Generalfinance, nei 9 mesi utile netto rettificato a € 17,8 mln
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di Generalfinance – riunitosi sotto la presidenza del prof. Maurizio Dallocchio - ha approvato il resoconto di gestione relativo ai nove mesi del 2026, che evidenzia un utile netto rettificato pari a 17,8 mln di Euro, con un utile netto reported di circa 16,7mln di Euro.
Massimo Gianolli, Amministratore Delegato di Generalfinance, ha dichiarato: “I primi nove mesi del 2026 confermano la solidità del percorso di robusta crescita di Generalfinance. Il turnover aumenta del 10%, su una base sempre più diversificata di oltre 400 cedenti attivi e più di 22.000 debitori ceduti. La crescita si accompagna a una redditività che rimane elevata, pur in presenza di un importante sforzo di investimento in risorse tecnologiche, umane e di espansione internazionale, con un ROE rettificato del 29% e un Cost/Income ratio del 36%, e a un costo del rischio particolarmente contenuto".
Dati economici
Il margine di interesse si attesta a 10,5 milioni di euro rispetto a 13,2 milioni di euro nei 9M25. La dinamica riflette principalmente il rafforzamento della struttura di funding, in particolare nella componente a medio- lungo termine, realizzato a supporto della crescita futura, nonché una base di confronto 2025 che beneficiava del contributo di alcune operazioni non ricorrenti a elevata marginalità.
Le commissioni nette crescono a 37,3 milioni di euro rispetto a 36,0 milioni di euro nei 9M25 sostenute dal buon andamento del turnover. La crescita, realizzata su una base di confronto particolarmente favorevole, riflette una maggiore contribuzione dell’operatività ordinaria, rafforzando il carattere ricorrente e strutturale della componente commissionale, che rappresenta circa il 78% del margine di intermediazione, con un tasso commissionale stabile nel tempo.
Il margine di intermediazione si attesta a 47,8 milioni euro, rispetto a 49,2 milioni di euro nei 9M25, evidenziando una sostanziale tenuta grazie alla componente commissionale. Le rettifiche di valore ammontano a 2,4 milioni di euro, con un costo del credito di periodo di circa 10 punti base, beneficiando di riprese di valore registrate che hanno permesso di compensare le rettifiche dello stesso periodo.
Il risultato netto della gestione finanziaria è pari a 45,5 milioni di euro, -1% a/a. I costi operativi sono pari a 18,7 milioni di euro e includono accantonamenti ai fondi rischi per 2,5 milioni di euro di cui 1,7 milioni di euro relativi alla definizione di una transazione della controversia legale riguardante la procedura di Fallimento Industries Sportswear Company S.r.l. Al netto di tale accantonamento, i costi operativi rettificati ammontano a 17,0 milioni di euro, rispetto a 14,4 milioni di euro nei 9M25.
All’interno dell’aggregato i costi del personale sono pari a 8,8 milioni di euro rispetto ai 7,4 milioni di euro del corrispondete periodo dello scorso anno. L’incremento riflette il rafforzamento dell’organico passato a 111 risorse (+27 a/a), finalizzato sia ad adeguare la capacità operativa alla maggiore dimensione raggiunta da Generalfinance, sia a dotare la Società della struttura necessaria a sostenere la crescita prospettica dei volumi.
Gli altri costi amministrativi ammontano a 7,4 milioni di euro anch’essi in aumento rispetto ai 6,2 milioni di euro dei 9M25, in seguito agli investimenti già previsti a supporto della struttura organizzativa, dello sviluppo commerciale e della piattaforma digitale funzionali alla prevista futura espansione del business.
Nonostante tali investimenti, il Cost/Income ratio rettificato si attesta al 35,6%, confermandosi su livelli di elevata efficienza operativa. L’utile dell'attività corrente al lordo delle imposte ammonta a 26,7 milioni di euro. Le imposte ammontano a 10,0 milioni di euro, evidenziando un tax rate del 37,5% in aumento rispetto al 33,6% del corrispondente periodo dello scorso anno, a fronte principalmente delle modifiche alla tassazione dei redditivi degli intermediari bancari e finanziari previste dalla manovra di bilancio 2025.
