I presunti messaggi di Noemi Impellizzeri all'amico indagato: "Confermano che si è trattato di un suicidio"
pubblicato:Noemi Impellizzeri avrebbe comunicato all'indagato la sua intenzione di togliersi la vita durante una videochiamata, ma ci sarebbero anche dei messaggi che confermerebbero l'ipotesi del suicidio

Nelle ultime ore, Tony, l'uomo di Giarre (Catania) indagato per omicidio colposo nell'inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri a Riposto, ha rotto il silenzio. Lo ha fatto in due occasioni: la prima parlando con la stampa locale, la seconda con la tv nazionale. Tony ha precisato di non essere stato il fidanzato della 34enne e di avere dei messaggi ricevuti dalla donna che dimostrerebbero l'ipotesi del suicidio.
La versione di Tony sul giallo di Riposto
I cronisti de La Sicilia hanno raggiunto Tony a Giarre, paese in cui vive, e hanno raccolto la sua versione dei fatti. Secondo gli ultimi sviluppi l'uomo è ora indagato per omicidio colposo, ma il suo avvocato Ivan Siragusa precisa che questo è un atto dovuto. L'indagato ha raccontato che tutto avrebbe avuto inizio alle 4:30 di venerdì 21.
La sera prima i due avrebbero litigato, e prima dell'alba successiva Noemi lo avrebbe contattato con una videochiamata durante la quale gli avrebbe manifestato l'intenzione di togliersi la vita. Inoltre, la donna gli avrebbe riferito di aver appreso il modo in cui costruire un cappio da un video presente su YouTube. Nello stesso istante, quindi, gli avrebbe mostrato la corda che aveva intenzione di usare per compiere il gesto estremo.
Noemi Impellizzeri "non era una ragazza solare"
A La Sicilia Tony riferisce che in quell'occasione non avrebbe dato peso alle parole della 34enne, che sarebbe stata solita manifestare disagio e intenzioni estreme nei momenti di sconforto. L'uomo, infatti, si oppone alla descrizione che amici e conoscenti hanno dato finora di Noemi, affermando che in realtà non sarebbe stata "una ragazza solare e priva di ombre", bensì "una donna profondamente tormentata e gravata da pesanti problemi personali".
Il giorno successivo, sabato 22 agosto, l'indagato avrebbe tentato più volte di mettersi in contatto con la donna, ma senza risultati. Così alle 2 del mattino di domenica 23 agosto "ho deciso di recarmi personalmente nell'abitazione di via Circumvallazione". L'uomo riferisce che per via di un guasto meccanico, la porta d'ingresso della "bassa" in cui viveva Noemi era semiaperta, quindi lui sarebbe riuscito ad entrare senza forzare la serratura. Una volta infilata la porta, nel locale cucina avrebbe fatto la drammatica scoperta.
La scoperta del cadavere e l'allarme
Una volta entrato in cucina, Tony avrebbe trovato Noemi che "penzolava da una corda legata a un tubo", quindi sarebbe stato assalito dal panico. In quel momento in casa "non c’era alcuna traccia di incendio né odori sospetti". Mentre si allontanava di corsa, spaventato, intorno alle 3 del mattino avrebbe "tentato di contattare i familiari di Noemi" per poi raggiungere il lungomare di Riposto.
Lì avrebbe "incrociato il fratello per strada" e avrebbe urlato per attirare la sua attenzione, ma "non si è fermato". Alle 4:30 del mattino di domenica 23 agosto, infine, una telefonata della madre della 34enne lo avrebbe informato che in via Circumvallazione era scoppiato un incendio.
I presunti messaggi che confermerebbero il suicidio
Tony è convinto che si sia "trattato di un suicidio" in quanto "ci sono i messaggi di Noemi sul mio cellulare che lo confermano". Il suo dispostivo è ora nelle mani degli inquirenti per i dovuti accertamenti. Sul suo ruolo nella vicenda l'uomo afferma di non avere "nulla da nascondere".
Tuttavia "inizio a pensare che qualcuno abbia voluto incastrarmi", aggiunge, e ammette di provare un "senso di colpa per non aver capito che faceva sul serio". Secondo le indiscrezioni sull'autopsia riportate dagli organi di stampa negli ultimi giorni, tuttavia, sul corpo di Noemi Impellizzeri sarebbero stati riscontrati elementi che allontanerebbero l'ipotesi dell'omicidio.