Intelligenza artificiale, USA-Cina: il divario si restringe ma Washington conserva il vantaggio

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Nvidia e la potenza di calcolo mantengono gli USA davanti, ma Huawei, DeepSeek e Alibaba stanno costruendo un ecosistema alternativo: la sfida decisiva potrebbe giocarsi sull’AI applicata al mondo reale

Intelligenza artificiale, USA-Cina: il divario si restringe ma Washington conserva il vantaggio
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Nell’intelligenza artificiale la Cina è probabilmente più vicina agli Stati Uniti di quanto molti immaginino, ma con un punto debole molto preciso: la potenza di calcolo e soprattutto i semiconduttori più avanzati.

Lo Stanford AI Index 2026 fotografa bene la situazione: a marzo 2026 il miglior modello americano risultava avanti al migliore cinese di appena 2,7% nei benchmark considerati.

Dal 2025, anzi, modelli USA e cinesi si sono alternati più volte al vertice. Gli Stati Uniti continuano però a produrre più modelli considerati di frontiera, mentre la Cina è prima per volume di pubblicazioni, citazioni e brevetti AI.

Area

USA

Cina

Modelli AI di frontiera

🟢 vantaggio

🟡 molto vicina

Chip AI

🟢🟢 forte vantaggio

🔴 principale debolezza

Potenza di calcolo

🟢 forte vantaggio

🟡 recupera

Software/ecosistema

🟢 vantaggio

🟡

Efficienza dei modelli

🟢

🟢 molto competitiva

Ricerca/pubblicazioni

🟢

🟢🟢

Brevetti

🟢 qualità/impact

🟢🟢 quantità

Dati industriali

🟢

🟢🟢 possibile vantaggio

Robotica/manifattura

🟢

🟢🟢

Capitali investiti

🟢🟢 enorme vantaggio

🟡

Il risultato è che non è più corretto parlare più di una Cina che “insegue” semplicemente gli USA. È ormai una competizione su due modelli tecnologici differenti.

1. Nei modelli AI la Cina ha quasi chiuso il gap

Questa è forse la sorpresa maggiore.

DeepSeek ha dimostrato nel 2025-26 che è possibile ottenere prestazioni molto elevate utilizzando meno capacità computazionale e tecniche di ottimizzazione molto aggressive.

Nel frattempo Alibaba con Qwen, Moonshot con Kimi, Z.AI con GLM e ByteDance stanno aumentando rapidamente la pressione.

A luglio Moonshot ha presentato Kimi K3, un enorme modello open-weight che Reuters descriveva come capace, in alcuni test, di competere o superare importanti modelli statunitensi.

Anche DeepSeek continua ad avanzare: il nuovo V4 Pro ha ottenuto risultati significativamente migliori del precedente V4 Flash nei benchmark indipendenti citati da Reuters.

Quindi OpenAI, Anthropic e Google non stanno gareggiando contro imitazioni cinesi di seconda fascia. I concorrenti sono ormai tecnologicamente seri.

2. Ma gli Stati Uniti possiedono ancora il vero collo di bottiglia: i chip

Qui cambia completamente la situazione.

L'ecosistema americano dispone di Nvidia, AMD, Broadcom e soprattutto dell'accesso alla capacità produttiva più avanzata di TSMC. A questo si aggiungono hyperscaler come Microsoft, Amazon, Google e Meta capaci di investire somme enormi nei data center.

La Cina invece continua ad avere difficoltà ad accedere ai processori AI più avanzati.

Le restrizioni americane hanno proprio questo obiettivo: impedire che la Cina possa mettere insieme la stessa quantità di compute degli Stati Uniti.

Le spedizioni di Nvidia H200 verso la Cina sono ripartite nel 2026, ma finora in quantità molto limitate. Reuters riferisce che ByteDance e Tencent avrebbero ricevuto circa 10.000 chip ciascuna, mentre Washington aveva autorizzato quantità molto superiori.

Ed è significativo che si continui persino a cercare di aggirare le restrizioni: proprio oggi Taiwan ha annunciato incriminazioni relative alla presunta esportazione illegale in Cina di server equipaggiati con chip Nvidia B300.

Questo ci dice quanto il compute occidentale rimanga prezioso per Pechino.

3. Huawei però sta diventando il vero avversario strategico

Qui probabilmente si decide una parte importante della partita.

Huawei sta costruendo un ecosistema alternativo basato sugli Ascend, mentre Alibaba sta sviluppando i propri acceleratori tramite T-Head e anche DeepSeek starebbe lavorando a un proprio chip AI.

