Borsa Italiana in rialzo, bene TIM, male Diasorin

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Mercati azionari in recupero dopo gli spunti costruttivi di Donald Trump sulla questione iraniana. I listini ci credono e torna l'appetito per il rischio su diverse asset class

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Avvio di ottava frizzante per i maggiori listini azionari italiani ed europei. Nel primissimo pomeriggio di oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che si sono tenuti negli ultimi due giorni ottimi e produttivi negoziati con l’Iran e ha annunciato la sospensione dei previsti attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.

Teheran ha smentito contatti e i progressi, ma l’inversione a U della Casa Bianca dopo l’ultimatum di 48 ore di sabato sera e la decisione sostanziale di dare un tempo di altri cinque giorni ai nuovi negoziati, hanno spinto i mercati al rialzo, invertendo i trend della prima parte della seduta borsistica.

Trump dà una spinta ai listini azionari

Wall Street è in rialzo: S&P 500 +0,98%; NASDAQ +1,03%; Dow Jones +1,23%.

In verde i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 +1,44%; Londra (FTSE 100) -0,15%; Francoforte (DAX) +1,22%; Parigi (CAC 40) +0,79%; Madrid (IBEX 35) +1,15%.

Molto bene anche l’azionario italiano: FTSE MIB +0,81%, FTSE Italia All-Share +0,89%, FTSE Italia Mid Cap +1,75%, FTSE Italia STAR +1,66%. 

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Tornano gli acquisti su euro e titoli di Stato

Si riapprezza anche l’euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1584 (+0,24%).
Gli acquisti tornano inoltre sui titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale italiano segna un calo di 4 punti base al 3,9%, lo spread sul Bund torna a 89 punti base (dati MTS).

Il caso di Poste Italiane e TIM 

All’attenzione a Piazza Affari il dossier di Poste Italiane (-6,85%) che ha annunciato e presentato un’offerta pubblica di acquisto e scambio su TIM (+4,69). L'offerta prevede una componente in denaro pari a 0,167 euro e 0,0218 azioni Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di TIM, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale di venerdì. Il piano prevede la formazione di un gruppo integrato con oltre 150 mila dipendenti e ricavi aggregati da 26,9 miliardi di euro.

Diasorin fa marcia indietro dopo i dati

La seduta si mostra molto negativa per Diasorin (-12,77% a 55,62 euro) che crolla sui minimi da gennaio 2017 dopo la pubblicazione dei risultati 2025. Ricavi +4% a cambi costanti, EBITDA ajusted margin a 33%, utile netto 150 milioni di euro (-20%), dividendo di 1,3 euro per azione (1,2 l'anno scorso). La guidance 2026 a cambi costanti è debole e sotto il consensus: ricavi in crescita tra il +5% ed il +6%, EBITDA ajusted margin al 32%-33%, e inoltre "non tiene conto dei potenziali impatti negativi derivanti dall’attuale conflitto militare nell’area del Medio Oriente, che potrebbero riflettersi sulle vendite del Gruppo nella regione.
Esclude, inoltre, le possibili ricadute indirette del conflitto stesso, incluse maggiori difficoltà logistiche e distributive, anche verso l’area Asia-Pacifico, nonché potenziali effetti inflattivi su costi e supply chain connessi all’attuale contesto geopolitico".
Equita peggiora la raccomandazione da buy a hold e riduce il prezzo obiettivo del 25% a 70 euro. Morgan Stanley taglia il prezzo obiettivo da 65 a 60 euro (equalweight).

Bene le banche, male l'energia

Il ritorno dell’appetito per il rischio si traduce in forti acquisti sul settore del credito con il Ftse Italia Banche in rialzo del 3,14% Molto bene Unicredit (+3,34%), Bper (+3,54%) e Banco BPM (+3,69%).
Bene in chiusura anche Banca MPS (+2,68%): Plt, holding della famiglia Tortora (ha l'1,2% dell'istituto senese), ha depositato una lista di 12 nomi per il cda con l'attuale a.d. Luigi Lovaglio candidato per un nuovo mandato e Cesare Bisoni presidente.

L’ottimismo dei mercati sulla questione iraniana si traduce in ripiegamenti importanti delle quotazioni del petrolio greggio e del gas che rimangono comunque su livelli elevati: Brent a 103,81 dollari al barile (-7,4%) e gas naturale a 57,2 €/MWh (-3,4%). A Milano ripiegano in questo contesto diversi titoli dell’energia: Eni (-3,6%), Terna (-2,62%) e Snam (-1,82%).

Arretrano di nuovo in giornata le quotazioni dell’oro che torna a 4.375 dollari l’oncia (-2,59%). Cresce invece il Bitcoin che guadagna il 2,47% e si porta a 70.297 dollari l’oncia.