Carburanti & Stangate: il governo proroga lo sconto sul diesel

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Urgente alleggerire il contro-esodo estivo, ma il tema è politicamente sensibile e le valutazioni sono a 360 gradi, dai bonus mirati su redditi bassi e professioni alla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Non è solo una questione di accise insomma...

Carburanti & Stangate: il governo proroga lo sconto sul diesel
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Mentre scade il micro-sconto sul gasolio da 17 centesimi IVA compresa, il Consiglio dei ministri punta a una proroga "ponte" per il controesodo.
Sul tavolo l'addio ai tagli orizzontali e l'ipotesi di bonus mirati per i redditi bassi e le categorie professionali. Ma resta aperto il nodo europeo sugli extraprofitti.

Il caro-energia torna a far tremare i portafogli degli italiani al rientro dalle vacanze: le forche caudine del contro-esodo del week-end 29-30 agosto sono in vista e bisognerà intervenire per forza in modo da ridurre l’impatto politico di un esborso che comunque non passerà inosservato.

Finora il governo ha speso oltre 1,9 miliardi di euro per calmierare i prezzi dei carburanti alla pompa, senza considerare i fondamentali crediti di imposta all’autotrasporto per 504 milioni. Prima gli interventi erano su gasolio e benzina, da qualche tempo si sono concentrati sul diesel.

Con i listini della rete autostradale che superano la soglia dei 2,2 euro al litro e casi isolati che schizzano persino oltre i 3 euro per i carburanti "premium", il tema della riduzione della pressione fiscale alla pompa sarà al centro del Consiglio dei ministri in calendario per oggi alle 18.

Dopo la scadenza della proroga di due giorni del taglio delle accise, l'esecutivo si appresta quindi a varare un nuovo intervento temporaneo, almeno sul diesel.

L'obiettivo immediato è evitare che il controesodo di fine agosto trasformi il ritorno a casa delle famiglie in un salasso finanziario. Per chi va a benzina non sono alle viste interventi.

Stamane Codacons rilevava:

“Dal 4 luglio a oggi i prezzi della benzina sono saliti di 19,7 centesimi al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio ha registrato un aumento di 23,8 centesimi al litro. Una crescita che si traduce, per un pieno da 50 litri, in una maggiore spesa rispettivamente di 9,85 euro per la benzina e 11,90 euro per il gasolio”.

Il "Decreto Ponte": proroga di una settimana per coprire il rientro

L'orientamento emerso dall’ultimo vertice tra la premier Giorgia Meloni e i leader di maggioranza è quello di garantire una proroga tecnica di circa 10 giorni (almeno fino al 6 settembre) dello sconto di 17 centesimi al litro focalizzato esclusivamente sul gasolio.

La misura ponte consentirà di sfruttare il meccanismo delle "accise mobili" e il relativo extragettito IVA accumulato grazie ai volumi di traffico e all'aumento dei listini durante il mese di agosto.

Successivamente però bisognerà mettere a punto delle manovre più strutturali, anche perché a sei mesi dallo scoppio del nuovo conflitto in Medioriente, sembra sempre più chiaro che Hormuz resterà bloccata ancora a lungo.

Il problema sarà naturalmente quello delle coperture e probabilmente il governo agirà su due fronti: quello degli interventi mirati e non più a pioggia come fatto finora e quello delle entrate a supporto dei sussidi che dovranno essere reperite in qualche maniera.

Addio agli sconti a pioggia: verso il modello mirato

Continuare ad approvare sforbiciate generalizzate richiede risorse, per questo motivo Palazzo Chigi progetta  un cambio di strategia in vista dell'autunno: passare dai tagli orizzontali (che avvantaggiano indistintamente anche i possessori di vetture di lusso o chi ha redditi elevati) a sostegni fortemente selettivi.

Tra le opzioni al vaglio vi sono:

  • Fasce a basso reddito: l'ipotesi di bonus benzina da erogare tramite carte dedicate (come la card Dedicata a te) o sgravi fiscali per nuclei familiari con Isee contenuto. In parte si tratta di una strada già percorsa.

  • Categorie economiche sul campo: l'estensione o il rinnovo di crediti d'imposta per settori esposti all'inflazione logistica come autotrasporto, agricoltura e pesca.

  • Professionisti e partite IVA: agevolazioni specifiche richieste dalle forze di maggioranza per sostenere chi utilizza il veicolo come strumento di lavoro imprescindibile (es. tassisti e agenti di commercio).

Non mancano le incertezze: economisti ed esperti rilevano le difficoltà operative nell'applicazione di sconti in base al reddito al momento del rifornimento. Inoltre la riduzione artificiale delle tasse tende a disincentivare il risparmio energetico, in altre parole blocca quel meccanismo virtuoso che quando le fonti fossili rincarano incoraggia le rinnovabili. Le associazioni dei consumatori, poi, chiedono soluzioni ad ampio raggio per frenare la trasmissione del caro-carburanti all'inflazione dei beni alimentari.

Il fronte europeo: lo scontro sugli extraprofitti petroliferi

Sullo sfondo della manovra d'autunno resta aperta la caccia alle coperture finanziare. Il governo italiano, di concerto con altri Paesi europei (tra cui Germania, Spagna e Portogallo), sta esercitando pressioni sulla presidenza irlandese di turno del Consiglio dell'Unione Europea per promuovere un quadro condiviso sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche.

L'Italia rigetta l'idea di un'azione solitaria a livello nazionale: un prelievo isolato rischierebbe di creare asimmetrie sul mercato interno, penalizzando la competitività di player nazionali come Eni rispetto ai colossi esteri. Nonostante le frenate da parte della Commissione Ue, che considera la materia di competenza dei singoli Stati, l'esecutivo punta a far valere le proprie ragioni nell'Ecofin informale di settembre a Dublino, nella speranza di sbloccare risorse fresche senza gravare sui bilanci statali.

A questo nuovo caldo appuntamento l’Italia arriva infatti con il fiato un po’ corto, come un po’ tutta l’Europa.

Una soluzione comune sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche avrebbe il vantaggio indubbio di scongiurare eventuali asimmetrie di mercato e svantaggi competitivi fra i vari Paesi, ma dovrebbe superare il formidabile ostacolo degli assetti UE che finora sono stati ben lontani dal delegare a Bruxelles la politica fiscale, un recinto saldamente controllato dalle capitali.

Il vicepremier Antonio Tajani si è smarcato di nuovo sul tema: “Non voglio sentire la parola ‘extraprofitto’, che mi sa molto di Unione Sovietica. Non esiste poi in diritto l'extraprofitto”. Si capisce subito che queste manovre strutturali potrebbero essere la prova generale dell'ultima manovra di bilancio di questo governo prima delle prossime elezioni del 2027, un banco di prova, insomma, per niente da ridere.

Alla fine si procede comunque in ordine sparso su scala continentale e nazionale, mentre i rincari di benzina e gasolio montano: da febbraio in Europa la benzina è aumentata del 17,5% e il gasolio del 27,5%: un male comune del tutto privo di gaudio.

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