Giallo della ricina a Pietracatella, perché il nome Monique su una busta sequestrata in casa è interessante
pubblicato:Il nome Monique potrebbe essere una versione distorta di "Monica" o "Monia". Cosa è emerso

All'interno della casa di Pietracatella in cui vivevano Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate a dicembre 2025, gli inquirenti avrebbero fatto una scoperta interessante. Nel salotto dell'abitazione era presente una busta di fattura non meglio specificata sulla quale è riportato il nome "Monique". L'esclusiva arriva da un inviato di Morning News. L'elemento è stato sequestrato perché ritenuto interessante nell'ambito delle indagini sul giallo della ricina.
La busta misteriosa nell'abitazione di Pietracatella
Come anticipato, all'interno dell'abitazione di Pietracatella gli inquirenti hanno sequestrato una busta con sopra riportato un nome: "Monique". La notizia è stata data durante la puntata di Morning News andata in onda mercoledì 26 agosto. L'inviato ha precisato che "Monique potrebbe essere il diminutivo di Monica o Monia".
Nomi, questi, che "durante queste indagini sono comparsi molto spesso", anche se per il momento non è dato sapere quali ruoli avrebbero questi nomi all'interno dell'inchiesta aperta dalla Procura di Larino.
I tamponi effettuati nello studio di Gianni Di Vita
C'è di più. Di fronte all'abitazione di Pietracatella si trova lo studio da commercialista di Gianni Di Vita. Gli inquirenti hanno effettuato un sopralluogo all'interno dell'ufficio con dei tamponi utilizzati su soprammobili, mobili e tessuti. Lo stesso sopralluogo è stato portato a termine in un giardino non molto distante dalla casa.
L'intento, come ha spiegato l'inviato di Morning News, è quello di trovare le tracce della ricina, la proteina killer assunta da Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita e che ha cagionato la loro morte. Gianni Di Vita e l'altra figlia, Alice, sono risultati negativi al test. La domanda degli inquirenti resta la stessa: chi ha introdotto la ricina in casa Di Ielsi-Di Vita? E perché? Erano Antonella e Sara le vittime predestinate?
Il giallo della ricina
Gli inquirenti hanno stretto il cerchio all'arco temporale tra le date del 23 e del 26 dicembre 2025. In quei giorni Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avrebbero assunto la ricina consumando un pasto, secondo la ricostruzione più condivisa. Ma i sintomi che facevano pensare a una intossicazione alimentare, poi, si sono rivelati letali. Le analisi di laboratorio, infatti, avevano stabilito che la 50enne e la 15enne avevano assunto il veleno.
Per questo motivo la Procura di Larino indaga sulle modalità con cui la ricina era stata introdotta in casa Di Ielsi-Di Vita, ma soprattutto sul responsabile del gesto e sul movente. Dopo quasi un anno di indagini, è emerso che probabilmente Antonella Di Ielsi avrebbe voluto separarsi dal marito, ma anche che qualcuno su un forum californiano aveva postato domande per chiedere informazioni sugli effetti della ricina.