Giallo di Riposto, i dubbi sulla videochiamata di Noemi Impellizzeri all'amico: "Non è tracciabile"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

È vero che venerdì 21 agosto Noemi Impellizzeri avrebbe videochiamato l'amico Tony annunciando il suo suicidio?

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La versione dell'amico di Noemi Impellizzeri, il 38enne Tony residente a Giarre (Catania), è nota: prima dell'alba di venerdì 21 agosto avrebbe sentito la donna in una videochiamata durante la quale Noemi gli avrebbe mostrato la corda che intendeva usare per togliersi la vita. Un'inviata di Morning News, tuttavia, fa notare che per il momento di quella conversazione non esiste traccia: l'uomo, ora indagato per omicidio colposo, non avrebbe salvato alcuno screenshot da quella videochiamata e la videochiamata, come ben si sa sulle piattaforme di chat istantanea, è crittografata.

I dubbi sulla videochiamata del 21 agosto

Alle 4:30 del mattino di venerdì 21 agosto Noemi Impellizzeri avrebbe videochiamato l'amico Tony per avere conforto dopo una lite precedente. Secondo la versione dell'indagato, infatti, la donna gli avrebbe manifestato il suo amore, mentre l'uomo le avrebbe consigliato di prendere le distanze perché la loro conoscenza non sarebbe stata gradita alla moglie.

Secondo la versione dell'indagato, Noemi si sarebbe mostrata sofferente per quell'amore non corrisposto e proprio per questo gli avrebbe mostrato la corda con la quale minacciava di impiccarsi. Di questa conversazione ha parlato un'inviata di Morning News durante la puntata di venerdì 28 agosto: "La videochiamata non è facilmente tracciabile perché crittografata", ha spiegato la giornalista. Nel cellulare che l'indagato ha consegnato ai carabinieri, inoltre, non vi sarebbero screenshot di quella videochiamata. Qual è la verità?

L'ultimo messaggio di Noemi Impellizzeri all'amico Tony

"Ti amo, addio". Questo l'ultimo messaggio di testo che Noemi Impellizzeri avrebbe mandato all'amico di Giarre prima di togliersi la vita. La tesi del suicidio, ricordiamo, è sostenuta soltanto dall'indagato mentre la famiglia è convinta che si sia trattato di un omicidio. Anche l'autopsia, secondo le indiscrezioni, dimostrerebbe che la 34enne fosse ancora agonizzante mentre nella sua abitazione divampava l'incendio.

In questo momento, tuttavia, non è possibile documentare le attività sul cellulare dell'indagato, essendo il dispositivo nelle mani degli inquirenti. Va anche verificato se davvero Noemi Impellizzeri abbia ricercato su YouTube una videoguida su come fabbricare il cappio.

Il giallo di Riposto

Alle 4:30 di domenica 23 agosto i vigili del fuoco, chiamati da una vicina, sono entrati in una "bassa" di via Circumvallazione, a Riposto (Catania). Da quell'abitazione proveniva del fumo. All'interno della casa il corpo di Noemi Impellizzeri, 34 anni, era impiccato a un tubo nel locale cucina. Le fiamme lambivano appena il suo corpo. Il caso, in un primo momento, si presentava come un suicidio, ma la versione raccontata dall'amico della ragazza ha sollevato non pochi dubbi.

Lui ha raccontato di aver trovato il corpo due ore prima, alle 2, quando si era portato fino all'abitazione di Noemi perché preoccupato per l'impossibilità di mettersi in contatto con la donna. Tony ha riferito che in quel momento, nell'abitazione, non erano presenti tracce di roghi. L'uomo non ha avvertito i familiari fino alle 4:30, quando è stato contattato dalla madre della ragazza che gli chiedeva di portarla in auto in via Circumvallazione per capire per quale motivo vi fossero i vigili del fuoco. Ma anche in quel momento Tony, nonostante si trovasse in compagnia della madre di Noemi, non ha raccontato di aver trovato il corpo due ore prima.