Claudio Scazzi ricorda la sorella Sarah 16 anni dopo il delitto di Avetrana: "Fa sempre più male"

di Luca Mastinu pubblicato:
4 min

Per Claudio Scazzi "ogni anno fa sempre più male" ricordare la sorella Sarah, uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010

Claudio Scazzi ricorda la sorella Sarah 16 anni dopo il delitto di Avetrana: "Fa sempre più male"
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Claudio Scazzi è sui social per ricordare al mondo intero chi era sua sorella Sarah. La 15enne fu uccisa ad Avetrana (Taranto) il 26 agosto 2010, e ancora oggi è impossibile dimenticare come il dramma divenne un caso mediatico senza precedenti, a partire dalle modalità con cui fu resa nota la notizia del ritrovamento del cadavere della ragazzina. 16 anni dopo, è il tempo del dolore. Ne sa qualcosa Claudio Scazzi, oggi 38enne, che al suo profilo Instagram affida la memoria: "Ogni anno ricordarlo fa sempre più male".

Claudio Scazzi ricorda la sorella Sarah, il messaggio su Instagram

Il 26 agosto sarà sempre un giorno terribile. 16 anni fa, nel 2010, Sarah Scazzi di appena 15 anni scompariva dopo essere uscita di casa nel primo pomeriggio diretta verso la casa della zia Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, per andare al mare con la cugina Sabrina Misseri e un'amica. In quel breve tratto di strada, però, la ragazzina scomparve nel nulla. Fu l'inizio di un giallo conclusosi nel peggiore dei modi: Sarah era stata uccisa e il suo cadavere occultato dalle stesse persone che dicevano di amarla come una figlia o una sorella.

Oggi, nel 2026, Claudio Scazzi non dimentica quel giorno di paura e dolore. Sui social dedica un pensiero alla sorella: "Ogni anno ricordarlo fa sempre più male, ma bisogna accettarlo". Le sue parole accompagnano una foto di Sarah sorridente, i capelli biondi ordinati con un cerchietto rosa, colore che dialoga armoniosamente con la canotta che si sposa con un cardigan nero.

Il delitto di Avetrana, 16 anni dopo

Se filtriamo la ricerca Google per risalire alle prime battute di stampa digitale del 2010 sul caso, i primi articoli arrivano da La Stampa e SkyTg24. Il quotidiano torinese titolava: "Scomparsa nel nulla una quindicenne" e scriveva che Sarah Scazzi "avrebbe dovuto fare uno squillo alla cugina non appena fosse stata nelle vicinanze e così ha fatto ma non è mai giunta a destinazione".

Per cercare quella 15enne "timida e molto riservata" i carabinieri di Manduria e le unità cinofile stavano setacciando "i casolari, le campagne e numerose cave di Avetrana". SkyTg24, invece, titolava: "Quindicenne scomparsa, la cercano su Facebook". Ai genitori Concetta Serrano e Giacomo Scazzi veniva attribuita un'osservazione: "Sarah ascoltava musica mentre andava dalla cugina per andare al mare, quindi non si poteva rendere conto di una presenza dietro di lei". La redazione di Chi L'Ha Visto? fu prontamente avvisata e lanciò l'appello dopo la denuncia dei genitori. Nel frattempo il cellulare di Sarah risultò spento sin dai primi tentativi di chiamata da parte della cugina Sabrina Misseri, preoccupata perché non la vedeva arrivare.

La scomparsa e l'omicidio

Intorno alle ore 14 del 26 agosto, Sarah uscì dal cancelletto della sua abitazione di via Verdi per raggiungere via Grazia Deledda 22, dove viveva la famiglia Misseri-Serrano. In quella casa aveva appuntamento con la cugina Sabrina Misseri e un'amica per andare al mare di Torre Colimena. Sarah, tuttavia, a quell'indirizzo non arrivò mai e per questo ne fu denunciata la scomparsa.

La verità che venne fuori fu agghiacciante e la vicenda si costellò di personaggi divenuti, col tempo, nomi altisonanti della cronaca nera. Il 6 ottobre 2010 lo zio Michele Misseri confessò di aver ucciso la nipote dopo un tentativo di stupro e di aver nascosto il corpo in un pozzo in una località nota come Contrada Mosca. La notizia fu data in diretta televisiva a Chi L'Ha Visto?, mentre in collegamento era presente la madre di Sarah Scazzi, Concetta Serrano.

Misseri cambiò più volte versione, fino a indicare la moglie Cosima e la figlia Sabrina come responsabili del delitto. Ricostruzione, questa, poi confermata dalla Cassazione: secondo gli ermellini, Cosima Serrano avrebbe aiutato la figlia Sabrina nell'omicidio, un delitto maturato in quanto Sarah Scazzi avrebbe riferito confidenze intime che riguardavano Ivano Russo e la cugina.

Sabrina, ferita nell'orgoglio, l'avrebbe quindi uccisa strangolandola con una cintura aiutata dalla madre Cosima, che eliminando la nipote avrebbe eliminato l'onta che minacciava la famiglia. Misseri avrebbe partecipato nella fase dell'occultamento del corpo. L'uomo, tornato libero nel 2024, oggi non fa che ripetere di essere l'unico responsabile dell'omicidio di Sarah Scazzi.