Il risultato netto di periodo si attesta a 16,7 milioni di euro. Escludendo il citato accantonamento per la chiusura di una causa legale, l’utile netto rettificato ammonta a 17,8 milioni di euro, rispetto ad un utile netto di 21,0 milioni di euro registrato nei 9M25.
La riduzione del risultato rispetto allo scorso anno va letta alla luce di una base di confronto particolarmente favorevole, che beneficiava del contributo di operazioni non ricorrenti ad elevata marginalità, nonché degli effetti del rafforzamento della struttura di funding e degli investimenti realizzati nel 2026 a supporto della prevista crescita futura.
Principali dati patrimoniali, funding e asset quality
ll turnover raggiunge 3,1 miliardi di euro, in aumento del 9,6% rispetto ai 9M25, evidenziando una dinamica superiore a quella del mercato di riferimento (3,4%). La crescita si accompagna a una maggiore diversificazione del portafoglio, con una media di 56 debitori per cedente rispetto a 6 per il mercato, a conferma dell’elevato frazionamento del rischio che caratterizza il modello di business. Prosegue, inoltre, lo sviluppo della filiale spagnola, che, pur rappresentando ancora una componente contenuta dei volumi complessivi, evidenzia una significativa progressione del turnover, attestatosi a 55,8 milioni di euro nei 9M26, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e in aumento del 75% rispetto a fine giugno 2026. La positiva dinamica dei volumi si riflette anche sulla crescita dei crediti netti, che si attestano a 663,1 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La percentuale di erogazione si attesta al 75%, rispetto al 78% dei 9M25, mentre i giorni medi di credito (DSO) si riducono a circa 75 dagli 81 dello stesso periodo dello scorso anno, all’interno di una più generale tendenza di mercato alla riduzione delle durate. Il profilo di rischio beneficia inoltre dell’ampio ricorso alla copertura assicurativa, che assiste il 73% delle esposizioni complessive e rappresenta un ulteriore presidio di mitigazione del rischio di credito.
I crediti deteriorati lordi ammontano a 23,5 milioni di euro, con un NPE ratio lordo del 3,5%, rispetto all’1,7% di fine giugno 2026. L’incremento riflette prevalentemente dinamiche temporanee relative a specifiche posizioni, già rientrate in bonis nel mese di ottobre, con una conseguente riduzione dell’NPE ratio lordo a un valore stimato intorno al 2,2%. La dinamica degli NPE va inoltre valutata nel contesto di un modello di business caratterizzato da un’elevata diversificazione del portafoglio e da un costo del rischio che si mantiene molto contenuto, a conferma della qualità complessiva degli attivi e del contenuto profilo di rischio.
La cassa e le disponibilità liquide – rappresentate principalmente dai crediti a vista verso banche – risultano pari a circa 103 milioni di euro. Il totale dell’attivo patrimoniale ammonta a 815,9 milioni di euro (+4% a/a).
Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, pari a 644,1 milioni di euro, sono costituite da debiti per 462,9 milioni di euro e da titoli in circolazione per 181,2 milioni di euro, questi ultimi sono in aumento del 38% a/a. Tale dinamica riflette il rafforzamento del profilo di funding, in particolare nella sua componente a medio e lungo termine, realizzato attraverso emissioni obbligazionarie subordinate e senior unsecured. Il percorso è proseguito nel mese di ottobre con il successo del primo collocamento senior destinato al pubblico indistinto, che ha ulteriormente ampliato la base di funding e ha registrato una positiva risposta del mercato, con chiusura anticipata dell’offerta già nel secondo giorno di collocamento.
