Carburanti: le prime misure del governo contro il caro-benzina

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
6 min

L'ultima escalation in Medioriente impone degli interventi su accise. Il consiglio dei ministri attiva anche dei crediti di imposta per autotrasporto e aziende ittiche e controlli rafforzati sui prezzi

Carburanti: le prime misure del governo contro il caro-benzina

Il governo italiano corre ai ripari sui carburanti. La nuova escalation in Medioriente scatenata ieri dai primi attacchi rilevanti alle infrastrutture energetiche dell’area allarma anche Palazzo Chigi e promette nuove sfide alle famiglie e alle imprese in uno scenario mondiale sempre più incerto.

In un post sul suo social network Truth il presidente USA Trump ha dichiarato di non essere stato informato degli imminenti attacchi all’infrastruttura energetica strategica iraniana South Pars e ha dichiarato che Israele non attaccherà di nuovo quegli impianti, ma il livello della minaccia per i mercati energetici globali è chiaramente cresciuto.

Prima il rischio immediato era nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz; ora i potenziali danni alle infrastrutture energetiche rischiano di imporre tempi nettamente più lunghi per il ritorno di un quinto della produzione energetica globale sul mercato, anche in caso di cessate il fuoco.

Carburanti, gli interventi sulle accise

Anche Roma deve inviare un segnale a famiglie e imprese e così il governo al termine della riunione di ieri sera ha varato il nuovo Decreto-Legge n. 33 del 18 marzo 2026.

Il primo è più importante intervento riguarda le accise, quella componente fiscale essenziale del prezzo dei carburanti alla pompa. L’obiettivo è ridurre per 20 giorni di circa 25 centesimi al litro il prezzo di gasolio e di benzina alla pompa e di circa 12 centesimi al chilogrammo prezzo del GPL al distributore.

Tecnicamente con il nuovo decreto il governo fissa le seguenti accise:

a) benzina: 472,90 euro per 1000 litri;

b) oli da gas o gasolio usato come carburante: 472,90 euro per 1000 litri;

c) gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 167,77 euro per mille chilogrammi.

L’associazione dei consumatori Codacons calcola per l’esattezza un calo di 24,4 centesimi a litro (IVA compresa) leggermente inferiore alle indicazioni del governo e stima da subito che, sulla base dei listini dei carburanti di ieri, il taglio delle accise porti oggi il prezzo medio del gasolio a 1,859 €/l e quello della benzina a 1,623 €/l.
In autostrada il punto di arrivo del diesel dovrebbe essere di 1,925 euro/litro e per la benzina di 1,706 euro/litro.
Naturalmente si tratta delle prime stime di massima.

Carburanti, i provvedimenti per camionisti e pescatori

Un’altra parte fondamentale del nuovo Decreto Legge del governo riguarda invece le categorie a forte rischio di autotrasportatori e pescatori, che rischiano non solo di scontare l’impatto maggiore dei nuovi prezzi alla pompa, ma anche di agire da cinghia di trasmissione tra i prezzi dei distributori e l’inflazione generale.

Per i camionisti il governo ha studiato un contributo straordinario declinato in un credito di imposta pari alla maggiore spesa sostenuta per i carburanti nei mesi di marzo, aprile e maggio, prendendo a riferimento i prezzi del mese di febbraio. In altre parole si tratta di una sterilizzazione fiscale dei rincari di tre mesi.

Stavolta gli aiuti vanno anche alle imprese ittiche sempre molto sensibili ai rincari dei carburanti: pure per loro è prevista una compensazione, tramite credito fiscale, sui maggiori oneri collegati all’acquisto di gasolio e benzina per l’alimentazione dei mezzi, ma nel limite del 20% della spesa sostenuta negli acquisti e sempre per tre mesi (marzo/aprile/maggio).

Carburanti, stretta sulla trasparenza dei prezzi di filiera

Un altro aspetto fondamentale del nuovo pacchetto di misure contro i rincari dei carburanti è dato dal nuovo sistema di controllo rafforzato sulla filiera basato sulla trasmissione giornaliera dei prezzi al Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mr Prezzi) e all’Antitrust (che ha anche l’incarico di tutelare i consumatori) per monitorare, anche con l’aiuto della Guardia di Finanza, eventuali scostamenti ingiustificati dalle dinamiche internazionali dei prezzi.
Le possibili anomalie verificate giorno per giorno potranno essere perseguite con sanzioni pari allo 0,1% del fatturato giornaliero.

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Carburanti, quanto ci mette il governo, quanto potrebbero risparmiare famiglie e imprese

Per far fronte a questa emergenza il governo ha messo a disposizione da subito più di mezzo miliardo di euro. In particolare la seguente tabella indica le poste finanziarie principali del nuovo Decreto-Legge:

Interventi governo

2026

Accise

417,4

€ mln

Autotrasportatori

100

€ mln

Imprese ittiche

10

€ mln

SUBTOT 2026

527,4

€ mln

Come si può notare il cuore delle misure sta nell’intervento sulle accise che da solo copre 417,4 milioni di euro su un totale di interventi preventivati nel 2026 per 527,4 milioni di euro. Si tratta di risorse che vengono reperite e suddivise in varia percentuale fra tutti i ministeri.

Altri interventi vengono programmati per l’anno prossimo e il successivo sul Fondo per interventi strutturali di politica economica (Fondo di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito in legge 27 dicembre 2004, n.  307): saranno aggiunti al Fondo 15,5 milioni di euro per l’anno 2027 (tramite le maggiori entrate da accise) e saranno poi sottratti al Fondo 6,1 milioni di euro nel 2028.

Quanto potrebbero risparmiare le famiglie?
Al volo Codacons, partendo dal risparmio di 24,4 centesimi a litro, deduce un risparmio di 12,2 euro su un pieno da 50 litri.

Un po’ più generose le prime valutazioni di Unimpresa: immaginando per un automobilista medio un consumo di 65-70 litri di carburante nei 20 giorni del provvedimento, il provvedimento potrebbe generare risparmi di 16-18 euro che potrebbero salire a 44 euro in caso di usi più intensivi (come per più veicoli familiari) di 180 litri consumati nel periodo.

L’Unione Nazionale delle Imprese nata nel 2003 pone però l’accento sui risparmi dell’autotrasporto: un singolo mezzo pesante potrebbe risparmiare ben 480-500 euro al giorno in venti giorni che potrebbero diventare 2.500 euro per una piccola flotta di cinque mezzi e oltre 10 mila euro per le aziende di dimensioni medie.

Naturalmente tutte queste valutazioni e questi interventi di emergenza costituiscono una prima risposta a un quadro che rischia di essere molto più complicato e verosimilmente coinvolgerà anche i prezzi della bolletta elettrica e del riscaldamento.

Il balzo di oggi del gas naturale e in particolare del TTF olandese a 63,9 euro per Megawattora (+16,9%) non promette niente di buono e sarà verosimilmente anche oggetto delle domande odierne alla BCE.

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