Danieli: utile netto sale del 5% a 130,9 mln nel primo semestre
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione della Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A ha esaminato ed approvato in data odierna la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2025, predisposta sulla base dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.
Risultati economico-finanziario del Gruppo nei primi sei mesi dell'esercizio
I risultati del primo semestre, chiuso al 31 dicembre 2025, mostrano una redditività operativa lorda (Ebitda) in crescita del 17%, una cassa netta che si conferma elevata ed un utile netto buono ed in linea con le previsioni del Gruppo. Il Margine Operativo Lordo del periodo (Ebitda) è migliorato rispetto al valore dello scorso esercizio, sostenuto dalla marginalità sviluppata dal settore Danieli Plant Making e anche dal miglioramento dei risultati nel settore A.B.S. Steel Making. Questi ultimi prevedono in prospettiva una buona remunerazione nel primo semestre del 2026, grazie ad un mercato più solido e ricettivo. I risultati delle due attività continuano a compensarsi nell' "up and down" dei cicli economici, con un risultato netto, comunque, sempre positivo ed in crescita. Nel secondo semestre del 2025 il settore A.B.S. Steel Making ha mostrato un Ebitda positivo, ma ancora troppo ridotto avendo sofferto nel periodo di un mix sfavorevole tra prezzi e costi di produzione, con l'impatto della componente energetica (gas ed elettricità) ancora particolarmente penalizzante e non industrialmente sostenibile. L'Utile Netto del semestre ammonta a 130,9 milioni di euro, in miglioramento del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, pur a fronte di un volume di produzione consolidato inferiore del 16%, avendo sviluppato nel periodo un mix di prodotti molto remunerativo nel settore Danieli Plant Making ma con un minor volume di ricavi (legato a molte commesse partite contemporaneamente ed ancora in una fase iniziale di produzione dove sono coinvolti più gli uffici tecnici e meno quelli legati agli acquisti per materiali). Anche il Risultato Netto consolidato dei primi sei mesi dell'esercizio 2025/2026 incrementa rispetto a quello dello scorso anno, grazie al buon contributo dei proventi finanziari legati alla remunerazione della liquidità del Gruppo inclusiva delle attualizzazioni su crediti di difficile incasso. Le differenze cambio hanno inoltre determinato un impatto economico negativo, nonostante la fluttuazione del dollaro statunitense rispetto all'euro rilevata al 31 dicembre 2025. Considerando complessivamente anche gli effetti delle operazioni di copertura effettuate sulla provvista finanziaria e sui crediti denominati in valuta estera e allocati al settore Plant Making, tale impatto risulta nel complesso positivo. La Posizione Finanziaria Netta del Gruppo si mantiene con cassa positiva, elevata e ben migliore rispetto alla chiusura del periodo precedente. Analogo andamento si rileva per la posizione finanziaria netta Adjusted, ovvero al netto dei debiti per anticipi ricevuti dai clienti e dei crediti per quelli pagati a fornitori relativi ai contratti operativamente in vigore. La gestione della liquidità è proseguita nel periodo secondo gli usuali principi di investimento a basso rischio e facile realizzo, con il supporto delle principali banche per il sostegno allo sviluppo economico (EIB e CDP) per finanziare a lungo termine i CAPEX previsti dal nuovo piano di investimenti in A.B.S. Il Capitale Investito Netto si riduce del 46% rispetto allo stesso valore del primo semestre 2024/2025 a seguito di una contrazione del capitale circolante netto legato alle molte commesse nelle fasi iniziali di partenza che quindi sviluppano più ingegneria e meno produzione.
Portafoglio ordini
Il portafoglio ordini del Gruppo risulta ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto ed ammonta, al 31 dicembre 2025, a 5.967 milioni di euro (di cui 296 milioni di euro nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto ai 5.384 milioni di euro al 30 giugno 2025 (di cui 271 milioni di euro per acciai speciali). La tipologia di ordini oggi in produzione nel settore Plant Making e la pianificazione delle attività nelle unità produttive del Gruppo ha permesso una gestione ordinata dei reparti di progettazione e di quelli di produzione sia in Italia che all'estero, senza subire, ad oggi, problemi di qualità o ritardi e rallentamenti nelle consegne. Il mantenimento, per il Gruppo di un portafoglio ordini significativo, che già ad oggi include molti impianti innovativi per una produzione green di acciaio, conferma la propensione dei clienti ad investire in nuovi impianti grazie alla competitività ed alle soluzioni tecnologiche proposte dal Gruppo Danieli, oggi ben qualificato e referenziato in tutta la gamma della produzione metallurgica per raggiungere gli obiettivi NET ZERO per la salvaguardia del pianeta.
Evoluzione prevedibile della gestione
Danieli mantiene la leadership nel mercato mondiale grazie ai suoi impianti considerati front runners per tecnologia ed efficienza per produrre green steel a costi competitivi. Pur con le rilevanti incertezze connesse all'attuale contesto geopolitico ed economico, si ritiene che il Gruppo non sia esposto a rischi ancora scoperti legati alle proprie attività operative in mercati soggetti a limitazioni o sanzioni internazionali. La Direzione Compliance di Danieli Plant Making continua ad effettuare una disamina attenta dei vari riflessi di ogni situazione potenzialmente critica sul Gruppo, monitorando ogni evoluzione del sistema sanzionatorio attivato da UE-UK e US e si ritiene che ad oggi il potenziale/eventuale impatto negativo possa essere legato più alle minori opportunità commerciali future che ad oneri straordinari sui progetti esistenti, che risultano già adeguatamente coperti e securizzati. È presumibile che i prossimi sei mesi saranno ancora caratterizzati dall'attuale tendenza e che per il Gruppo Danieli continuerà la compensazione tra i risultati delle attività di Steel Making (prevista comunque in sensibile miglioramento) e Plant Making (prevista in tenuta con buoni margini) consentendo di confermare le previsioni di chiusura dell'esercizio 2025/2026 presentate al mercato il 16 ottobre 2025. La crescita del portafoglio ordini sta inoltre creando le basi per un possibile miglioramento dei ricavi e dei margini nell'esercizio 2026/2027 rispetto a quello corrente. I volumi di spedizione di A.B.S. stanno crescendo nei primi mesi del 2026, con prezzi e margini in miglioramento grazie alla riduzione del costo dell'energia (compensato dagli effetti positivi del decreto Energy Release elaborato dal MASE e dal GSE) e di una remunerazione delle quote CO2 più favorevole in prospettiva per il 2026: la combinazione di queste misure sta riportando A.B.S. ad una marginalità migliore che proietta ad un possibile risultato nuovamente in utile nell'esercizio 2025/2026.