Garlasco, il rischio dell'effetto Mandela nelle parole della nuova testimone: "Alle 12 già girava la voce"
pubblicato:Una donna ha rivelato che il 13 agosto 2007, mentre lavorava, sentì parlare dell'omicidio intorno alle 12, quasi due ore prima della telefonata di Alberto Stasi al 118. Perché lo ha raccontato solo 19 anni dopo? E se fosse un falso ricordo condizionato dalle affermazioni di Lovati in televisione?

Giovedì 5 novembre le telecamere di Storie Italiane hanno raggiunto una testimone che, dietro anonimato, ha rivelato che il 13 agosto 2007, mentre si trovava in un ristorante di Dorno (Pavia), intorno alle 12:15, qualcuno già parlava dell'omicidio di una ragazza a Garlasco. La donna dice di ricordarlo "vividamente". Un racconto analogo era già stato riportato da Massimo Lovati durante un dibattito a Zona Bianca il 9 luglio 2025, quando l'allora avvocato di Andrea Sempio riferì che quel giorno già alle 11:30 tra le bancarelle della Fiera di Vigevano - dove Lovati aveva lo studio - "già tutti sapevano che a Garlasco era stata uccisa una ragazza". Perché la testimone condivide il suo ricordo con Storie Italiane solamente 19 anni dopo?
La nuova testimone: "Alle 12 già girava la voce"
Come anticipato, il 5 novembre Storie Italiane ha raccolto il ricordo di una donna sul 13 agosto 2007, il giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi. Alle telecamere, con la voce modificata e dietro anonimato, la donna ha raccontato che in quel periodo lavorava "in un ristorante di Dorno" in cui faceva "la cuoca". "Alle 12 cominciavamo a sistemare il buffet e già a quell’ora girava la voce di un omicidio di una ragazza a Garlasco", ha raccontato.
"Io lo ricordo vivamente, è da tanto che me lo tengo dentro e non l’ho mai voluto dire". Per quale motivo? La sua risposta: "Perché con tutto quello che sta succedendo... ". Poi ha aggiunto altri dettagli: "Io ricordo che a mezzogiorno un quarto, e mezzo, stavo mettendo fuori il buffet e arrivava la gente parlando di una ragazza che era stata trovata morta, poi nel pomeriggio si cominciò a parlare di omicidio". Infine: "Questa storia di ricordarmi del fatto che a mezzogiorno e mezzo circolava già la notizia me l’ha fatta venire in mente l’avvocato Lovati".
Il ricordo di Massimo Lovati
Ritorniamo, ora, al 9 luglio 2025, quando Massimo Lovati, al tempo avvocato di Andrea Sempio insieme alla collega Angela Taccia, in un intervento a Zona Bianca ha ricordato che il 13 agosto 2007 a Vigevano, mentre era in corso la Fiera, alle 11:30 già tutti sapevano che a Garlasco era stata uccisa una ragazza". Ascoltato da Il Giorno, Lovati aveva aggiunto che "il mio ricordo è vivido" in quanto "il 13 agosto è il giorno del mio compleanno". E ancora:
Io ero al lavoro nel mio studio, che all’epoca avevo in via Sforza a Vigevano. Ogni anno il secondo lunedì del mese a Vigevano c’era la Fiera d’agosto, proprio sotto il mio studio. Sono sceso in tarda mattinata, se non erano le 11.30 sarà stato anche mezzogiorno, sull’orario esatto non so essere preciso. Ma tra le bancarelle la notizia dell’omicidio di una ragazza a Garlasco già circolava, ne sono sicuro.
Infine: "Sono sicuro che fosse tarda mattinata, di pomeriggio no, non vado mai alle bancarelle di pomeriggio". Perché queste rivelazioni - di Lovati prima e della ex cuoca poi - sono così importanti? Ricordiamo che Alberto Stasi, il 13 agosto 2007, telefonò al 118 alle 13:50, subito dopo (stando alla sua versione) aver scoperto il corpo massacrato di Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli 8.
