Garlasco, i dubbi di Alberto Stasi su Andrea Sempio: "Io non conservo uno scontrino per anni"

di Luca Mastinu pubblicato:
2 min

Prima di leggere le SIT, Alberto Stasi non aveva mai sentito parlare di Andrea Sempio: "Io comunque non conservo uno scontrino per anni"

Garlasco, i dubbi di Alberto Stasi su Andrea Sempio: "Io non conservo uno scontrino per anni"
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Nel corso della puntata di Quarta Repubblica andata in onda lunedì 8 giugno sono stati trasmessi alcuni filmati registrati durante l'interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025 presso la Procura di Pavia, nell'ambito delle indagini a carico di Andrea Sempio. E proprio sull'attuale indagato, Stasi si è espresso ribadendo di non averlo mai conosciuto, tanto meno all'epoca dei fatti. Eppure ha espresso dei dubbi sull'attendibilità dello scontrino.

"Non sapevo esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio"

Come anticipato, lunedì 8 giugno Quarta Repubblica ha mandato in onda alcuni brani dell'interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025 davanti al procuratore Fabio Napoleone, presso la Procura di Pavia.

Prima che il nome di Andrea Sempio comparisse sulle carte, Alberto Stasi non aveva mai sentito parlare di lui, né aveva mai maturato sospetti. "Prima di leggere le SIT messe a disposizione dalla Procura di Vigevano, dalla dottoressa Muscio, non sapevo che esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio".

I dubbi di Alberto Stasi sullo scontrino

E proprio dalla lettura di quelle SIT, spiega Stasi, sono maturati i primi sospetti su Andrea Sempio. Al procuratore Napoleone ha detto che "mi aveva personalmente incuriosito, insospettito, la questione dello scontrino. Mi aveva lasciato un po' sorpreso".

"Io normalmente non conservo uno scontrino del parcheggio per anni e lo esibisco al bisogno", ha sottolineato Stasi. Si riferisce, ovviamente, allo scontrino che l'attuale indagato ha consegnato ai carabinieri di Vigevano nell'ottobre 2008, un anno dopo il delitto di Garlasco.

Il ruolo dello scontrino nel delitto di Garlasco

Quando Sempio fu convocato dai carabinieri di Vigevano nel 2008, ai militari consegnò uno scontrino stampato il 13 agosto 2007 - giorno in cui si consumò il delitto di Chiara Poggi - alle 10:18 presso il parcheggio di piazza Sant'Ambrogio 2, a Vigevano.

Quel giorno, secondo la sua versione, si sarebbe recato in quel luogo per acquistare un libro, ma trovò chiusa la libreria. Quindi fece ritorno a Garlasco, passò a visitare la nonna (che abitava a poche centinaia di metri da via Pascoli 8) e rientrò a casa per il pranzo.

Per gli inquirenti quel biglietto non può rappresentare un alibi, in quanto non vi è riportato il numero della targa dell'auto. A insospettire l'accusa, inoltre, è proprio il gesto di conservare un semplice scontrino per almeno un anno prima di consegnarlo ai carabinieri. Dall'apertura dell'ultima inchiesta, inoltre, non è mancato il sospetto che quello scontrino fosse stato stampato dalla madre di Andrea Sempio e non dall'indagato.

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