Eni: piano strategico 2026-2030
pubblicato:Il Piano 2026-2030 e le linee strategiche di Eni presentate oggi alla comunità finanziaria sono basate su:
• la coerenza della strategia e la sua esecuzione eccellente, che hanno consentito a Eni di raggiungere i propri obiettivi nonostante la volatilità dei mercati;
• il migliore portafoglio di progetti Exploration & Production (E&P) nella storia della Società, che offre una chiara visibilità sulle ampliate prospettive di crescita delle produzioni e sulle diverse opportunità a disposizione;
• il successo nello sviluppo dei modelli di business legati alla Transizione, che garantiscono un ritorno materiale agli azionisti e supportano una crescita diversificata. Per promuovere una crescita più efficiente di Plenitude è peraltro in corso un piano di deconsolidamento della Società;
• l'investimento in tecnologia e capitale umano, che si sviluppa su tutte le attività di Eni e rimane fondamentale per creare nuove opportunità;
• Il modello finanziario innovativo, basato su società satellite in grado di autofinanziarsi che, insieme alla forte crescita organica, migliorerà le prospettive di generazione di cassa e massimizzerà la disciplina finanziaria; questo si tradurrà in un miglioramento nella generazione di cassa (Free Cash Flow) in presenza di un livello di indebitamento ai minimi storici, consentendo a Eni di potenziare la remunerazione dei propri azionisti.
Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha commentato: "Il caposaldo strategico di Eni rimane la coerenza, determinante in un contesto di mercato incerto e volatile. La nostra attività esplorativa, eccellenza a livello mondiale, la nostra grande capacità di realizzazione dei progetti, le nostre tecnologie all'avanguardia e una strategia finanziaria chiara e definita sono i pilastri che in modo sinergico alimentano la nostra crescita, garantiscono resilienza e una politica di remunerazione altamente attrattiva per i nostri azionisti. L'esecuzione della strategia ci ha consentito di realizzare performance eccezionali nel 2025, che rappresentano una concreta e importante conferma per il futuro. Nel settore E&P abbiamo costruito il portafoglio più forte nella storia di Eni, in gran parte per via organica e grazie a una performance esplorativa e di esecuzione dei progetti da leader del settore. Garantiremo una crescita della produzione al top dell'industria grazie a una serie straordinaria di progetti in sviluppo. La combinazione dei volumi e del valore di questi progetti, insieme alla quota crescente di commercializzazione delle nostre produzioni equity, genereranno flussi di cassa progressivamente più elevati, una significativa flessibilità nell'esecuzione dei progetti e rendimenti più importanti nell'Upstream. Guardando al futuro, la nostra diversificazione geografica, di commodity e tecnologica riduce il rischio del nostro portafoglio e garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti, così come la sostenibilità economica e la riduzione delle emissioni. I nostri business relativi alla Transizione svolgeranno un ruolo complementare, rispondendo alla crescente domanda di energia. Nell'ambito delle attività legate alla Transizione, siamo gli unici nell'industria a creare business autonomi, autofinanziati e sostenibili. Il successo della nostra strategia è confermato dal valore finanziario riconosciuto a questi business da investitori finanziari leader a livello internazionale, con un ritorno importante per gli azionisti che rende possibile un'ulteriore crescita sostenibile e restituisce a Eni ancor più equilibrio e resilienza. Al 2030 Eni avrà una generazione di cassa significativamente maggiore, trainata da un'ulteriore crescita nei nostri business principali, oltre che dalla continua riduzione dei costi e dai miglioramenti delle performance negli altri business. Prevediamo un livello di Cash Flow From Operation (CFFO) a circa €17 miliardi nel 2030, che corrisponde a un tasso di crescita medio per azione del 14% (CAGR). Grazie a una disciplinata allocazione del capitale, prevediamo di generare un free cash flow nell'arco del piano pari a circa il 70 % della nostra attuale capitalizzazione di mercato e un livello di indebitamento finanziario basso, con un gearing nell'intervallo tra il 10-15%, sui minimi livelli storici. Questo ci permette di rafforzare la distribuzione agli azionisti con un payout complessivo tra il 35-45% del CFFO, con l'impegno a condividere l'upside con i nostri azionisti. Per il 2026 proporremo un dividendo di €1,10, in aumento di circa il 5%, e un programma di riacquisto di azioni proprie inizialmente fissato a €1,5 miliardi, con possibilità di ulteriore incremento del buyback distribuendo il 60% del cash flow incrementale in caso di risultati o di scenario migliori rispetto al Piano, come già avvenuto in passato. Per scenari di prezzo del greggio particolarmente elevati (cioè superiori a 90 $ al barile; oppure per incrementi del 50% del prezzo del gas o del margine di raffinazione), prevediamo di distribuire il 100% del cash flow addizionale in forma di dividendo straordinario".