Geopolitica di nuovo al centro: i mercati europei frenano e l’EuroStoxx 50 testa il supporto chiave
pubblicato:EuroStoxx 50 in correzione: area 5.860 come spartiacque tra semplice pullback e indebolimento più profondo

Riemergono le tensioni geopolitiche e commerciali
Gli operatori restano prudenti dopo il marcato arretramento di inizio settimana, in un contesto in cui il riemergere delle tensioni geopolitiche e commerciali ha riportato in primo piano l’avversione al rischio. Ne è una chiara dimostrazione l’andamento del future EuroStoxx 50, che questa mattina cede circa l’1,25% a 5.865 punti, dopo aver oscillato tra 5.863 e 5.920, segnalando una pressione in vendita diffusa e poco selettiva.
Preoccupa il segnale politico che arriva dagli Stati Uniti
Il clima resta fragile perché gli investitori stanno rivalutando non tanto l’impatto economico immediato dei possibili dazi, quanto il segnale politico che arriva dagli Stati Uniti. Le minacce del presidente Donald Trump di introdurre dazi crescenti a partire dal 1° febbraio su otto Paesi europei, legandoli apertamente alla questione della Groenlandia, hanno riacceso i timori di una nuova fase di conflitto commerciale tra USA e UE. Anche se alcuni analisti restano scettici sull’effettiva attuazione delle misure, la retorica aggressiva e la mancanza di segnali di distensione mantengono il mercato in allerta.
Quadro macro europeo delicato
In Europa il quadro macro e politico contribuisce alla cautela. In Germania, l’attenzione è rivolta ai dati in arrivo – indice ZEW di gennaio e prezzi alla produzione di dicembre – in un contesto in cui il settore industriale rimane particolarmente esposto alle incertezze del commercio globale. In Francia, oltre alle tensioni internazionali, pesa il tema della finanza pubblica, dopo la conferma dell’intenzione del governo di approvare il bilancio 2026 senza un voto parlamentare, elemento che aggiunge un ulteriore strato di rischio politico.
Scott Bessent prova a buttare acqua sul fuoco ma non basta
Sul fronte internazionale, i tentativi di rassicurazione non sono bastati a invertire il sentiment. Il segretario al Tesoro USA Scott Bessent si è detto fiducioso che si possa arrivare a una soluzione diplomatica e che i governi europei eviteranno un’escalation, ma il mercato rimane scettico. In attesa di un vertice di emergenza dei leader UE giovedì a Bruxelles e dei contatti in corso a Davos, gli investitori preferiscono ridurre l’esposizione al rischio.
L’oro ha toccato nuovi massimi storici
Non a caso, i flussi si stanno spostando verso asset rifugio: l’oro ha toccato nuovi massimi storici, mentre su obbligazionario e valute si osservano movimenti coerenti con un clima di protezione del capitale. Torna inoltre a circolare il mantra “Sell America”, già visto dopo il pacchetto tariffario dello scorso aprile, a indicare che una parte del mercato sta iniziando a interrogarsi sul rischio di eccessiva concentrazione sugli asset statunitensi.
Il vero messaggio che fa alzare la tensione
Ed è proprio questo il punto più delicato: i mercati raramente scontano l’effetto di primo ordine, come l’impatto meccanico dei dazi sul PIL. Quello che viene messo in discussione è la fiducia, la direzione dei flussi di capitale e il momentum narrativo. Il vero rischio non è tanto l’aumento dei costi commerciali, quanto il messaggio che gli Stati Uniti sono disposti a usare i dazi come strumento geopolitico per obiettivi non economici. È in quel momento che gli allocatori globali iniziano a porsi domande scomode sulla stabilità delle regole del gioco.
Per l’industria europea, la tempistica è particolarmente sfavorevole
Per l’industria europea, la tempistica è particolarmente sfavorevole. Il sentiment stava lentamente migliorando dopo il caos tariffario dello scorso anno, le catene di approvvigionamento si erano adattate e gli orizzonti di pianificazione si stavano nuovamente allungando. Un nuovo shock rischia di rafforzare una verità scomoda: l’Europa non può contare indefinitamente sulla domanda esterna o sulla benevolenza degli Stati Uniti. Domanda interna e mobilitazione dei capitali europei smettono di essere slogan politici e diventano una strategia di sopravvivenza.
La geopolitica non è più un rischio di coda
Lo scenario di base resta quello di una de-escalation diplomatica. I dazi, per ora, sono una minaccia e non un fatto compiuto. Ma il mercato è stato chiaramente avvertito: la geopolitica non è più un rischio di coda. È tornata al centro del tavolo e condizionerà, almeno nel breve, fiducia, posizionamenti e volatilità sui mercati finanziari.
Il future EuroStoxx 50 si trova in una fase di stress
Il future EuroStoxx 50 si trova in una fase di stress tecnico di breve periodo, ma senza segnali di rottura strutturale del trend principale. Il movimento correttivo delle ultime ore ha riportato i prezzi in prossimità di area 5.860, un livello che assume ora il ruolo di spartiacque tecnico.
Dal punto di vista grafico, questo supporto coincide con:
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la base del canale rialzista che contiene il movimento partito dai minimi estivi
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un’area già più volte difesa nelle precedenti fasi correttive
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una zona di transito della media mobile esponenziale a 400 ore, riferimento chiave per il trend intraday
La discesa è avvenuta con un’accelerazione finale, ma senza rotture impulsive e con una progressiva perdita di momentum ribassista man mano che i prezzi si avvicinavano al supporto.
Oscillatori: ipervenduto di breve, ma non panico
Gli indicatori di momentum confermano che il mercato sta entrando in una zona di eccesso di breve periodo:
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l’RSI a 14 ore è sceso verso la parte bassa del range, avvicinandosi a livelli che in passato hanno spesso anticipato rimbalzi tecnici, soprattutto quando coincidenti con supporti grafici rilevanti
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lo stocastico (20,12,6) è entrato in ipervenduto, segnalando una condizione di pressione in vendita elevata ma potenzialmente matura
Questo quadro suggerisce che la probabilità di un rimbalzo tecnico è in aumento, anche se – come spesso accade nei contesti di avversione al rischio – i rimbalzi potrebbero inizialmente essere fragili e di breve respiro.
Scenari possibili
Scenario principale (costruttivo di breve)
Se area 5.860 terrà:
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il movimento in corso potrà essere letto come pullback fisiologico
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spazio per un rimbalzo verso 5.920–5.950
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eventuale ritorno verso 5.990–6.000, dove passa la precedente area di congestione e le medie di breve
In questo caso, il trend rialzista intraday resterebbe intatto.
Scenario alternativo (di rischio)
Una rottura confermata sotto 5.860 aumenterebbe sensibilmente la pressione ribassista:
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primo obiettivo verso 5.800
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successivamente 5.750–5.720, area coerente con la parte bassa del canale e con precedenti minimi significativi
Sotto questi livelli, la correzione assumerebbe un carattere più strutturato anche sui timeframe superiori.
Messaggio del grafico
Il mercato sta testando la tenuta del trend, non invertendolo.
Il supporto a 5.860 punti rappresenta un livello chiave dove si sta giocando l’equilibrio tra:
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chi scarica rischio dopo lo shock geopolitico
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e chi valuta l’attuale debolezza come opportunità tattica
👉 In sintesi: 5.860 è il livello da monitorare. Sopra questo supporto il quadro resta di semplice correzione; sotto, il rischio è che la prudenza degli operatori si trasformi in nuova accelerazione ribassista.
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