La firma dell'assassino di Noemi Impellizzeri potrebbe trovarsi sulla corda, secondo l'avvocata della famiglia
pubblicato:L'assassino potrebbe aver lasciato "cellule epiteliali" sulla corda trovata intorno al collo della donna: da queste potrebbe essere possibile "estrarre del Dna"

Emergono sempre più elementi, dall'abitazione di via Circumvallazione a Riposto (Catania) nella quale il 23 agosto è stato ritrovato il corpo senza vita di Noemi Impellizzeri. Uno di questi è la corda sequestrata dagli inquirenti e analizzata dal Ris di Messina che ha condotto accertamenti irripetibili su tutti i reperti prelevati dall'abitazione. Secondo Valeria Raciti, l'avvocata che assiste Erica e Gaetano Impellizzeri, sorella e fratello della vittima, quella corda "potrebbe portare la firma dell'assassino".
Le speranze sulla corda
Mercoledì 7 ottobre i Ris di Messina ha condotto gli accertamenti tecnici irripetibili su ogni singolo reperto prelevato dall'abitazione di via Circumvallazione nel corso dell'ultimo sopralluogo, avvenuto il 30 settembre. Gli specialisti hanno campionato alcune tracce biologiche isolate su indumenti e superfici, e da questi rilievi si attendono risultati "molto promettenti".
Questa speranza arriva da Valeria Raciti, la legale che assiste la sorella e il fratello di Noemi Impellizzeri, Erica e Gaetano. C'è, inoltre, un altro elemento che alimenta le speranze. Si tratta della "corda rinvenuta intorno al collo della vittima", riferisce Raciti a Catania Today. La corda è di tipo commerciale, dunque adatta a ogni tipo di uso. Il potenziale assassino, manipolandola nell'atto di inscenare il suicidio, potrebbe avervi lasciato "cellule epiteliali", dalle quali "è possibile estrarre del dna".
Cosa sono le cellule epiteliali
Le cellule epiteliali, spiega molto bene Treccani, sono i mattoni che rivestono il nostro corpo, formando barriere protettive sia all’esterno, come sulla pelle, sia all’interno di organi e vasi sanguigni.
A seconda della loro posizione e forma svolgono compiti fondamentali: proteggono i tessuti dagli agenti esterni, assorbono i nutrimenti nell'intestino e producono sostanze utili tramite le ghiandole. Molte di esse, come quelle cutanee, hanno la capacità di rigenerarsi continuamente per riparare i danni.
La morte di Noemi Impellizzeri
Cosa sappiamo
Alle 4:30 del 23 agosto 2026 i vigili del fuoco sono intervenuti in via Circumvallazione, a Riposto (Catania), dopo la segnalazione di un incendio. I pompieri, all'interno dell'appartamento, hanno rinvenuto il cadavere di Noemi Impellizzeri, 34 anni. La donna era impiccata a una trave del locale cucina, ma le fiamme l'avevano solamente lambita.
La prima ipotesi degli inquirenti è stata quella del suicidio, ma la famiglia della ragazza ha sin da subito escluso questa pista: da una prima ispezione cadaverica e dai primi rilievi dell'autopsia, infatti, sono emersi dettagli che hanno aperto alla possibilità di una messa in scena. Un personaggio chiave della vicenda è Tony Proietto, 38enne di Giarre (Catania) nonché amico intimo di Noemi.
L'ipotesi dell'omicidio
L'unico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri è, appunto, Tony Proietto. L'uomo ha raccontato di aver visto la donna per l'ultima volta venerdì 21 agosto, quando lo aveva raggiunto a Giarre per chiedergli di ospitarla per la notte. Proietto, secondo la sua versione, le avrebbe consigliato di allontanarsi perché la loro conoscenza aveva dato spazio a dicerie per il paese, dato che lui è sposato e ha due figli.
Quindi l'avrebbe riaccompagnata a Riposto, ma durante la notte la donna lo avrebbe videochiamato manifestandogli la volontà di uccidersi. A questa confessione Proietto non avrebbe creduto, in quanto non sarebbe stata la prima volta in cui Noemi minacciava un gesto estremo. La notte del 23, però, si sarebbe recato a Riposto perché da più di 24 ore non aveva notizie della donna. Sarebbe dunque entrato nell'abitazione, facilitato da una serratura non funzionante, e all'interno avrebbe trovato la donna impiccata.
In quel momento, tuttavia, non avrebbe trovato tracce né principi di incendio. Spaventato, sarebbe uscito ma non avrebbe avuto il coraggio di avvertire i familiari di Noemi. Il suo racconto è risultato colmo di incongruenze. Secondo una delle ipotesi, Noemi sarebbe stata uccisa - a giudicare da lividi, fratture e altri segni presenti sul corpo - e poi impiccata in una prima fase. In una seconda fase, quindi, sarebbe stato appiccato l'incendio, probabilmente per eliminare tracce compromettenti.