Euro/dollaro, doppio shooting star sotto 1,17: il rimbalzo arriva al primo vero esame
pubblicato:Il dollaro diventa la “valvola di sfogo” delle tensioni sui Treasury: sopra 1,17 spazio verso 1,1790-1,1920, ma una bocciatura della resistenza potrebbe riavvolgere il rally delle ultime settimane

Il forte indebolimento del dollaro osservato dal minimo del 28 luglio ha riportato EUR/USD a contatto con una resistenza tecnica di notevole importanza.
Dopo il breakout della trendline ribassista e il recupero delle medie mobili, il cambio è arrivato in area 1,17, ma proprio qui le ultime due sedute hanno lasciato un segnale che invita alla prudenza.
Due shooting star consecutive in area 1,17
Le candele giornaliere di giovedì e venerdì possono essere classificate come shooting star, molto vicine a dei gravestone doji per le dimensioni estremamente ridotte del real body.
In entrambi i casi EUR/USD ha tentato di spingersi oltre i livelli raggiunti in apertura, ma i compratori non sono riusciti a conservare i guadagni.
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La posizione in cui compaiono queste candele è particolarmente interessante.
Area 1,1700-1,1710 coincide infatti con il ritracciamento del 50% dell'intero ribasso compreso tra il massimo di fine gennaio a 1,2084 e il minimo del 28 luglio a 1,1324.
Non è quindi affatto scontato che il recupero possa proseguire senza prima attraversare una fase di consolidamento o una vera correzione.
La presenza di due shooting star consecutive non rappresenta da sola una conferma d'inversione, ma segnala chiaramente che in area 1,17 è tornata un'offerta importante.
Servirà quindi osservare il comportamento delle prossime sedute.
Il dollaro è diventato la valvola di sfogo
Il movimento tecnico si inserisce in un quadro macro particolarmente delicato.
Il dollaro si è indebolito sensibilmente nelle ultime settimane sulle aspettative di una Federal Reserve più attendista sul fronte dei rialzi dei tassi, mentre il mercato ha iniziato a interrogarsi sempre più apertamente sulla sostenibilità della politica fiscale americana.
A complicare il quadro è arrivato il tentativo del Tesoro statunitense di contenere la pressione sul mercato obbligazionario attraverso un aumento dei riacquisti di Treasury a lunga scadenza.
L'effetto sui rendimenti è stato però soltanto temporaneo.
Il risultato è che il dollaro rischia di trasformarsi nella vera "valvola di sfogo" del sistema: se Washington tenta di comprimere il costo del debito senza riuscire a modificare i fondamentali fiscali, una parte dell'aggiustamento può trasferirsi sul cambio.
È significativa in questo senso l'osservazione attribuita a Deutsche Bank: il Tesoro può riacquistare Treasury, ma non può allo stesso modo "riacquistare il dollaro".
Un eventuale intervento più strutturale chiamerebbe in causa la Federal Reserve, mentre Kevin Warsh ha storicamente mostrato maggiore cautela nei confronti dell'espansione del bilancio della banca centrale.
Sopra 1,17 cambierebbe ancora lo scenario
Dal punto di vista tecnico siamo quindi davanti a un bivio piuttosto netto.
Una rottura confermata di 1,1700-1,1710, soprattutto accompagnata dal superamento dei massimi delle due shooting star, indebolirebbe il segnale ribassista delle ultime due sedute e confermerebbe che il mercato continua a vendere dollari.
In quel caso il successivo riferimento sarebbe il 61,8% di Fibonacci in area 1,1793, seguito dal 78,6% a 1,1921. Sopra quest'ultimo livello diventerebbe plausibile iniziare a ragionare su un recupero molto più ampio verso il massimo di gennaio.
Uno scenario del genere sarebbe coerente con una prosecuzione della riallocazione dei capitali fuori dal dollaro verso azionario, oro e altre valute, con il franco svizzero tra i possibili beneficiari.
Ma sotto 1,17 potrebbe essere riavvolto il nastro
Lo scenario opposto non va sottovalutato proprio per la qualità della resistenza raggiunta.
Se 1,17 dovesse respingere definitivamente i prezzi, le due shooting star assumerebbero un significato ben diverso e potrebbero rappresentare il primo segnale di esaurimento del rally partito a fine luglio.
Il primo supporto significativo tornerebbe in area 1,1614, corrispondente al ritracciamento del 38,2%. Più importante sarebbe poi la fascia 1,1530-1,1500, dove convergono il 23,6% di Fibonacci, le medie mobili e la precedente trendline ribassista superata nelle ultime settimane.
Ed è qui che entrerebbe in gioco anche un altro meccanismo: se il dollaro tornasse a rafforzarsi, gli asset che nelle ultime settimane hanno beneficiato della sua debolezza potrebbero subire prese di profitto.
La battaglia intorno a 1,17 assume quindi un'importanza che va ben oltre il semplice grafico EUR/USD. Sopra questa soglia il mercato confermerebbe la perdita di fiducia relativa nel dollaro; sotto, potrebbe iniziare a riavvolgersi almeno una parte del movimento costruito dal 28 luglio.
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