Accise, lo sconto sul diesel prorogato di due giorni

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il governo prolunga fino al 26 agosto lo sconto di 17 centesimi sul gasolio e cerca risorse per nuovi tagli al prezzo dei carburanti

Accise, lo sconto sul diesel prorogato di due giorni

Ancora un rinvio sui carburanti: il taglio delle accise sul diesel da 14 centesimi (17 centesimi se si considera anche l’IVA relativa) è stato prorogato di altri due giorni.
Il governo è evidentemente alla ricerca di risorse per una manovra di più ampio respiro, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran non promette niente di buono sui transiti per Hormuz.

Così alla scadenza del 24 agosto l’esecutivo italiano ha prorogato di appena due giorni, per il 25 e 26 agosto, il taglio sulle accise sul diesel.

Accise, il prossimo rinvio richiederà risorse a tripla cifra

Sono serviti 20,8 milioni di euro ricavati dal meccanismo delle accise mobili, ossia da quanto pagato in più a luglio dagli italiani alla pompa, e ora si studiano nuove misure che probabilmente dovranno fare ricorso a nuovi tagli ministeriali o a entrate straordinarie (tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere per esempio) per ottenere le risorse necessarie per manovre di più ampio respiro.

In gioco il costo del contro-esodo degli italiani dalle vacanze estive e questa volta probabilmente serviranno risorse a tripla cifra.

L’ultima volta, per il periodo dal 4 al 24 agosto, erano serviti ben 190 milioni di euro.

Il piano di costruire un ponte per il costo del carburante degli italiani fino al 3-4 settembre dovrà dunque confrontarsi con un equilibrio più difficile per il bilancio pubblico e passerà verosimilmente per una riunione dell’intero consiglio dei ministri e non, come avvenuto per questa proroga di due giorni, per un semplice decreto interministeriale.

Caro carburanti, un problema politico ed economico nazionale ed europeo

Il contesto è sfidante per tutti stamane i prezzi del gasolio al self flettevano a 2,136 euro in media sulla rete stradale ordinaria italiana e la benzina tornava a 2,015 euro a litro, ma sono comunque valori decisamente elevati sulle medie storiche e pericolosi per la tenuta della crescita economica.

Se un po’ tutti gli esperti chiedono nel medio e lungo periodo un ritorno alla raffinazione in Europa e un’accelerazione ulteriore sulle rinnovabili, il dibattito nazionale ed europeo è tutt’altro che pacifico.

In Italia il Codacons ha calcolato una stangata da 406,7 milioni di euro sulle famiglie per il rincaro dei carburanti nella due giorni 22-23 agosto rispetto ai prezzi del 2025.

La leader del Pd, il maggiore partito di opposizione al governo italiano, Elly Schlein chiede subito all’esecutivo una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche.

Il problema del caro-energia d’altronde è pervasivo e il suo impatto spaventa da mesi le maggiori cancellerie europee che cercano di trovare una via per una reazione efficace a questa nuova crisi energetica dopo quella dell’Ucraina.
Ben sei Paesi europei (Germania, Italia, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna) hanno inviato una lettera al ministro delle finanze irlandese (Dublino ha la presidenza di turno) per porre all’ordine del giorno dell’Ecofin del 18-19 settembre prossimo il tema caldo della tassazione delle società energetiche che invece, con il rincaro del greggio e del gas, guadagnano cifre astronomiche.

I sei chiedono all’UE un approfondimento di merito per fornire stabilità giuridica a eventuali misure di tassazione degli extraprofitti energetici, in altre parole uno scudo UE contro eventuali e prevedibili ricorsi delle compagnie contro le nuove tasse dei vari Paesi.

La questione è profondamente divisiva, sia sul piano teorico che pratico.
Si intreccia con la transizione nei trasporti e nel mix delle fonti rinnovabili, con le assonanze anche politiche dei vari governi.

Ma intanto il costo dei carburanti europei resta rovente.