Piazza Affari in rosso. Bancari ancora giù, bene petroliferi e difesa. FTSE MIB -0,5%
pubblicato:Piazza Affari in rosso. Bancari ancora giù, bene petroliferi e difesa. FTSE MIB -0,5%.
Il FTSE MIB segna -0,5%, il FTSE Italia All-Share -0,6%, il FTSE Italia Mid Cap -0,6%, il FTSE Italia STAR -0,3%.
Mercati azionari europei negativi: EURO STOXX 50 -0,6%; Londra (FTSE 100) -0,4%; Francoforte (DAX) -0,6%; Parigi (CAC 40) -0,8%; Madrid (IBEX 35) -0,9%.
Future su indici azionari americani sopra la parità. S&P 500 +0,1%; NASDAQ 100 +0,1%; Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -1,52%; NASDAQ Composite -1,78%; Dow Jones Industrial -1,56%.
Mercato azionario giapponese negativo. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a -1,16%. Borse cinesi in rosso. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna -0,4%, l'Hang Seng di Hong Kong -1,0%.
Euro in flessione contro dollaro, scende sui minimi da luglio 2025. EUR/USD al momento segna 1,1450 circa.
BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 3,76% (chiusura precedente a 3,74%), lo spread sul Bund 82 bp (80) (dati MTS).
Dopo la chiusura dei mercati aggiornamento periodico rating Italia dell'agenzia Fitch.
Bancari ancora sotto pressione a causa della flessione dei titoli di Stato (BTP decennale a 3,76% da 3,74% ieri) e dalla prospettiva di indebolimento dell'economia causato dal probabile balzo dell'inflazione in scia al rally delle materie prime dell'energia. L'indice FTSE Italia Banche segna -1,4%, l'EURO STOXX Banks -1,9%. In rosso anche BPER Banca -1,0% e BP Sondrio -1,0% dopo l'ok delle rispettive assemblee alla fusione.
In rialzo i petroliferi Eni +1,5% e Saipem +2,3%: il greggio si riavvicina ai massimi dal giugno 2022 toccati lunedì, sempre attivo il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16/12: i future maggio segnano per il Brent 100,85 $/barile (massimo lunedì a 119,50, minimo del 16/12 a 58,53), per il WTI 94,65 $/barile (massimo lunedì a 110,55, minimo del 16/12 a 54,98).
Leonardo +1,0% a 64,52 euro parte male e poi inverte la rotta dopo il record storico toccato ieri a 66,26 in scia a risultati 2025, guidance 2026 e piano 2030 accolti positivamente dal mercato. JP Morgan conferma la raccomandazione overweight e incrementa il prezzo obiettivo da 66 a 77 euro. Gli analisti hanno alzato le stime di utile per azione del 3% sul 2028 e del 6% su 2029 e 2030.
Prysmian -1,8% perde terreno. Ieri il gruppo dei cavi per l'energia ha annunciato un accordo con Rio Tinto nella produzione di fili e cavi con l'utilizzo dell'alluminio ELYSIS, tecnologia che "permette di eliminare completamente le emissioni dirette di gas serra dal processo di elettrolisi dell'alluminio, producendo ossigeno come unico sottoprodotto".
Buon avvio per Safilo Group +0,4%, poi riduce i guadagni. Ieri dopo la chiusura del mercato il gruppo ha annunciato i risultati 2025: ricavi a 983,4 milioni di euro (-1,0% a cambi correnti, +1,8% a cambi costanti, +2,6% performance organica), EBITDA adj a 104,2 milioni (+12,0%, margine al 10,6%, +120 punti base a/a), utile netto adj. a 44,6 milioni (+30,4%, margine al 4,5%, +110 punti base a/a), Free Cash Flow a 55,1 milioni (16,7 nel 2024), indebitamento finanziario netto a 46,1 milioni da 82,7 milioni nel 2024.
Avio +4,0% a 35,20 euro rimbalza dopo l'affondo di ieri causato dalla deludente guidance 2026. Oggi Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa il prezzo obiettivo dell'8% a 42 euro.
MFE A +1,5% e MFE B +1,1% in verde dopo l'apparentemente inspiegabile crollo di ieri (-11/12 per cento). MF è riuscito a ricostruire, basandosi su qualificate fonti di mercato, la causa del movimento: a quanto pare 2-3 fondi hanno deciso di sottopesare il settore legato ai consumi (la raccolta pubblicitaria dipende da questi ultimi) in vista di un peggioramento dello scenario economico.
Webuild -4,9% perde ulteriore terreno e scende sui minimi da aprile scorso: il gruppo delle costruzioni chiude il 2025 con risultati superiori alla guidance ma le prospettive future sono incerte. La guidance 2026 vede ricavi in linea con quelli del precedente esercizio: un netto peggioramento rispetto al +19% medio annuo realizzato con il piano 2023-2025. Inoltre la situazione del Medio Oriente deve essere però monitorata con attenzione dato che l'Arabia Saudita rappresenta l'11% del portafoglio ordini e il 12% della pipeline commerciale. Da sottolineare anche che dei 13,2 miliardi di nuovi ordini acquisiti nel 2026, ben 1,6 sono localizzati in Medio Oriente (12%).
Nuovi minimi storici per BFF Bank -4,1% a 3,10 euro. Deutsche Bank ha ridotto il prezzo obiettivo del titolo da 6,20 a 4,00 euro. Ricordiamo le indiscrezioni di Reuters di meno di un mese fa relative all'apertura di un'indagine con l'ipotesi di falso in bilancio da parte della Procura di Milano. BFF aveva poi comunicato che l'indagine è partita a fine 2023 e che le recenti operazioni straordinarie (azioni di de-risking e restatement del patrimonio netto 2024), "sono frutto di autonome valutazioni e iniziative del management".
L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 08:00 bilancia commerciale, produzione industriale e PIL mensile Regno Unito, indice prezzi all'ingrosso Germania, alle 08:45 inflazione Francia, alle 09:00 inflazione Spagna, alle 10:00 produzione industriale Italia, alle 11:00 produzione industriale eurozona.
Negli USA alle 13:30 ordini beni durevoli, consumi, redditi, inflazione PCE, PIL 2a stima trim4 2025, alle 15:00 indice posizioni lavorative aperte JOLTS e indice fiducia consumatori (Univ. Michigan).