Influencer, arrivano le FAQ dell’Autorità delle Comunicazioni
pubblicato:L'Agcom chiarisce le Linee Guida e il Codice di Condotta di una professione da oltre 25 mila realtà in Italia... con regole sempre più precise

“È influencer (o content creator) il soggetto, persona fisica o giuridica (anche tramite personaggi virtuali), che crea o seleziona contenuti diffusi al pubblico tramite piattaforme online e ne controlla le scelte editoriali ai fini dell’ottenimento di un corrispettivo in denaro (ivi compresi, a mero titolo esplicativo e non esaustivo, eventuali ricavi dai prodotti e/o servizi venduti) o in prodotti, servizi, benefici o qualsiasi altra utilità, o lucro”.
Le FAQ pubblicate il 16 marzo scorso dall’Agcom, l’Autorità delle Comunicazioni, vanno al punto del rapporto economico o comunque di utilità che lega la figura sempre più regolata dell’influencer e spiegano, per esempio, che in Italia non lo è chi ‘non ci guadagna nulla’ o i giornalisti iscritti all’Albo, che per obbligo deontologico non possono fare pubblicità o promuovere contenuti dietro compenso.
Influencer, quasi triplicati in 10 anni, sono oltre 25 mila
Indicazioni preziose per una professione sempre più diffusa e articolata. A febbraio una ricerca di InfoCamere con l’Università di Padova ha calcolato che sono ormai più di 25 mila in Italia. Erano appena 9 mila nel 2015 e sono quindi quasi triplicati in un decennio.
L’esplosione colorata dei Digital Content Creator non risparmia il lessico: youtuber, tiktoker, influencer, streamer, video maker ed è oggetto di letture diverse, dall’imprenditorialità diffusa fino alla leva di inclusione, fino alla mercificazione dell’informazione, della privacy, del corpo.
Influencer, sempre più regole...
Le nuove FAQ dell’Agcom chiariscono un percorso delle regole attivo ormai da anni. Si potrebbero citare il TUSMA (il Testo Unico dei Servizi di Media audiovisivi del 2021 mette dei paletti sulla tutela dei minori o i discorsi di odio), il Codice del Consumo (dal 2005 vieta le pratiche commerciali scorrette, comprese le tecniche subliminali) o ancora la Digital Chart dell’IAP (obbligo di manifestazione della finalità promozionale nell’influencer marketing), ma in realtà le nuove Domande & Risposte dell’Autorità chiariscono il Codice di Condotta per gli Influencer varato nell’agosto 2025 con delibera n.187/25/CONS dell’Agcom.
Con un caveat, il Codice di Condotta si applica agli influencer rilevanti, ossia a quelli che su almeno una piattaforma superano i 500.000 follower o il milione di visualizzazioni mensili. Per tutti gli altri sotto la soglia valgono gli articoli 41 e 42 del TUSMA (riconoscibilità delle promozioni e misure di tutela) e della delibera n. 298/23/CONS.
Fra le previsioni del nuovo Codice di Condotta c’è quella di un albo della categoria, un elenco degli influencer rilevanti in cui iscriversi obbligatoriamente entro il 5 febbraio 2026. Sarà pubblicato entro luglio e intanto la Consob e l’ESMA (l’associazione delle Consob europee) hanno già pubblicato i loro suggerimenti ai finfluencer per una promozione finanziaria responsabile.
Ci sono anche indicazioni per i soggetti più articolati e sempre più diffusi: quando una pagina o una community, anche gestita da più persone può essere definita un’influencer? Ci vogliono tre caratteristiche: un controllo editoriale centralizzato, un’attività economica (anche in partnership) il superamento delle soglie di rilevanza.
Il quadro normativo, oltre a entrare nelle politiche di monetizzazione (come il pre-roll o il revenue-sharing), analizza anche i tipi di comunicazione commerciale:
- •
Pubblicità: messaggio a pagamento/compenso o a fini di autopromozione
- •
Sponsorizzazione: contributo al finanziamento con finalità di promozione
- •
Inserimento di prodotti (product placement) all’interno del contenuto, dietro pagamento o compenso.
- •
Branded content (contenuto brandizzato), quando il creator realizza un contenuto editoriale dietro compenso o altra utilità.
Non sono dettagli, il Testo Unico impone agli influencer rilevanti principi generali su tutte le piattaforme come la libertà di opinione ed espressione, la dignità umana, la non discriminazione o il contrasto ai discorsi d'odio, l’obiettività, la completezza, la lealtà e l’imparzialità dell'informazione, il contrasto alle strategie di disinformazione…
Visto che gli Influencer esercitano da tempo una vera e propria attività d’impresa con tanto di codice Ateco (73.11.03 "Attività di influencer marketing") è inevitabile che si impongano anche delle responsabilità.