L'ipotesi dell'effetto Mandela o del falso ricordo
Nel 2023 la ricercatrice Fiona Broome ha raccolto nel libro The Mandela Effect la sua esperienza con i falsi ricordi. Era il 2009 quando Broome, durante un convegno, rivelò di ricordare i funerali di Nelson Mandela negli anni '80 con tutti i dettagli del caso, compresa la vedova in lacrime. Altri presenti durante l'evento ammisero di avere lo stesso ricordo. Mandela, però, era ancora vivo e sarebbe morto nel 2013, all'età di 95 anni. Da queste rivelazioni nasce la denominazione dell'effetto Mandela.
Come rivelano più studi (questo, ad esempio, pubblicato su PubMed nel 2016), la memoria umana è facilmente manipolabile, e questo disorientamento del ricordo può essere la conseguenza di varie cause: dal trauma infantile al pregiudizio, ma un'influenza simile viene esercitata anche da rivelazioni che arrivano da persone ritenute, per vari motivi, autorevoli o attendibili.
La psicologa Elizabeth Loftus, nel suo libro Eyewitness Testimony (1979), ci racconta l'esperienza del collega Jean Piaget, scomparso nel 1980. Piaget, a pagina 62, racconta un suo ricordo d'infanzia:
Ero seduto nella mia carrozzina, spinta dalla mia bambinaia sugli Champs-Élysées, quando un uomo cercò di rapirmi. Ero trattenuto dalla cinghia che mi stringeva, mentre la mia bambinaia cercava coraggiosamente di frapporsi tra me e il ladro. Si procurò diversi graffi, e riesco ancora a vederli vagamente sul suo viso. Poi si radunò una folla, arrivò un poliziotto con un mantello corto e un manganello bianco e l'uomo scappò a gambe levate. Riesco ancora a vedere tutta la scena, e posso persino collocarla vicino alla stazione della metropolitana.
Quindi la rivelazione:
Quando avevo circa quindici anni, i miei genitori ricevettero una lettera dalla mia ex bambinaia in cui diceva di essersi convertita all'Esercito della Salvezza. Voleva confessare i suoi errori passati, e in particolare restituire l'orologio che le era stato regalato in quell'occasione. Aveva inventato tutta la storia, fingendo i graffi. Io, quindi, devo aver sentito, da bambino, il racconto della storia, a cui i miei genitori hanno creduto, e averlo proiettato nel passato sotto forma di memoria visiva.
Parliamo, quindi, di una suggestione esterna dalla quale è partito il falso ricordo di Piaget, e di suggestioni esterne si parla anche in questo documento (a pagina 19) dell'Università degli Studi di Padova. Queste suggestioni esterne, addirittura, possono produrre falsi ricordi testimoniali e falsi ricordi autobiografici, come riportano lo psichiatra Antonio D'Ambrosio e il criminologo Pasquale Supino nel libro La sindrome dei falsi ricordi (FrancoAngeli, 2014). Ciò potrebbe avere, inevitabilmente, anche implicazioni di carattere forense.
Per concludere, va precisato che quanto appena riportato rappresenta un'ipotesi dello scrivente. I 19 anni passati da quella presunta rivelazione dei clienti del ristorante di Dorno, oggi riportati a Storie Italiane dall'ex cuoca, trovano - su ammissione della diretta interessata - spiegazione nelle rivelazioni di Massimo Lovati a Zona Bianca nel 2025.
Lovati, con le sue presenze in televisione e le sue teorie suggestive sul sicario armato da una non meglio precisata organizzazione criminale che avrebbe commissionato l'omicidio di Chiara Poggi è, inevitabilmente, una voce in capitolo nel caso o comunque può essere considerato autorevole almeno per la sua posizione, in quel tempo, tra le parti coinvolte nell'inchiesta. L'ex cuoca si dice pronta a riportare la sua verità alla Procura di Pavia. La domanda, tuttavia, rimane: la donna davvero ricorda "vividamente" (la parola "vivido" è stata usata anche da Lovati a Zona Bianca) quel dettaglio sull'orario oppure quel giorno al ristorante parlarono del caso ma lo fecero soltanto nel pomeriggio? Il suo ricordo è stato influenzato, in buona fede, da ciò che disse Lovati nel 2025?