BTP, i rendimenti crescono ancora
pubblicato:Parigi è ormai più rischiosa di Roma per gli investitori, ma il quadro europeo resta fragile per tutti, fra caro-energia e pressioni politiche e geopolitiche. Scontato il prossimo rialzo dei tassi della BCE, ma potrebbe non bastare

Stamattina il Tesoro italiano ha collocato 2,5 miliardi di euro di BTP a 5 anni e 4 miliardi di BTP a 10 anni con rendimenti in crescita (oltre a 2 miliardi di CCTeu).
Il titolo a 5 anni del debito pubblico italiano ha visto il rendimento lordo composto crescere di 6 punti base al 3,44%, su un livello che non vedeva da marzo, mentre il decennale ha registrato un rendimento in crescita di ben 10 punti base a quasi il 4,10%, uno yield che non veniva toccato dal novembre 2023.
La domanda è stata sostenuta, con un rapporto di copertura di 1,72 per il titolo quinquennale e di 1,62 per il decennale. Il che significa una domanda di oltre 4,29 miliardi di titoli a 5 anni e di oltre 6,48 miliardi di euro per quelli a 10 anni.
In pratica la cedola del BTP 5 anni (IT0005707614) è al 3,15% (il prezzo di aggiudicazione è stato sotto la pari a 98,83) e quella del BTP 10 anni (IT0005729931) è al 4% (prezzo di aggiudicazione a 99,56).
Un trend di rendimenti (e rischi) in crescita
Ciò che è importante è che la crisi geopolitica iraniana negli ultimi sei mesi ha aumentato il costo del debito pubblico italiano e quindi il premio al rischio domandato dal mercato in maniera importante: per il decennale si è passati dal 3,27% di fine febbraio al 4,10% di oggi.
A settembre ci saranno ancora aste di BOT (giorni 9 e 25) e di medio e lungo termine (giorni 10 e 29) oltre a delle emissioni di titoli indicizzati all’inflazione (BTP Short - BTP€i il 24 settembre).
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Titoli di Stato, il caso francese fa discutere
Quanto all’aumento dei rendimenti c’è chi ha fatto peggio. Con un balzo del rendimento dal 2,86 al 3,20% il Bund ha registrato il peggior luglio degli ultimi vent’anni e lo yield dell’OAT decennale francese è stato generalmente superiore a quello del corrispondente BTP italiano (oggi siamo al 4,12% contro il 4,09%).
Così lo spread francese ha largamente sovraperformato i differenziali di altri titoli europei e con l’avvio del dibattito sui piani di budget e del confronto politico in vista delle presidenziali del 2027, diventa facile prevedere un autunno caldo a Parigi.
Lo ha evidenziato anche il Financial Times in un articolo dal titolo “La Francia sostituisce l’Italia sul podio delle preoccupazioni degli investitori in titoli di Stato”.
Le similitudini sono tante: debito pubblico e deficit elevati, elezioni nazionali di peso in arrivo l’anno prossimo... Ma le traiettorie di Roma e Parigi sembrano diverse. Dal 2020 a oggi l’Italia ha tagliato il rapporto debito/Pil dal 157% al 138%, mentre la Francia lo ha accresciuto dal 114 al 117 per cento. Il deficit italiano è atteso sotto il 3% alla fine di quest’anno, mentre il governo francese spera in un 5% Roma ha un solido avanzo primario, Parigi no, nonostante un costo dell’energia nettamente inferiore.
Ma proprio su questo fronte, quello del rincaro dei costi dell’energia, si rivela l’effimero di questi paragoni. Con il gas naturale a 69,23 euro per Megawattora su livelli del 2019, è tutta l’Europa ad essere sotto scacco e l’aumento generale dei premi al rischio sul debito sovrano non fa che riflettere una crisi comune. Una crisi geopolitica (Iran, Ucraina, dazi Usa...), ma non solo (l’Europa è rimasta indietro sul fronte delle tecnologie strategiche del green e dell’AI).
Ormai le probabilità di mercato di un rialzo dei tassi di deposito della BCE dal 2,25% al 2,50% al meeting del prossimo 10 settembre sono al 98% e le minute dell’incontro dell’Eurotower del 22-23 luglio hanno confermato e rafforzato queste stime ([le ultime indicazioni] “puntano a un ritorno dell’inflazione sul target non prima del secondo trimestre 2027”).
Il rapido recente recupero dell’oro da 4.000 a oltre 4.600 dollari l’oncia e il ritorno del Bitcoin in prossimità degli 80 mila dollari sono coerenti con questo scenario di rischio.
Sono coerenti (almeno per ora) anche con i rialzi del rendimento del Treasury 10 anni al 4,69% e sarà importante oggi ascoltare le parole del presidente della Fed Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole.
Ma per affrontare i problemi dell’Europa di questa fase, la politica monetaria potrebbe non essere sufficiente, forse ci vorrebbe qualcosa di più. Forse ci vorrebbe la pace.