Femminicidio di Joanna Rouissi a Colleferro, l'appello del sindaco Giulio Calamita: "Non siate indifferenti"
pubblicato:"Inviate le vostre segnalazioni, noi possiamo attivarci se veniamo sollecitati"

Mentre sono ancora in corso i rilievi e gli accertamenti sul femminicidio di Joanna Rouissi, 50 anni, uccisa a Colleferro dal marito Mohamed Habib Rouissi, 69 anni, che ha confessato il delitto, il sindaco Giulio Calamita ha lanciato un appello attraverso le telecamere di Fanpage per invitare chiunque in ascolto a non cedere all'indifferenza.
L'appello del sindaco di Colleferro
Nelle ore successive al femminicidio di Joanna Rouissi, il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, è in prima linea per supportare i figli della donna, due dei quali hanno assistito all'aggressione mortale da parte del padre nella cucina dell'abitazione di via Colombo.
Mercoledì 19 agosto il primo cittadino ha affidato a Fanpage un appello a chiunque in ascolto: "Cerchiamo di non essere indifferenti a quello che succede. Io quando parlavo di segnalazioni parlavo di ciò che ognuno può fare attraverso i servizi preposti". Calamita aggiunge che "noi non abbiamo le telecamere in tutte le case" ma "ci possiamo muovere se veniamo sollecitati".
I segnali inascoltati
Sempre il 19 agosto Giulio Calamita, intervistato da LaPresse, ha spiegato che "in qualche modo c’erano segnali di questa situazione che, però, evidentemente, sono sfuggiti o non sono stati ritenuti così pericolosi".
È dato sapere, inoltre, che il reo confesso manifestasse da tempo un disagio psichico per il quale Joanna si sarebbe subito attivata tramite la Asl locale, ma dopo il primo colloquio - scrive Fanpage - l'uomo non si sarebbe più presentato per iniziare un percorso di recupero.
Il femminicidio di Joanna Rouissi
I fatti risalgono alle 15 di martedì 18 agosto. In via Cristoforo Colombo 15, secondo la ricostruzione, in casa erano presenti Joanna, il marito Mohamed Habib e uno dei cinque figli della coppia, di appena 9 anni. Tra marito e moglie sarebbe scoppiata una violenta lite in cucina, al culmine della quale il 69enne avrebbe afferrato un coltello per poi colpire ripetutamente la donna alla gola con numerosi fendenti.
Dopo l'aggressione mortale Mohamed si è allontanato da casa, rimanendo comunque nei paraggi. Alle 15:30 la figlia 20enne è rincasata, e sul pavimento ha trovato la madre agonizzante, in una pozza di sangue, con accanto il fratellino sotto shock. La ragazza ha composto il 112 e, con il supporto dell'operatore, ha tentato di rianimare la madre. All'arrivo degli operatori del 118 Joanna era già deceduta.
Il 69enne è stato rintracciato a poca distanza dall'abitazione, e davanti agli uomini della IV sezione della squadra mobile, al comando di Roberto Giuseppe Pititto, ha subito confessato il femminicidio. Lo ha fatto anche di fronte al pm della Procura di Velletri. Gli inquirenti, ora, sono al lavoro per ricostruire i trascorsi del 69enne e per stabilire se altre segnalazioni siano state sottovalutate in passato, oltre al motivo per cui il 69enne non sia stato ritenuto attenzionabile.