Crisi Iran, la BCE taglia subito le stime sulla crescita UE

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
6 min

Lo staff della banca centrale aggiorna le previsioni a uno scenario base con crescita dello 0,9% e inflazione al 2,6% nel 2026. Presentati anche uno scenario avverso e uno severo se gli impatti della crisi peggiorassero

Crisi Iran, la BCE taglia subito le stime sulla crescita UE

Come anticipato durante la conferenza stampa di oggi, lo staff macroeconomico della BCE ha aggiornato le proiezioni alla più vicina scadenza dell’11 marzo 2026 per tenere in considerazione i primi impatti della guerra in Iran e ha anche fornito al mercato degli scenari alternativi con i possibili impatti della crisi. Ecco il quadro che ne viene fuori.

BCE, lo scenario base per l'Europa con la nuova crisi iraniana

Lo scenario di base della BCE prevede un picco delle quotazioni medie dei prezzi del petrolio a 90 dollari al barile e del gas naturale a 50 €/MWh nel secondo trimestre del 2026. Successivamente dovrebbe intervenire una flessione dei prezzi nei trimestri seguenti.

Questo scenario prevede comunque un impatto sul potere di acquisto delle famiglie, sulla spesa dei consumatori e quindi sulla crescita del Pil, specialmente nel breve periodo. A questi danni immediati l’analisi dell’Eurotower aggiunge poi scenari alternativi che assorbono diversi gradi di trasmissione delle spinte inflattive dei prezzi energetici nell’inflazione e nell’economia generale.

Lo scenario base, riportato nella tabella seguente mostra comunque da subito per il 2026 un rialzo delle stime sull’inflazione 2026 dall'1,9% delle previsioni di dicembre al 2,6% atteso adesso, quindi una spinta decisa di breve termine dei prezzi oltre il target del 2%.
Anche l’inflazione attesa nel 2027 cresce dall’1,8% al 2,0% e per il 2028 si prevede un 2,1% dell’inflazione complessiva ancora superiore al target. Al contempo lo scenario di base riduce le attese sulla crescita del 2026 dall’1,9% allo 0,9% soltanto e lima anche la crescita attesa nel 2027 dall’1,4% all’1,3%

PIL

2025

2026

2027

2028

stime attuali

0,90%

1,30%

1,40%

stime dicembre 2025

1,40%

1,20%

1,40%

1,40%

Inflazione

2025

2026

2027

2028

stime attuali

2,60%

2,00%

2,10%

stime dicembre 2025

2,10%

1,90%

1,80%

2,00%

Inflazione core

2025

2026

2027

2028

previsioni attuali

2,30%

2,20%

2,10%

stime dicembre 2025

2,40%

2,20%

1,90%

2,00%

Su queste evoluzioni già fosche dello scenario si innestano le proiezioni di scenari alternativi elaborate dai tecnici della BCE che prendono in considerazioni prospettive al momento meno probabili e più severe di evoluzione della crisi.

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Stime BCE, se la crisi si aggrava, lo scenario avverso e quello severo

Lo scenario avverso ipotizza che nel secondo trimestre del 2026 il 40% dei flussi di petrolio e gas naturale liquefatto in transito per lo Stretto di Hormuz subisca un’interruzione, senza danni gravi però alle infrastrutture: questo porterebbe a rincari delle materie prime significativi, ma temporanei, a una crescita dell’incertezza finanziaria dei mercati.
Si ipotizza che questo blocco dei flussi persista fino al terzo trimestre e dopo si avvii una normalizzazione. In questo caso la previsione sulla crescita del Pil UE nel 2026 flette allo 0,6% secondo lo staff BCE, l'inflazione complessiva invece che al 2,6% dello scenario di base sale al 3,5% nel 2026, quella sottostante si pone al 2,2%

Lo scenario severo, il più grave ipotizzato al momento dalla BCE, immagina invece che il 60% dei flussi di petrolio e gas in transito dallo Stretto di Hormuz si interrompa nel secondo trimestre e che le azioni militari danneggino le infrastrutture energetiche rinviando ulteriormente la ripresa delle forniture: l’effetto immaginato è un ritorno alla normalità soltanto nel primo trimestre del 2027 e una normalizzazione più graduale.
In questo scenario severo la crescita del Pil UE flette dall’1,5% del 2025 allo 0,4% nel 2026 (un terzo delle previsioni dello scorso dicembre) e recupera gradualmente lo 0,9% e l’1,9% nei due anni successivi.
Al contempo l’inflazione complessiva dell’Eurozona balzerebbe al 4,4% nel 2026, con punte ulteriori del 4,8% nel 2027 prima di tornare al 2,8% nel 2028. L’inflazione core, anche se priva dell’impatto energetica balzerebbe al 2,6% nel 2026, al 3,9 nel 2027 e al 2,9% nel 2028.

Tutti scenari in cui sarebbe difficile non immaginare comunque interventi forti sui prezzi della Banca centrale europee e politiche fiscali di contrasto alla perdita del potere d’acquisto delle famiglie e al taglio degli investimenti delle imprese.

Indicatore

Scenario

2025

2026

2027

2028

Pil reale

Dic. 2025

1,4

1,2

1,4

1,4

Pil reale

Base

1,5

0,9

1,3

1,4

Pil reale

Avverso

1,5

0,6

1,2

1,6

Pil reale

Severo

1,5

0,4

0,9

1,9

Pil reale

4 marzo 2026

1,5

1

1,4

1,5

Inflazione complessiva (HICP)

Dic. 2025

2,1

1,9

1,8

2

Inflazione complessiva

Base

2,1

2,6

2

2,1

Inflazione complessiva

Avverso

2,1

3,5

2,1

1,6

Inflazione complessiva

Severo

2,1

4,4

4,8

2,8

Inflazione complessiva

4 marzo 2026

2,1

2,3

1,9

2

Inflazione sottostante

Dic. 2025

2,4

2,2

1,9

2

Inflazione sottostante

Base

2,4

2,3

2,2

2,1

Inflazione sottostante

Avverso

2,4

2,4

2,7

2,1

Inflazione sottostante

Severo

2,4

2,6

3,9

2,9

Inflazione sottostante

4 marzo 2026

2,4

2,2

2

2,1

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