Borse asiatiche contrastate, Tokyo in leggero calo

di FTA Online News pubblicato:
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Borse asiatiche contrastate questa mattina, con le incertezze geopolitiche e la debolezza dei segnali che giungono da Wall Street. L'accordo per la riapertura dello stretto di Hormuz è tutt'altro che ratificato, soprattutto dopo le indiscrezioni secondo le quali l'Iran potrebbe impedire il passaggio a Stati Uniti, Israele e ad altre navi di paesi ostili, circostanza che ha riacceso l'andamento del prezzo del petrolio ed il timore di nuove spinte inflazionistiche.

A Tokyo il Nikkei ha chiuso gli scambi poco al di sotto della parità attestandosi a quota 65606,71 (-0,12%) recuperando comunque terreno rispetto ai minimi della giornata. In calo a Seoul l'indice Kospi che arretra di mezzo punto percentuale circa mentre si muovono in territorio positivo le borse cinesi, con Shanghai che guadagna lo 0,6%, Shenzhen l'1,3% e il China A50 lo 0,7%. Positiva anche Hong Kong con l'Hang Seng in crescita dello 0,2% mentre l'Australia ha chiuso leggermente al di sotto della parità.

Per quanto riguarda l'andamento delle materie prime da segnalare il rialzo del prezzo del Petrolio WTI di circa 1 punto percentuale a 78 dollari al barile, in recupero anche l'Oro (+1,2%), mentre l'Argento sale del 3% a 64 dollari.

Sul fronte macroeconomico da segnalare che questa mattina il ministero degli Affari interni e Comunicazione nipponico ha reso noto il dato relativo alla spesa delle famiglie, che a giugno è scesa del 3,3% annuo, in peggioramento rispetto al calo dello 0,4% di maggio e contro l'incremento dello 0,8% del consensus. Su base sequenziale i consumi sono crollati del 6,4% contro l'aumento del 3,7% precedente e la diminuzione del 3,1% attesa dagli economisti.

Sempre in Giappone, secondo quanto reso noto su base preliminare dall’Ufficio di Gabinetto, in giugno l’indice anticipatore si è attestato a 116,4 punti, in linea con il dato di maggio, appena sotto ai 116,5 punti del consensus.

In Cina la General Administration of Customs (l’autorità delle dogane cinesi), ha reso noto che a luglio il surplus della bilancia commerciale è calato a 112,50 miliardi di dollari dai 125,62 miliardi di giugno, contro i 108,60 miliardi previsti dagli economisti. Le esportazioni, calcolate in dollari, sono cresciute del 23,9% annuo, in rallentamento rispetto al 27,0% di giugno ma sopra al 22,2% del consensus. Le importazioni sono invece salite del 27,5% annuo, contro il 36,0% precedente e sotto al 27,9% stimato dagli economisti.

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