Carburanti, Codacons: no a sostegni in base al reddito, il caro-benzina non si combatte con l’Isee
pubblicato:No a bonus, social card o altri sostegni selettivi sulla base del reddito contro il caro-carburanti. La strategia confermata dal governo per le misure che dovranno scattare dopo il 5 settembre rischia di trasformare un’emergenza che riguarda la generalità degli automobilisti in una misura di assistenza sociale, senza incidere minimamente sui prezzi alla pompa. Lo afferma il Codacons commentando le indicazioni emerse al termine del Consiglio dei ministri.
«Il caro-carburanti non è un problema che riguarda esclusivamente le famiglie con redditi più bassi e non può essere affrontato attraverso l’Isee – afferma il Codacons. Benzina e gasolio costano allo stesso modo per tutti e i rincari colpiscono indistintamente milioni di cittadini, lavoratori e famiglie». Secondo l’associazione, limitare gli aiuti alle sole fasce di reddito più basse avrebbe inoltre l’effetto di lasciare ancora una volta completamente esposto il ceto medio, troppo “ricco” per accedere ai sostegni ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze il forte aumento dei costi per gli spostamenti. Bonus, social card e agevolazioni selettive, inoltre, non avrebbero alcun effetto diretto sul prezzo di benzina e gasolio: i listini alla pompa resterebbero invariati e milioni di automobilisti continuerebbero a pagare carburanti a prezzi elevati. Per il Codacons la strada da seguire deve essere quindi diversa: interventi automatici e generalizzati capaci di agire direttamente sul costo dei carburanti. In Italia esiste già il meccanismo delle accise mobili, che consente in determinate condizioni di utilizzare le maggiori entrate Iva generate dai rincari per ridurre la componente fiscale. A tale strumento deve essere affiancato un secondo meccanismo che utilizzi una quota degli extraprofitti e dei maggiori margini realizzati dalle grandi aziende per finanziare interventi di riduzione dei prezzi alla pompa. Le risorse dovrebbero arrivare in primo luogo dai grandi operatori del settore petrolifero ed energetico e, in presenza di effettivi extraprofitti, anche da altri comparti ad alta redditività, a partire da banche e assicurazioni.