Nel complesso la struttura di funding si mantiene ampiamente diversificata, con circa 1,2 miliardi di euro di funding disponibile e una counterbalancing capacity libera pari a circa 604 milioni di euro al 30 settembre 2026, assicurando un’ampia capacità finanziaria a sostegno dell’ulteriore sviluppo del business. Il costo del funding si assesta al 4,2% in aumento dal 4% del corrispondente periodo dello scorso anno principalmente per effetto dell’incremento dei tassi euribor.
Considerando gli effetti degli strumenti di copertura sottoscritti sulle obbligazioni emesse a tasso fisso, il funding presenta un profilo interamente a tasso variabile. Tale struttura risulta coerente con quella dell’attivo, anch’esso prevalentemente a tasso variabile, contribuendo a mantenere un profilo sostanzialmente neutrale rispetto alle variazioni dei tassi di interesse.
Patrimonio netto e ratio di capitale
Il patrimonio netto al 30 settembre 2026 si attesta a 98,2 milioni di euro (rispetto a 90,6 milioni di euro al 30 settembre 2025 e 98,4 milioni di fine 2025). La solidità patrimoniale si rafforza ulteriormente nel corso del terzo trimestre di quest’anno, beneficiando della generazione di utile del periodo. I coefficienti patrimoniali di Generalfinance, calcolati includendo pro forma l’utile dei nove mesi del 2026 al netto dei dividendi attesi (pay-out del 50%), si attestano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi regolamentari:
- 13,7% CET1 ratio;
- 13,7% TIER1 ratio;
- 18,5% Total Capital ratio.
Il miglioramento del CET1 ratio nel trimestre, sostenuto dalla redditività generata, conferma la capacità di Generalfinance di rafforzare organicamente la propria dotazione patrimoniale, mantenendo al contempo capitale a supporto dell’ulteriore crescita del business.
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo
Dopo la chiusura dei nove mesi dell’esercizio 2026, non si sono verificati ulteriori fatti, eventi o circostanze tali da modificare in maniera apprezzabile quanto è stato rappresentato nel Resoconto di gestione approvato in data odierna, né da rendere l’attuale situazione patrimoniale-finanziaria sostanzialmente diversa da quella approvata dagli organi della Società né, conseguentemente, da richiedere rettifiche al Resoconto stesso ovvero l’esposizione di specifica informativa nelle note di commento.
Tuttavia, si rende noto che in data 12 ottobre 2026 è stato emesso un un’obbligazione senior unsecured destinata al pubblico indistinto, per un ammontare complessivo pari ad 50 milioni di euro ad un prezzo di emissione del 100% del loro valore nominale, rappresentate da n. 50.000 Obbligazioni del valore nominale di 1.000 euro ciascuna con scadenza 12 ottobre 2030 ed un tasso di interesse pari al 5,75% annuo, negoziate sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (“MOT”) organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.
Evoluzione prevedibile della gestione
Il contesto macroeconomico continua a essere caratterizzato da elementi di incertezza, riconducibili principalmente alle persistenti tensioni geopolitiche e ai conflitti in Russia-Ucraina e in Medio Oriente, nonché da una crescente selettività nell’accesso al credito e da condizioni di finanziamento più restrittive, in particolare per le PMI e per le imprese in situazioni di discontinuità o ristrutturazione.
Queste dinamiche, pur richiedendo un’attenta selezione e gestione del rischio, possono determinare un ampliamento delle opportunità commerciali nel mercato di riferimento di Generalfinance, in considerazione delle caratteristiche strutturalmente anticicliche del modello di business della Società. In tale contesto, anche alla luce dell’andamento dell’attività registrato nei primi nove mesi dell’esercizio e delle attese per l’ultima parte dell’anno, la Società continua a ritenere ragionevole il range di utile netto rettificato previsto per il 2026, pari a 29-31 milioni di euro.
Il raggiungimento di tale obiettivo rimane legato, tra gli altri fattori, all’evoluzione dei volumi di business, per i quali è attesa un’accelerazione nell’ultima parte dell’anno, grazie al rafforzamento della struttura e anche in considerazione della consueta stagionalità dell’attività.
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