Indosuez WM - La strategia della BCE e i timori per una ripresa ancora fragile
pubblicato:A cura di Bénédicte Kukla, Chief Investment Strategist Indosuez Wealth Management.
La BCE ha deliberato all'unanimità un rialzo di 25 punti base a settembre, assumendo un tono nettamente restrittivo. Pur ribadendo di non volersi vincolare a future decisioni sui tassi, questa volta la BCE ha modificato il tono della propria comunicazione, affermando che l'inflazione rimarrà al di sopra dell'obiettivo del 2% per un "periodo prolungato". Si è trattato di un segnale significativo. Con il tasso sui depositi al 2,5%, il livello dei tassi si colloca ora nella parte alta dell’intervallo che la BCE stima come neutrale, anche se la tenuta dell’economia e il ciclo di investimenti ancora in corso potrebbero indicare che il tasso neutrale si stia gradualmente spostando verso l’alto.
Lagarde, tuttavia, ha ribadito che la questione chiave rimane lo shock energetico “altamente” incerto, ma ha evidenziato un segnale rassicurante: la crescita salariale non ha reagito in modo “significativo”, il che dovrebbe contribuire a contenere gli effetti di secondo ordine rispetto al 2022. Ha inoltre sottolineato la debolezza inaspettata dei prezzi dei generi alimentari, sebbene si preveda un’inversione di tendenza. Le proiezioni di settembre della BCE sono per un’inflazione più prolungata, con l’IPC complessivo che dovrebbe comunque rimanere al di sopra dell’obiettivo fino alla fine del primo semestre del 2027. Questo percorso inflazionistico più prolungato rafforza l'ipotesi di nuovi rialzi, soprattutto considerato che Lagarde ha ribadito la centralità di tre elementi chiave nella guidance della BCE: le prospettive di inflazione, l'inflazione di fondo e l'efficacia della trasmissione monetaria — "siamo estremamente rigorosi riguardo a questo quadro di riferimento".
Nel complesso, sorprende ancora una volta l’attenzione esclusiva della BCE allo shock dell'offerta energetica, senza tenere conto dei fattori di domanda ancora fragili e dell’assenza di fattori trainanti per l’inflazione “core” (al netto di alimentari ed energetici) e senza considerare appieno l'impatto dell’inasprimento dei tassi sul mercato obbligazionario. La BCE, a differenza di altre banche centrali, gode di piena credibilità nella lotta all’inflazione, anche se ciò comporta il rischio di un eccessivo irrigidimento della politica monetaria proprio mentre la ripresa è ancora in una fase iniziale. L'euro si è indebolito verso quota 1,16 dollari dopo che la BCE ha alzato i tassi come da attese e rivisto al rialzo le proprie stime su inflazione e crescita, mentre il dollaro si è rafforzato sulla scia all'aumento del prezzo del petrolio e dei dati sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitensi.
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