Tentato femminicidio a Giardini Naxos vicino Messina, il 77enne nega di aver usato un cavo: la sua versione
pubblicato:"Ho sempre voluto tanto bene a mia moglie, non l'avrei mai uccisa", ha detto il 77enne al giudice per le indagini preliminari

Avrebbe minacciato di strangolare la moglie con un cavo del telefono e di togliersi la vita subito dopo: questa la versione che il 77enne, arrestato a Giardini Naxos (Messina) con l'accusa di tentato femminicidio, ha fornito al gip Salvatore Pugliese durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto. L'uomo ha parlato di uno scatto d'ira maturato in un contesto di esasperazione: la donna, affetta da demenza senile, richiede assistenza 24 ore su 24, un tempo che la collaboratrice domestica non può colmare. "Non ho più una vita", ha detto l'anziano.
La versione del 77enne
Lunedì 24 agosto il 77enne è stato ascoltato dal gip di Messina, Salvatore Pugliese, in presenza del suo avvocato Giovanni Mannuccia. L'uomo ha negato di aver usato un cavo di un telefono per aggredire la moglie, 76enne, affetta da demenza senile. Il pensionato ha spiegato di aver avuto uno scatto d'ira durante una discussione, poi di aver minacciato di morte la moglie con un cavo dati, aggiungendo che subito dopo si sarebbe tolto la vita. Lo riporta Messina Today.
Un alterco, questo, che quindi avrebbe allarmato la collaboratrice domestica che in quel momento si trovava in casa. La donna, infatti, ha composto il 112 e quando le forze dell'ordine sono arrivate nell'appartamento di Giardini Naxos in cui la coppia viveva, ha trovato il 77enne in stato di agitazione.
"Non ho più una vita", il motivo dell'aggressione
"Non ho più una vita, sono sempre accanto a mia moglie 24 ore su 24. Non posso uscire nemmeno per una passeggiata", ha detto il 77enne al gip durante l'interrogatorio. Come anticipato, infatti, la moglie è affetta da demenza senile e le sue condizioni di salute richiedono assistenza 24 ore su 24. Un impegno, questo, che aveva portato l'uomo ad assumere una badante che però lavorava solamente tre ore al giorno.
"A mia moglie ho sempre voluto bene. Ero disperato ma non l'avrei mai uccisa", ha detto.
Il 77enne avrebbe voluto affidare la donna a una casa di riposo, ma i costi non sarebbero stati adeguati alle possibilità dell'uomo e dei figli. L'episodio, dunque, si sarebbe consumato in un contesto fatto di patologie gravi, assistenza, difficoltà economiche ed esasperazione.
Il tentato femminicidio a Giardini Naxos
I fatti risalgono al pomeriggio di venerdì 21 agosto. La collaboratrice domestica dei coniugi ha chiamato il 112 raccontando che il 77enne stava strangolando la moglie con un cavo di un telefono. I carabinieri si sono subito precipitati e hanno trovato la donna dolorante e l'uomo in uno stato di evidente agitazione.
Secondo la versione della badante, il 77enne avrebbe tentato di strangolare la moglie al culmine di una lite. È emerso, in seguito, che i militari sarebbero intervenuti anche in precedenza, in più episodi, per placare le liti tra i coniugi.
Perché l'uomo resta in carcere, secondo il gip di Messina
Dopo l'interrogatorio, il gip Pugliese ha convalidato l'arresto e confermato la permanenza del 77enne presso il carcere Gazzi. La decisione è dovuta all'assenza di domicili alternativi per l'uomo. La moglie, intanto, è stata collocata in una casa di riposo di Catania.
Anche per questo, secondo il giudice, la scelta di trattenere in prigione l'anziano si rivela accurata: la presenza della donna in una casa di riposo la esporrebbe a un pericolo.