Giallo della ricina, presto i risultati dal forum americano frequentato dall'utente misterioso

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Presto potrebbe arrivare il via libera per indagare sull'utente misterioso che su un forum con base in California chiedeva ripetutamente informazioni sulla ricina

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Potrebbero essere ore o giorni decisivi, per l'inchiesta sul giallo della ricina. I riflettori degli inquirenti si spostano da Pietracatella alla California, dove ha sede un forum in cui un utente anonimo avrebbe postato una serie di domande sugli effetti del veleno. Per fare luce su questo dettaglio, la Procura di Larino ha interpellato lo Sco, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Serve, infatti, il via libera dell'FBI.

Presto le risposte sull'utente misterioso del forum americano

La notizia è data da un inviato di Morning News nella puntata di lunedì 24 agosto. Mentre si attendono più dettagli dal lungo colloquio di Gianni Di Vita avvenuto giovedì 20 agosto presso la Questura di Campobasso, la Procura attende una risposta dall'Fbi attraverso lo Sco per avere informazioni dal forum americano in cui sono stati scoperti alcuni post sospetti.

Nello specifico, nel mese di luglio la giornalista Alessandra Potena aveva scoperto che un utente misterioso, nascosto dietro un nickname, aveva postato diversi contenuti per avere informazioni sulla ricina e sugli effetti del veleno su una persona. L'utente aveva tentato di mascherare le sue richieste parlando di un romanzo in scrittura, ma le autorità vogliono vederci chiaro. Una risposta potrebbe arrivare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

Il confronto all'americana tra Gianni Di Vita e l'amica insegnante

Come anticipato, nella giornata di giovedì 20 Gianni Di Vita è stato sottoposto a un confronto all'americana presso la Questura di Campobasso. Gli agenti hanno voluto ascoltare il marito e padre delle vittime insieme a un'amica insegnante, una docente di matematica del Liceo Scientifico di Riccia, un comune distante circa 20 km da Pietracatella.

Davanti a loro, scrive il Corriere della Sera, c'erano la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e Marco Graziano, capo della squadra mobile. Per il momento gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo su ciò che è stato detto dalle persone convocate. Si ricorda, inoltre, che nell'inchiesta per la morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e della figlia Sara Di Vita (15), avvelenate - secondo gli inquirenti - tra il 23 e il 26 dicembre 2025, non ci sono indagati.

Nello stomaco di Antonella Di Ielsi ancora presenti le tracce della ricina

Inoltre, emerge che nello stomaco di Antonella Di Ielsi sarebbe risultata ancora presente la proteina letale. Secondo l'inviato di Morning News ciò significherebbe che la quantità di ricina ingerita dalla donna potrebbe essere stata notevole.

La vicenda, ricordiamo, ha avuto inizio con la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Le due vittime sono morte durante un ricovero presso l'ospedale Cardarelli di Campobasso, dove si erano recate a più riprese con sintomi da intossicazione alimentare. La svolta è arrivata nei mesi successivi, quando gli esami effettuati sui campioni di sangue hanno rilevato la presenza di ricina. Secondo la Procura, quindi, madre e figlia sono state avvelenate.