Morte di Noemi Impellizzeri a Riposto, dall'autopsia "elementi che porterebbero ad escludere il suicidio"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Noemi potrebbe essere stata uccisa e il rogo potrebbe essere stato una messa in scena

Morte di Noemi Impellizzeri a Riposto, dall'autopsia "elementi che porterebbero ad escludere il suicidio"

L'indiscrezione arriva da Ore 11. Secondo l'inviata Carmen La Gatta, dall'autopsia effettuata il 25 agosto sul corpo di Noemi Impellizzeri, la 34enne trovata morta nella sua abitazione di Riposo (Catania), sarebbero emersi "elementi che porterebbero ad escludere il suicidio". La famiglia della donna, infatti, ha sempre "respinto con forza" l'ipotesi del gesto volontario orientandosi, dunque, verso quella dell'omicidio.

Le indiscrezioni dall'autopsia: "Escluso il suicidio"

Nella giornata di martedì 25 agosto, il medico legale Giuseppe Ragazzi, incaricato dalla Procura della Repubblica, ha effettuato l'autopsia sul corpo di Noemi Impellizzeri presso il Policlinico di Catania. Secondo un'indiscrezione riportata nel corso della puntata di 26 agosto del programma televisivo Ore 11 condotto da Milo Infante, l'inviata Carmen La Gatta ha comunicato che dall'esame "sarebbero stati rilevati elementi che porterebbero ad escludere il suicidio".

L'edizione locale del Tg Regionale, inoltre, riporta l'ipotesi che la vittima fosse agonizzante mentre all'interno dell'abitazione veniva appiccato l'incendio. Gli inquirenti non escludono, quindi, la pista del femminicidio ma le indagini procedono nel massimo riserbo. Prossimamente verranno effettuati gli esami istologico e tossicologico che serviranno a fornire risposte più concrete e precise, scrive La Sicilia.

Il solvente all'interno dell'abitazione di Noemi Impellizzeri

Ancora, sempre l'inviata La Gatta riporta che gli inquirenti, all'interno dell'abitazione di Noemi Impellizzeri, avrebbero rinvenuto del solvente, che nel caso di un rogo può essere usato come "accelerante per far sì che le fiamme si propaghino più velocemente". La sostanza sarebbe stata trovata "all'ingresso della casa", ovvero il punto dal quale potrebbe essere stato innescato l'incendio.

Per solvente si può intendere dell'acquaragia utilizzata per ripulire pennelli sporchi di vernice ma anche l'acetone per le unghie, elemento facilmente reperibile in un'abitazione occupata da una donna. Si tratta, infatti, di sostanze infiammabili.

Il giallo di Riposto

I fatti risalgono alle 4:30 di domenica 23 agosto. Una vicina ha riferito di aver avvertito del fumo provenire dall'abitazione di Noemi Impellizzeri, che viveva in un "basso" di via Circumvallazione a Riposto. Sul luogo delle fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco, che all'interno dell'abitazione hanno trovato il corpo della 34enne impiccato e annerito dalle fiamme, che avrebbero solamente lambito il cadavere.

Il corpo di Noemi, infatti, si trovava distante dal luogo in cui si era sviluppato l'incendio. Per fare immediata chiarezza sull'accaduto, in via Circumvallazione sono arrivati i carabinieri della compagnia di Giarre insieme ai colleghi della Sis del comando provinciale di Catania.

La versione del fidanzato

I dubbi degli inquirenti si concentrano, ora, sulla versione fornita dal fidanzato di Noemi Impellizzeri. L'uomo ha raccontato di essersi recato presso l'abitazione della donna e di averla trovata morta, ma senza le fiamme.

Anziché lanciare l'allarme, però, si sarebbe recato presso il bar del fratello della 34enne e insieme a lui sarebbe tornato in via Circumvallazione, dove però erano già presenti i vigili del fuoco.