Jensen Huang ha addirittura dichiarato quest'anno che Nvidia ha sostanzialmente “ceduto” il mercato cinese dei chip AI a Huawei, conseguenza indiretta delle restrizioni americane.

Ma c'è una distinzione fondamentale:

Huawei può sostituire progressivamente Nvidia in Cina; non significa ancora che Huawei abbia raggiunto Nvidia tecnologicamente.

Sul processo produttivo più avanzato la Cina continua ad avere un ritardo. Ed è probabilmente il principale vantaggio strategico americano.

4. Però le sanzioni hanno prodotto un effetto collaterale

Questo è il punto più interessante.

Washington voleva rallentare l'AI cinese togliendole accesso ai migliori chip.

Ci è riuscita.

Ma contemporaneamente ha costretto la Cina a sviluppare chip propri + software proprio + modelli più efficienti + infrastruttura propria.

In altre parole, ha accelerato la costruzione di un ecosistema AI cinese indipendente dagli Stati Uniti.

DeepSeek è quasi il simbolo di questa dinamica: se non puoi semplicemente ordinare centinaia di migliaia dei migliori GPU Nvidia, sei costretto a spremere molto di più dall'hardware disponibile.

5. E la Cina possiede un'arma che potrebbe diventare enorme: i dati industriali

Questo aspetto viene sottovalutato.

Un rapporto della U.S.-China Economic and Security Review Commission pubblicato pochi giorni fa sostiene che Pechino stia trattando i dati come una vera risorsa strategica nazionale.

La Cina dispone di quantità enormi di dati provenienti da:

fabbriche, automobili, robot, logistica, droni, smart city e processi industriali.

Sono proprio i dati necessari per la prossima fase dell'AI: non soltanto chatbot, ma AI fisica ed embodied AI, cioè robot, veicoli autonomi e sistemi industriali intelligenti.

Ed ecco che torniamo alle automobili dell'articolo precedente.

BYD produce milioni di automobili. Huawei è dentro telecomunicazioni, auto, cloud e industria. La Cina è il maggiore mercato mondiale della robotica industriale.

Tutto questo produce una gigantesca quantità di dati del mondo reale.

Per addestrare ChatGPT è importantissimo Internet.

Per addestrare un robot umanoide che deve lavorare in una fabbrica, i dati prodotti da milioni di operazioni industriali potrebbero diventare ancora più importanti.

6. E i cinesi stanno investendo cifre enormi

Anche qui, però, gli USA restano davanti.

Alibaba ha appena annunciato un aumento di capitale da 10,2 miliardi di dollari destinato in buona parte ad AI, chip, infrastruttura e modelli. La società aveva già programmato investimenti per circa 380 miliardi di yuan, 56 miliardi di dollari, nell'AI e nel cloud.

Tencent ha investito quasi 8 miliardi di dollari nel solo secondo trimestre secondo Reuters.

Sono cifre gigantesche.

Ma il capitale complessivamente mobilitato dall'ecosistema americano rimane superiore: Microsoft, Meta, Amazon, Alphabet, Oracle, OpenAI e gli altri stanno costruendo un'infrastruttura computazionale difficilmente replicabile nel breve periodo.


Quindi chi sta vincendo?

Oggi, 25 agosto 2026:

USA 60 – Cina 40.

Ma è molto diverso dal pensare a un confronto 90-10.

Gli USA mantengono un vantaggio decisivo nel compute, nei semiconduttori avanzati, nei modelli frontier e nella quantità di capitale disponibile.

La Cina però sta rapidamente recuperando nei modelli, probabilmente possiede un vantaggio nella diffusione industriale e nella robotica, dispone di enormi quantità di dati del mondo fisico e sta costruendo una supply chain AI indipendente.

E soprattutto c'è un punto che collega perfettamente AI e automobile cinese.

La Cina potrebbe non avere bisogno di battere gli Stati Uniti nel loro stesso gioco.

Gli USA potrebbero dominare l'AI più sofisticata — enormi modelli, cloud e GPU — mentre la Cina potrebbe diventare formidabile nel trasformare AI relativamente economica in milioni di automobili, robot, droni, macchine utensili e dispositivi industriali.

Se dovessimo individuare il vero “momento DeepSeek” da tenere d'occhio, quindi, non sarebbe necessariamente il prossimo chatbot cinese.

Sarebbe Huawei che dimostra di poter costruire un sistema di training realmente competitivo con Nvidia usando semiconduttori interamente cinesi. Se accadesse su larga scala, uno dei principali strumenti con cui Washington sta cercando di conservare il vantaggio tecnologico perderebbe gran parte della sua efficacia.

Ed è lì che il 60-40 potrebbe rapidamente diventare 55-45 o qualcosa di molto più vicino.

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