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Buoni pasto caricati in busta paga: al via la petizione

di Miriam Ferraripubblicato:

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La busta paga di circa 3 milioni di lavoratori italiani potrebbe aumentare grazie al caricamento dei buoni pasto direttamente sullo stipendio: al via la petizione per concretizzare la proposta. Ecco come funziona.

Spunta una nuova petizione per erogare i buoni pasto direttamente in busta paga a tutti i lavoratori che ne hanno diritto secondo quando previsto dai contratti collettivi di categoria: come funziona?

I buoni pasto interessano – ad oggi – 3 milioni di lavoratori, per un giro d’affari ed economico di circa 3,2 miliardi di euro. Questi ticket possono essere utilizzati sia come buoni spesa per pagare al supermercato, sia come voucher per consumare un pasto al ristorante: soprattutto in un periodo di forti rincari, sono uno strumento essenziale per i cittadini.

Cosa cambia con la petizione per l’erogazione dei buoni pasto in busta paga proposta da Altroconsumo? Ecco come e dove firmare per sostenere la proposta e quando potrebbe cambiare la normativa.

Buoni pasto in busta paga: cosa cambia?

Dopo lo sciopero dei buoni pasto dello scorso 15 giugno, si torna a parlare dei ticket restaurant che spettano ai lavoratori dipendenti. Una petizione lanciata Altroconsumo propone di caricare i buoni pasto in busta paga ad almeno 3 milioni di lavoratori che ne hanno diritto: in questo modo, dunque, la busta paga diventerebbe più ricca.

Non solo: cambiando le modalità di erogazione dei buoni pasto si potrebbero risolvere anche alcune delle problematiche che li caratterizzano, fermo restando il costo che i titolari di attività devono sostenere per accettarli (pari al 10% o 20% del valore complessivo).

Di qui la necessità di modificare la normativa: secondo la petizione di Altroconsumo, caricare i buoni pasto in busta paga contribuirebbe ad aumentare gli importi degli stipendi e a mettere a disposizione maggiore liquidità per effettuare la spesa alimentare, o per pagare un pasto al ristorante.

Una soluzione che potrebbe essere ben accolta dalle forze politiche al lavoro sul decreto aiuti bis: al vaglio del Governo ci sarebbe la proroga del bonus 200 euro per agosto, e il taglio dell’Iva su pane e pasta, oltre a sconti sulle bollette e sulla benzina.

Buoni pasto in busta paga: le richieste di Altroconsumo

Lanciando una petizione per caricare i buoni pasto direttamente in busta paga per i lavoratori che ne hanno diritto (ovvero quando i contratti collettivi lo prevedono) contribuirebbe ad aumentare gli stipendi, ma non solo.

Da tempo i sindacati chiedono di rivedere la normativa che regola i buoni pasto, soprattutto in merito ai costi per le attività economiche che li accettano affinché non si possa trasformare questo beneficio in uno strumento inutile e non accettato dalla maggior parte dei punti vendita.

Inoltre, inserire i buoni pasto direttamente in busta paga sarebbe anche vantaggioso in termini fiscali: l’intera somma erogata sarebbe deducibile e non soggetta a tassazione.

Infine, Altroconsumo ritiene che si possa ancora migliorare i buoni pasto aumentando gli importi dagli attuali 8 euro a 10 euro: in tal modo si potrebbe godere di altrettanti vantaggi amministrativi.

Buoni pasto in busta paga: come e dove firmare la petizione

Per sostenere le proposte di modifica dei buoni pasto sin qui elencate è possibile firmare la petizione online a titolo gratuito.

Per farlo occorre recarsi sul sito web ufficiale della petizione stessa, inserire il proprio Nome e Cognome, un indirizzo email, spuntare su “accetto le condizioni di servizio” e su “ho preso visione dell’informativa sulla privacy”. In questo modo si potrà ottenere lo status di “FAN” di Altroconsumo.

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