Borse europee in calo: bene i petroliferi, vendite su lusso e consumi discrezionali
pubblicato:Avvio di seduta in rosso per i maggiori listini azionari italiani ed europei nel contesto di una crisi in Medioriente sempre più complicata dopo i nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran (che hanno anche causato delle vittime) e soprattutto dopo l’annuncio da parte del presidente USA Donald Trump, in un post sul suo social network Truth, di un dazio del 20% su tutte le navi in transito. Un annuncio che ovviamente ha suscitato dure proteste della comunità internazionale, a partire dall’Organizzazione Marittima Internazionale dell’ONU, e ha spinto diversi Paesi del Golfo a sondare sempre più attivamente alternative logistiche e militari allo scacco sullo Stretto.
I nuovi rialzi delle quotazioni del petrolio greggio però oggi traducono la tensione crescente tra gli operatori. Da segnalare che oggi comincerà la stagione delle trimestrali negli Stati Uniti con una serie di risultati bancari di primo piano. Domani in calendario la trimestrale del colosso olandese delle attrezzature per la produzione di microprocessori ASML (-0,22%).
Gli scambi positivi dei listini asiatici di stamane non scongiurano un avvio in rosso dei listini nei mercati del Vecchio Continente: Euro Stoxx 50 -0,68%, Dax -0,45%, Cac 40 -0,82%, Ibex 35 -1,04%, Ftse MIB-0,91% e FTSE 100 -0,44%
Ancora una volta il rialzo del petrolio condiziona i listini europei. Il future sul Brent passa di mano in queste ore a 85,6 dollari al barile (+2,76%) e incoraggia le performance dei maggiori titoli del comparto: BASF (colosso chimico tedesco attivo anche nel settore degli idrocarburi, +2,28%), TotalEnergies (+1,96%), Shell +1,6%, BP +2,83%
Si mette in luce a Francoforte Mercedes (+2,17%), che ieri ha annunciato un’espansione rilevante dell’impianto Kecskemét in Ungheria dopo investimenti da un miliardo di euro sul sito tra il 2022 e quest’anno. Avviata in loco anche la produzione della nuova C-Class all-electric. Oggi il gruppo ha in calendario la pre-close call con analisti e investitori sui risultati del secondo trimestre del 2026. Positiva durante i primi scambi anche Volkswagen (+0,42%).
La tensione nei mercati internazionali e sulle aree chiave del Medioriente si traduce stamane in decise vendite su diversi di titoli del settore del lusso e dei consumi discrezionali: male EssilorLuxottica (-3,1%), Kering (-3,02%), LVMH (-2,82%), Hermes (-2,53%), Inditex (la casa di Zara cede il 2,54%) e Ferrari (-1,36%).
Il clima risk-off dei mercati si traduce stamane anche in forti vendite sui titoli di Stato europei che vedono un balzo dei rendimenti, con lo yield del BTP decennale italiano in rialzo di 7 punti base al 3,91% e uno spread su un rendimento del Bund tedesco al 3,13% (+4 pb) a 78 punti base. Ciò non si traduce in acquisti sui titoli bancari che anzi agiscono da cinghia di trasmissione delle tensioni degli investitori: Euro Stoxx Banks -0,95%, Santander -1,45%, BBVA -1,32%, BNP Paribas -0,63%
Fra le partite di giornata, male Astrazeneca (-1,3%) dopo un accordo di licenza in esclusiva con Dizal Pharmaceutical per lo Zegfrovy (sunvozertinib) che prevede un pagamento facciale di 600 milioni di dollari a Dizal e pagamenti ulteriori fino a 900 milioni al raggiungimento di specifici obiettivi sul farmaco per il trattamento del tumore ai polmoni.
GD - www.ftaonline.com