Assicurazioni, catastrofi e clima: Cat Nat? C’è ancora molto da fare

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Danni diretti fino a 2 miliardi l’anno entro il 2030 secondo Deloitte, molto più cara la conta dei costi indiretti, ma l’obbligo delle polizze Cat Nat nel recente caso dell’uragano Harry non ha funzionato. Ecco il perché di questo buco nell’acqua che solleva un caso

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Ancora catastrofi climatiche e ambientali, naturali e antropiche in Italia. Se è difficile collegare puntualmente, se non per proiezioni statistiche, l’aumento dei fenomeni metereologici estremi con quello dell’anidride carbonica di origine umana nell’atmosfera, è invece sotto gli occhi di tutto la sfida di un clima sempre più erratico e spesso avverso per il fragile territorio italiano.

Sul terreno scivoloso della casistica (non della statistica) notiamo in queste ore un’ondata di maltempo nel varesotto e in Lombardia che ha causato anche la cancellazione di alcuni voli allo scalo aeroportuale di Malpensa dopo oltre 190 interventi dei vigili tra Varese e Como, dove su sarebbero registrate raffiche di vento fino a 100 chilometri all’ora e almeno due barche affondate.

Se alla lontana si può incolpare il riscaldamento climatico in questo caso le altre grandi cancellazioni recenti di questa estate, quelle siciliane a Catania e persino a Comiso, sono state legate a eventi meno antropici e forse più inquietanti come l’eruzione dell’Etna e il suo rilascio di enormi quantitativi di polveri e lapilli nell’aria fino a oltre 100 chilometri dalle bocche eruttive del vulcano.

Ma come fare chiarezza? E come proteggersi?

Catastrofi naturali, i costi secondo Deloitte

Qualche numero ha provato a farlo Deloitte nel suo periodico rapporto “Il rischio climatico in Italia” che prova a calcolare il costo del rischio climatico italiano e, tutto compreso, parte da 0,4 miliardi di euro l’anno tra il 1981 e il 2000 per arrivare a circa 2 miliardi l’anno entro il 2030 e a 5 miliardi l’anno entro il 2050.

Risorse e sprechi giganteschi, ma ancora parziali, calcolati solo come impatto diretto sulle infrastrutture (distruzione fisica di strade, ferrovie, porti, reti idriche, sistemi energetici, etc.). Se si considerano anche gli effetti indiretti la cifra è più che doppia, con l’interruzione dei servizi e gli impatti sulle catene di fornitura il conto della crisi climatica in Italia potrebbe infatti volare a una cifra fra 11,5 e 18 miliardi di euro l’anno nel 2050.

Catastrofi e clima, le polizze Cat Nat divenute obbligatorie da poco

Fra un terremoto catastrofico (circa 23 milioni di italiani vivono in un luogo a forte rischio sismico (Pizzi 2006) e un’alluvione, una frana e una ‘bomba d’acqua’ il rischio climatico e ambientale per l’Italia si è dimostrato sistemico al punto di richiedere alle imprese obbligatoriamente una copertura assicurativa contro le catastrofi, la celebre polizza Cat Nat su cui il Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha persino realizzato delle FAQ in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo per le imprese fino a 250 dipendenti nel marzo 2025, per le PMI (50-250 dipendenti) nel settembre 2025, per tutte le micro e macro il 31 dicembre 2025. L’obbligo è cosa fatta insomma, ma il quadro giuridico è sicuramente ancora in evoluzione.

Cat Nat, ma con Harry non ha funzionato

Ha fatto chiasso per esempio il buco economico e legislativo dell’Uragano Harry che ha colpito con violenza la Sicilia e la Calabria all’inizio di quest’anno, ma non era coperto dalle polizze Cat Nat appena rese obbligatorie: in pratica le mareggiate e le piogge intense non sono incluse in questo genere di polizze assicurative così come non sono incluse in genere le “bombe d’acqua”, quei temporali di pioggia che causano danni terribili e superano le medie storiche.

In Italia normalmente le polizze Cat Nat non coprono mareggiate o ‘bombe d’acqua”, ma esplicitamente solo sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.

In pratica il paradosso per le imprese colpite da Harry è stato che chi aveva sottoscritto la polizza obbligatoria non era coperto e chi non si era assicurato rischia di non potere ricevere risarcimenti pubblici perché non in regola.

Lampante che qualcosa non abbia funzionato. Molto probabile anche che la Cat Nat appena sottoscritta dall’imprenditore siciliano non copra neanche l’eruzione vulcanica dell’Etna – fenomeno peraltro molto frequente, anche se non sempre intenso come quest’anno.

Oltretutto chi non è assicurato con le polizze Cat Nat rischia anche di pagare sanzioni da 100 a 500 mila euro… in molti casi rischierebbe di essere il danno oltre la beffa.