Avio e Ferragamo tra shock e riscossa: analisi dei conti 2025 e scenari grafici

di FTA Online News pubblicato:
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Il titolo aerospaziale scivola nonostante utili record, mentre l'azione del lusso corre grazie al turnaround operativo. Livelli tecnici, supporti chiave e prospettive per il 2026

Avio e Ferragamo tra shock e riscossa: analisi dei conti 2025 e scenari grafici

Difficile spiegare quanto avvenuto ieri su Avio. Il titolo ha perso più di 8 punti percentuali dopo la presentazione dei dati relativi al 2025, recuperando comunque terreno in chiusura dopo essere arrivato a cedere più del 17%.

A preoccupare gli addetti ai lavori sono stati gli ottimi dati conseguiti dal gruppo, che ha riportato Ricavi in crescita del 22,7% su base annuale a 541,7 milioni di Euro, un Portafoglio Ordini di 2,166 miliardi (+25%), l'EBITDA Adjusted a 34,8 milioni rispetto ai 30,8 dell'anno precedente ed un Utile Netto in crescita dell'81,6% a 11,6 milioni di Euro.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre è salita a 591,7 milioni rispetto ai 501,6 del 2024.
Si tratta di un livello record per quanto concerne sia il portafoglio ordini che i ricavi e di un Utile netto superiore alla Guidance.

Tra gli aspetti che ha evidenziato il management, da segnalare il successo delle missioni Ariane 6 con un contratto che assicura la produzione di componenti fino al 2029, l'aumento di capitale in opzione che si è concluso con successo ed ha permesso di raccogliere 400 milioni di Euro da destinare prevalentemente alla creazione di uno stabilimento negli Stati Uniti e la crescita del business difesa con la firma di un Memorandum di intesa con Raytheon e Lockheed Martin.

E' stata inoltre proposta la distribuzione di un dividendo pari a 6,8 milioni di Euro (0,14846 Euro per azione).

Avio, una reazione scomposta del titolo

Graficamente come dicevamo il titolo Avio ha reagito in maniera scomposta, mettendo sotto pressione il supporto a 32,00 euro, che per il momento ha comunque tenuto.

Sarà importante che i prezzi si mantengano al di sopra di tale riferimento anche nella seduta odierna e dunque in chiusura di ottava, per tenere viva la possibilità di un nuovo segmento di crescita che dia continuità al recupero visto dai bottom di novembre in area 23,30.

In tale ottica il breakout delle prossime resistenze a 38,00 euro circa rappresenterebbe un primo importante segnale, che se ribadito dal superamento di quota 40,00 proietterebbe obiettivi nei dintorni dei 45,00 euro.

Sotto 32,00 invece si aprirebbe una pericolosa crepa nella struttura rialzista del titolo, preludio al ritorno sui bottom di ieri a 30,60 euro ed al successivo test a quota 30,10, gap up di inizio anno. Supporto successivo sulla media esponenziale a 50 settimane in area 28,00.

Ferragamo, turnaround ancora all'inizio ma l'ebit adjusted manda un buon segnale

Ferragamo sorprende il mercato, ma il turnaround è ancora all’inizio La forte reazione del titolo Salvatore Ferragamo a Piazza Affari, con un balzo di oltre il 10% (il titolo giovedì ha guadagnato il 10,93% a 6,75 euro con i prezzi che hanno oscillato tra 6,18 e 6,805 euro), riflette soprattutto un cambiamento nelle aspettative più che una vera svolta già compiuta.

I risultati 2025 hanno infatti superato le stime degli analisti sul piano operativo, convincendo il mercato che il percorso di rilancio avviato dal management stia iniziando a produrre effetti tangibili, pur restando ancora in una fase iniziale.

Il fatturato era già noto e ha mostrato nel quarto trimestre un calo organico del 2% su base annua, ma il dato va letto nella sua composizione.

Da un lato il canale Direct to Consumer ha registrato una crescita del 6,3%, con un’accelerazione sequenziale significativa e segnali incoraggianti soprattutto negli Stati Uniti, in America Latina e in Corea.

Dall’altro lato il wholesale ha subito una contrazione marcata, penalizzato dalla strategia di selezione degli account e dal timing delle consegne, confermando che il riposizionamento del marchio sta ancora attraversando una fase complessa. Il vero elemento che ha sorpreso positivamente è stato però il miglioramento della redditività operativa.

L’EBIT adjusted si è attestato ben sopra le attese, grazie soprattutto alla seconda metà dell’anno, sostenuto da un controllo dei costi più efficace del previsto.

La riduzione delle spese operative, in particolare sui costi di vendita e generali, ha compensato un margine lordo più debole, influenzato dalla scontistica sulle collezioni precedenti.

