli -4,17%, Ferrari -4,08%. Sul luxury pesa anche il valore strategico delle vendite nel Medioriente da parte delle maggiori case, una ricerca di Intesa Sanpaolo ha stimato nell'area il 6% circa dei ricavi del settore.
Tra i minori si segnala The Italian Sea Group (-5,94%) che ha comunicato il rinvio dell'approvazione del bilancio 2025 e incaricato KPMG di svolgere una due diligence forensic sulla gestione delle commesse dalla quale è emerso che "tra i soggetti coinvolti nelle irregolarità contestate figurano, tra gli altri, alcune figure apicali dell'azienda, tra l'altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa" di a.d., cda e organi di controllo. Si segnala però anche che "una parte significativa dei costi extra budget sembrerebbe tuttavia già essere transitata a conto economico nel corso dei precedenti esercizi".

In direzione positiva e opposta invece il settore difesa che registra gli acquisti su Leonardo (+2,5%) e Fincantieri (+0,49%). Su Leonardo si segnala il contratto da un miliardo di sterline (1,14 miliardi di euro) con il Regno Unito per 23 elicotteri di media stazza.

In queste ore persistono gli acquisti sul petrolio greggio con il Brent a 78,77 $/barile (+8,1%), e il WTI a 72,08 $/barile (+7,55%). Entrambi i blend hanno però fatto un passo indietro dai massimi di seduta. Bene Tenaris (+0,52%); arretra invece in maniera importante Saipem (-3,86%). Bel progresso per Eni (+3,63% a 20,37 euro dopo aver rivisto i massimi da settembre 2008), favorita anche dai report di Citigroup (target da 15 a 20,50 euro) e JP Morgan (raccomandazione da underweight a overweight e target da 17,50 a 22 euro).

La seduta è molto difficile per Stellantis, che segna un altro pesante calo del 7,16% nel contesto di un generale ribasso del settore automotive europeo colpito, oltreché dal newsflow geopolitico, dai dati sul mercato francese che lo scorso mese ha perso il 14,7% delle immatricolazioni di nuove auto.

Si avvantaggia invece del clima di incertezza, anche se ridimensiona i guadagni delle prime ore, il metallo giallo: l'oro passa di mano in queste ore a 5.293 dollari l'oncia (+0,32%).

L'impatto del nuovo conflitto sul traffico dello Stretto di Hormuz pesa però soprattutto, come anticipato, sulle quotazioni del gas naturale con il TTF olandese che segna un rialzo del 36% a 43,49 euro/MWh in queste ore. Il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz sono in pratica l'unico canale per la distribuzione del gas naturale di un protagonista globale del mercato come il Qatar e dopo che Qatar Energy ha annunciato l'interruzione della produzione di gas naturale il mercato ha colpito con pesanti vendite questa asset class.

In rialzo invece il Bitcoin che torna a 69.556 dollari (+5,48%) dopo gli affondi delle ultime settimane.

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