Borse in seria difficoltà: volatilità in aumento tra guerra, petrolio e tassi
pubblicato:L’impennata dei prezzi dell’energia e l’incertezza sulle mosse delle banche centrali mettono sotto pressione il trend rialzista dei mercati globali

Le borse stanno attraversando una fase complessa
Le borse stanno attraversando una fase complessa, caratterizzata da una combinazione di shock geopolitici, inflazione energetica e incertezza sulle banche centrali.
Non siamo necessariamente di fronte a un nuovo bear market strutturale, ma sicuramente a una fase di volatilità elevata e maggiore fragilità del trend rialzista.
In questo video potrai vedere l'analisi dei principali mercati azionari, dei tassi Usa a 2 anni, del Vix, e di alcuni titoli del mercato italiano
https://www.youtube.com/live/lc6l3ZpmRk4
Il fattore dominante in questo momento è la guerra in Medio Oriente, che ha provocato un forte aumento del prezzo del petrolio e un ritorno del rischio inflazione.
Il Brent è tornato sopra i 100 dollari e alcuni scenari ipotizzano anche livelli molto più elevati se il conflitto dovesse prolungarsi.
Storicamente, gli shock energetici rappresentano uno dei principali fattori di rallentamento economico globale: secondo diverse analisi, quattro dei cinque principali shock petroliferi dagli anni ’70 sono stati seguiti da una recessione.
In questo contesto le banche centrali si trovano in difficoltà: da un lato l’economia rallenta, dall’altro l’inflazione rischia di risalire proprio a causa dell’energia. Questo riduce lo spazio per tagli dei tassi e aumenta l’incertezza sugli utili aziendali.
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Lo scenario di mercato oggi
L’impressione è che i mercati stiano passando da una fase di euforia legata all’AI e ai tagli dei tassi attesi, a una fase di maggiore realismo.
Negli ultimi mesi le borse avevano già scontato molte notizie positive:
- •
ciclo dell’intelligenza artificiale
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aspettative di politica monetaria più accomodante
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utili resilienti
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forte liquidità globale
Ora però emergono nuovi rischi:
- •
energia più cara
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crescita economica più debole
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politiche monetarie meno espansive del previsto
Secondo alcune stime, la probabilità di recessione negli Stati Uniti è salita vicino al 50%, un livello tra i più alti degli ultimi anni.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
1. Volatilità ancora elevata
Il mercato sta cercando un nuovo equilibrio tra crescita e inflazione. In queste fasi è normale vedere:
- •
forti rimbalzi tecnici
- •
correzioni improvvise
- •
movimenti laterali prolungati
Non è un ambiente lineare.
2. Molto dipenderà dal petrolio
Il vero driver macro è il prezzo dell’energia.
Se il petrolio resta sopra 100 dollari:
- •
aumenta il rischio stagflazione
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si riducono le probabilità di tagli dei tassi
- •
gli utili delle imprese possono essere rivisti al ribasso
Se invece la tensione geopolitica si attenua, il mercato potrebbe recuperare rapidamente, perché la liquidità resta elevata.
3. Possibile rotazione settoriale
Come spesso accade in queste fasi:
- •
energia e difesa tendono a sovraperformare
- •
tecnologia e titoli growth diventano più volatili
- •
banche e ciclici dipendono dalle aspettative macro
Tema coerente con la tua osservazione sulla divergenza tra Nasdaq e semiconduttori nelle scorse settimane.
Lettura strategica
La situazione non sembra quella di una crisi sistemica come il 2008, ma piuttosto una fase di transizione.
Dopo un lungo periodo di rialzi guidati dalla liquidità e dall’AI, il mercato deve capire:
- •
quanto rallenterà la crescita
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quanto resterà alta l’inflazione
- •
quanto durerà la tensione geopolitica
Quando questi tre fattori diventano incerti, i mercati entrano quasi sempre in una fase laterale o correttiva.
Sintesi operativa
Il quadro attuale suggerisce:
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trend di lungo periodo ancora costruttivo
- •
fase tattica più fragile
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rischio di ulteriori scosse di volatilità
In altre parole: non è detto che il bull market sia finito, ma sicuramente è entrato in una fase più selettiva e meno lineare.