Borse europee poco mosse, brilla Pernod Ricard

di FTA Online News pubblicato:
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Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana senza grandi variazioni. Il Dax di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,1%. Sulla parità il Cac40 di Parigi e l'indice Euro Stoxx 50.
Donald Trump ha esteso fino al 6 aprile la scadenza dell'ultimatum contro Teheran. L'estensione sarebbe stata richiesta direttamente dall'Iran, che in precedenza aveva respinto il piano di pace Usa, proponendone uno suo che include la garanzia che Usa e Israele non riprendano gli attacchi e il riconoscimento della sua autorità sullo Stretto di Hormuz. Intanto proprio dallo Stretto di Hormuz sono passate dieci petroliere. Per Trump un "regalo" dell'Iran che dimostra come i negoziati stiano proseguendo in modo più che positivo. Le incertezze degli investitori sono comunque tutt'altro che dissipate.
Tra i titoli in evidenza Pernod Ricard +3%. Il colosso delle bevande ha confermato di essere in trattative relative a una potenziale aggregazione aziendale alla pari con Brown-Forman precisando che non vi è alcuna garanzia che si giunga a un accordo.
Novartis +0,2%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato l'acquisto della biotech Excellergy per potenziali 2 miliardi di dollari (comprensivi di pagamenti legati a determinati obiettivi) con l'obiettivo di ampliare il suo portafoglio nei trattamenti delle allergie.
Getlink +0,4%. Eiffage ha incrementato la partecipazione nella società che gestisce il tunnel sotto la Manica tra Regno Unito e Francia al 29,4% del capitale ed al 29,5% dei diritti di voto.
Sul fronte macroeconomico in Spagna il tasso d'inflazione, secondo quanto comunicato su base preliminare dall'Instituto Nacional de Estadística (Ine, l'ente statistico di Madrid), in marzo è cresciuto sul 3,3% annuo dal 2,3% di gennaio e febbraio (2,9% in dicembre), contro il 3,6% del consensus. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è salito dell'1,0% contro lo 0,4% precedente (0,4% il calo di gennaio). L'indice armonizzato è parimenti aumentato del 3,3% annuo (2,5% in febbraio) ed è progredito dell'1,5% mensile (0,4% il precedente incremento).
In Gran Bretagna le vendite retail, secondo quanto comunicato dall'Office for National Statistics (Ons, l'ente statistico di Londra), in febbraio sono salite del 2,5% annuo, in rallentamento rispetto al 4,8% della lettura finale di gennaio (1,9% in dicembre) ma sopra al 2,1% del consensus. Su base sequenziale le vendite al dettaglio sono tuttavia scese dello 0,4% contro il precedente progresso del 2,0% (0,4% l'incremento di dicembre) e il rialzo dello 0,4% atteso dagli economisti. Le vendite retail core (al netto di vetture e carburanti) sono invece cresciute del 3,4% annuo (5,9% in gennaio) e calate dello 0,4% sequenziale (2,2% la precedente espansione).
Secondo il sondaggio pubblicato da GfK (la società di ricerca con base a Norimberga), in marzo l'indice della fiducia dei consumatori della Gran Bretagna cala ulteriormente a -21 punti da -19 punti di febbraio (-16 punti in gennaio), sopra comunque al ribasso su -25 punti del consensus. L'ultima lettura in positivo, considerando anche quelle invariate di febbraio e marzo 2016, rimane quella del gennaio 2016, cinque mesi prima del referendum sulla Brexit. L'indice aveva toccato i minimi storici dal 1974 nel settembre 2022, quando si era attestato su -49 punti.

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