L'amico di Noemi Impellizzeri morta a Riposto rompe il silenzio: "Non trovavo le parole per dirlo alla madre"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

"Quando sono sceso dall'auto sono stato aggredito e incolpato", ha raccontato l'uomo a Morning News

L'amico di Noemi Impellizzeri morta a Riposto rompe il silenzio: "Non trovavo le parole per dirlo alla madre"

È un fiume in piena, Tony, incalzato dai cronisti sulle dinamiche della tragedia che ha colpito Riposto (Catania). L'uomo, inizialmente indicato come il fidanzato di Noemi Impellizzeri e poi - stando alle sue parole - rivelatosi essere soltanto un amico, ha spiegato a Morning News che dopo aver rinvenuto il cadavere della donna non avrebbe avuto le parole di mettere la madre al corrente dell'accaduto.

Perché Tony non ha comunicato la tragedia alla madre della donna

Giovedì 27 agosto le telecamere di Morning News hanno raggiunto Riposto (Catania) per parlare con Tony, l'uomo indagato per omicidio colposo nell'inchiesta aperta dalla Procura di Catania sulla tragedia di Noemi Impellizzeri. Come noto, e come riferito dallo stesso indagato ai microfoni de La Sicilia, intorno alle 2 di domenica 23 agosto si è recato in via Circumvallazione perché da 24 ore non aveva notizie dell'amica.

Lì, stando alla sua versione, avrebbe trovato la donna che "penzolava da una corda legata a un tubo" nel locale cucina. Quindi sarebbe scappato e avrebbe tentato inutilmente di avvertire la famiglia della donna. Alle 4:30, poi, la madre di Noemi lo avrebbe chiamato per avvertirlo dell'incendio, ma Tony non l'avrebbe messa al corrente di ciò che aveva trovato 2 ore prima. Alle telecamere di Morning News ha spiegato: "Io pensavo che la mamma già l'avesse trovata, mi ha chiesto di andarla a prendere ma io non trovavo le parole".

"Mi hanno aggredito appena sono sceso dalla macchina"

Accogliendo la richiesta della madre di Noemi, quindi, Tony sarebbe andato a prenderla in auto e insieme sarebbero andati in via Circumvallazione dove erano ancora in corso le operazioni dei vigili del fuoco. Alle telecamere di Morning News ha raccontato quegli istanti.

"Appena sono sceso dalla macchina sono stati subito aggredito e incolpato", probabilmente dai famigliari di Noemi nel frattempo accorsi sul posto, "anche se il corpo non lo aveva ancora visto nessuno". La sorella di Noemi, ascoltata da Ore 11 il 26 agosto, non nasconde di non essere convinta sulla versione fornita da Tony agli inquirenti. "Ci sono troppe cose che non coincidono", ha spiegato.

La versione dell'amico di Noemi Impellizzeri

Per meglio comprendere il punto sulle indagini, ricordiamo qual è la versione fornita da Tony agli inquirenti e alla stampa. L'uomo ha raccontato che la alle 4:30 di venerdì 21, durante una videochiamata, Noemi gli avrebbe mostrato una corda che intendeva usare per togliersi la vita.

L'uomo non avrebbe dato troppo peso alla cosa, in quanto l'avrebbe interpretata come una delle tante manifestazioni di un disagio che Noemi avrebbe vissuto da tempo. Alle 2 di domenica 23 agosto, preoccupato perché da più di 24 ore non aveva notizie dell'amica, si sarebbe recato nella sua abitazione a Riposto - lui è residente a Giarre - per accertarsi che stesse bene, e lì avrebbe trovato la ragazza morta impiccata. Nell'abitazione, riferisce, non era in corso alcun rogo.

Secondo Tony si sarebbe trattato di suicidio, e lo dimostrerebbero i messaggi che la ragazza gli avrebbe inviato più volte. Il suo telefono è ora in mano ai carabinieri. Secondo le prime indiscrezioni dall'autopsia, tuttavia, Noemi non si sarebbe suicidata.