Unicredit rompe i massimi: ora nel mirino quota 90 euro
pubblicato:L'ad Andrea Orcel invitato a Berlino. Cambia il clima sul dossier Commerzbank e l'azione della banca italiana segna un breakout tecnico

Seduta decisamente positiva per Unicredit, che mercoledì ha chiuso a 86,15 euro, in rialzo del 2,16%, dopo essersi mossa tra un minimo di 84,52 e un massimo di 86,42 euro. Il titolo torna così sotto i riflettori non soltanto per la forza mostrata sul grafico, ma anche per le importanti novità sul fronte Commerzbank.
Orcel convocato a Berlino: cambia il clima intorno a Commerzbank
Il ministro tedesco delle Finanze Lars Klingbeil ha invitato Andrea Orcel a Berlino per il prossimo 14 settembre per discutere del futuro di Commerzbank. Un passaggio particolarmente significativo dopo la lunga opposizione mostrata dal governo tedesco nei confronti dell'avanzata di Unicredit.
Secondo quanto riferito da Reuters, Klingbeil dovrebbe ribadire l'importanza strategica di Commerzbank per il finanziamento dell'economia tedesca e per Francoforte come piazza finanziaria. Ma è il fatto stesso che il confronto avvenga a rappresentare un cambiamento rispetto alle ostilità iniziali di Berlino.
La situazione del resto è profondamente diversa da quella del settembre 2024, quando Unicredit iniziò la sua scalata approfittando della vendita di una quota da parte dello Stato tedesco.
Dopo l'OPS, il gruppo guidato da Orcel è arrivato potenzialmente a controllare il 49,65% dei diritti di voto, anche se il completamento dell'operazione rimane subordinato alle necessarie autorizzazioni regolamentari.
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Anche Commerzbank cambia registro
Segnali di distensione erano già arrivati direttamente dai vertici della banca tedesca. La CEO Bettina Orlopp ha riconosciuto che l'ingresso di Unicredit ha avuto l'effetto di accelerare la trasformazione di Commerzbank. Orlopp ha ammesso che, al posto di Orcel, probabilmente avrebbe approfittato della stessa occasione: nel 2024 il mercato non riconosceva ancora pienamente il miglioramento della redditività dell'istituto tedesco e Unicredit è riuscita a entrare nel capitale a valutazioni particolarmente interessanti.
Questo non significa che Commerzbank abbia dato il proprio benestare a un'integrazione. Orlopp continua infatti a sottolineare come, in assenza di una vera Banking Union europea, le sinergie transfrontaliere rimangano limitate.
Ma anche il presidente del consiglio di sorveglianza Jens Weidmann sembra aver adottato un atteggiamento più pragmatico. Dopo quasi due anni trascorsi a difendere l'indipendenza della banca, l'ex presidente della Bundesbank ha riconosciuto che l'indipendenza non può rappresentare un fine in sé e ha manifestato l'intenzione di confrontarsi direttamente con Orcel, a partire dal tema della governance.
Il quadro, insomma, sta cambiando: Berlino e Commerzbank sembrano passare dalla strategia del muro contro muro alla ricerca di una possibile convivenza con un azionista che ormai difficilmente può essere ignorato.
Analisi tecnica: superati i massimi, spazio verso 89,70 euro
Anche il grafico fornisce indicazioni interessanti. Con il rialzo di mercoledì Unicredit si è lasciata alle spalle la resistenza rappresentata dai massimi di inizio agosto, in area 85,90 euro. È un passaggio tecnicamente importante perché permette al titolo di registrare nuovi massimi e conferma la struttura rialzista sviluppatasi dal minimo dello scorso marzo.
Il prossimo obiettivo può essere individuato in area 89,50-90 euro, dove attualmente transita il lato superiore del grande canale crescente costruito a partire dal minimo dell'aprile 2025. Si tratta di una resistenza dinamica importante: un eventuale raggiungimento di questa fascia porterebbe inoltre il titolo a confrontarsi con la soglia psicologica dei 90 euro.
La struttura di fondo rimane decisamente positiva.
Le quotazioni si mantengono infatti ampiamente sopra la media mobile esponenziale a 100 giorni, attualmente in transito intorno a 78 euro, mentre la sequenza dei minimi crescenti costruita da marzo continua a sostenere il movimento.
Sul fronte opposto, 84,40 euro rappresenta adesso il primo livello da monitorare. Una discesa sotto questa soglia potrebbe riportare le quotazioni verso 82,30-82,40 euro, dove transita la trendline ascendente originata dal minimo di marzo 2026.
Soltanto la perdita di quest'ultima fascia deteriorerebbe sensibilmente il quadro di breve periodo, aprendo spazio verso la EMA a 100 giorni in area 78 euro.
Per il momento, dunque, la tendenza rimane saldamente rialzista e il breakout dei massimi di agosto mette quota 90 euro nel mirino.
E mentre il grafico accelera, anche sul dossier Commerzbank qualcosa sembra essersi mosso: l'appuntamento del 14 settembre tra Orcel e il governo tedesco potrebbe diventare un nuovo passaggio chiave della lunga partita per la banca di Francoforte.