L’utile netto è rimasto invece sotto pressione per via di maggiori svalutazioni e di un carico fiscale più elevato, mentre la posizione di cassa si è attestata leggermente sotto le stime.

Guardando in avanti, il management si mostra fiducioso sulla traiettoria del marchio e indica un inizio 2026 incoraggiante, con il DTC ancora in crescita a cambi costanti.

Tuttavia il quadro resta disomogeneo: l’Europa appare stabile, mentre Giappone e Cina continuano a mostrare debolezza.

Prosegue intanto il riposizionamento del wholesale e l’ottimizzazione della rete retail, con numerose chiusure di negozi previste tra il 2025 e il 2026, soprattutto in Asia.

Gli analisti restano prudenti. Le nuove stime incorporano ipotesi leggermente più conservative sui ricavi futuri e un miglioramento progressivo dei margini, ma sottolineano che la visibilità resta limitata e che il titolo continua a trattare a multipli elevati rispetto al settore.

Dopo un anno difficile, i margini meno deboli del previsto e la partenza positiva del 2026 possono sostenere il titolo nel breve, ma per una rivalutazione strutturale serviranno segnali più chiari sulla sostenibilità della crescita e sulla generazione di cassa.

Salvatore Ferragamo, l'azione in bilico tra il trend laterale e l'inversione rialzista

Dal punto di vista grafico, Salvatore Ferragamo si trova in una fase tecnicamente molto interessante perché posizionata in un punto di equilibrio tra prosecuzione laterale e possibile inversione rialzista. Dopo il ribasso dai massimi di fine 2024, il titolo ha progressivamente rallentato la pressione venditrice e negli ultimi mesi ha costruito una base piuttosto solida, sviluppando una fase di consolidamento che ora sta mettendo alla prova livelli tecnici cruciali.

Osservando la struttura del movimento emerge chiaramente come i prezzi abbiano reagito con decisione in prossimità del 61,8% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di agosto, un livello che ha agito da supporto critico e sul quale si è configurato un potenziale doppio minimo. Questo elemento non è solo significativo dal punto di vista geometrico, ma anche psicologico: segnala che il mercato ha trovato una zona dove la pressione in vendita viene assorbita con maggiore efficacia.

A rafforzare l’ipotesi di stabilizzazione contribuisce anche una configurazione assimilabile a una island reversal, spesso associata a fasi di esaurimento del trend ribassista. Nel complesso, quindi, la struttura resta costruttiva finché il titolo continua a muoversi sopra questa base.

Dal punto di vista operativo, i livelli tecnici risultano piuttosto definiti.

Sul lato delle resistenze, la prima area di offerta si colloca tra 6,70 e 6,90 euro, fascia nella quale i prezzi hanno già mostrato segnali di rallentamento.

Sopra questi livelli, la vera soglia di svolta si trova tra 7,10 e 7,20 euro: solo una rottura convincente di quest’area confermerebbe definitivamente il doppio minimo e riaprirebbe spazio verso l’obiettivo teorico di 8,20 euro, calcolato come proiezione della figura.

Sul fronte opposto, i supporti da monitorare restano l’area 6,20–6,10 euro, che rappresenta il primo appoggio di breve periodo, seguita dalla soglia psicologica dei 6 euro. Una discesa sotto questi livelli aumenterebbe il rischio di un ritorno verso l’area compresa tra 5,80 e 5,40 euro, che rappresenta il vero spartiacque di medio periodo e la zona che invaliderebbe lo scenario rialzista.

Il recente recupero si è sviluppato con volumi in aumento e un miglioramento del momentum di breve termine, segnale di un ritorno di interesse sul titolo dopo mesi difficili.

Tuttavia il quadro resta fragile: Ferragamo continua a muoversi in un contesto settoriale complesso e con una visibilità ancora limitata sul turnaround, elementi che spiegano la volatilità elevata e la probabilità di movimenti correttivi improvvisi.

In termini di scenario operativo, il quadro appare piuttosto chiaro. Sopra 7,10 euro si aprirebbe spazio per un’estensione verso 7,80–8,20, con un deciso miglioramento della struttura di medio periodo. Nel breve, però, lo scenario più probabile resta quello di una fase laterale, con oscillazioni comprese tra 6,10 e 7 euro in attesa di nuovi catalizzatori.

Al contrario, una rottura sotto 6 euro aumenterebbe sensibilmente il rischio di una nuova fase discendente. In sintesi, il titolo si trova in una fase di equilibrio delicato: la base costruita negli ultimi mesi è credibile e tecnicamente coerente, ma serve ancora una rottura convincente delle resistenze per poter parlare di vera inversione strutturale.

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