Private credit: crepe nel mercato da 1.800 miliardi
pubblicato:Private credit: crepe nel mercato da 1.800 miliardi o semplice normalizzazione del ciclo?
Le grandi banche strutturano coperture ribassiste mentre raccolgono nuovi fondi: il rischio non è un nuovo subprime, ma un repricing graduale del credito.
Negli ultimi mesi il private credit è tornato al centro del dibattito tra investitori istituzionali, hedge fund e asset allocator. Il motivo è semplice: parliamo di un mercato che ha superato 1.800 miliardi di dollari, cresciuto rapidamente negli anni di tassi bassi e liquidità abbondante.
Secondo una recente analisi di Goldman Sachs, basata su oltre 900.000 filing di business development companies (BDC) utilizzate come proxy del direct lending USA, emergono segnali di stress in aumento ma non ancora sistemico.
Goldman evidenzia come il deterioramento sia per ora incrementale e non generalizzato, ma sottolinea anche un aspetto cruciale: nel private credit la scoperta dei prezzi tende a essere non lineare, con correzioni che possono emergere in modo rapido quando i fondamentali peggiorano.
Il rischio più concreto non è necessariamente una crisi sistemica immediata, ma una fase di repricing graduale del rischio, con possibili sorprese negative per chi ha considerato il private credit un'alternativa "quasi obbligazionaria" priva di volatilità.
Per conoscere le fragilità strutturali del private credit leggi https://www.ftaonline.com/private-credit-mercato-bolla.html
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