Decreto Primo Maggio, bonus giovani e donne, incentivi ai rinnovi contrattuali
pubblicato:Il governo studia delle misure contro il lavoro povero, ecco i rumors

Se già una serie di scioperi nel mondo dei trasporti sembra puntare a una festa del 1° maggio ‘calda’, per il governo, reduce da un referendum che non ha dato l’esito sperato, il tema del lavoro può essere l’occasione di un rilancio allineato all’afflato costituzionale emerso alle urne.
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, recita l’articolo 1, e non mancano le cose da aggiustare nel Bel Paese su questo fronte, così prende forma il Decreto Primo Maggio che punta a confermare l’attenzione dell’amministrazione in questo ambito.
Allarme lavoro povero e perdita del potere di acquisto
Il reddito innanzitutto, il contrasto del “lavoro povero” che è una delle nuove emergenze del nostro tempo e non soltanto in Italia, visto che secondo l’Eurostat nel 2024 l’8,2% degli europei con più di 18 anni e un lavoro stabile correva comunque un rischio di povertà. Percentuale che saliva al 10,2% in Italia.
Secondo il rapporto Svimez 2025 i redditi reali hanno perso una quota importante del potere di acquisto tra il 2021 e il 2025: -10,2% al Sud e -8,2% al Centro-Nord. Di fronte ai rischi che ora vengono dalla crisi iraniana, dopo quelli derivanti dalla pandemia e dalla crisi delle catene di fornitura, diventa un tema strutturale.
Anche perché bisogna difendere la narrazione, spesso corretta, di altre dinamiche positive del mondo del lavoro: un milione di posti in più creati dal settembre 2022 al novembre 2025, da 23,1 a 24,1 milioni di occupati. Un quadro complesso insomma, come spesso accade, dove a spinte positive dall’economia reale, si accompagnano anche criticità sul fronte dell’occupazione giovanile, della sicurezza, del livello dei salari per fare soltanto alcuni degli esempi più diffusi.
Decreto Primo Maggio, dai giovani alle donne, le misure allo studio del governo
Così si torna a guardare ai giovani, magari rendendo strutturale il bonus assunzioni per giovani under 35, una misura già attivata nel 2025 e rinnovata dal decreto Milleproroghe, ma solo fino a questo mese. Si tratta di un provvedimento molto importante che prevede l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali fino a un massimo di 24 mesi e di 500 euro di importo al mese (€ 650 in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).
Secondo indiscrezioni ricorrenti il governo starebbe lavorando alla stabilizzazione di questo provvedimento e al contempo di una misura parallela per un’altra categoria ‘fragile’ della nostra società, le donne lavoratrici svantaggiate, che con il Bonus donne possono ottenere l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi in relazione sempre ad assunzioni a tempo indeterminato.
La misura attualmente coinvolge coloro che non hanno avuto impiego da almeno 24 mesi (ovunque residenti), che da almeno 6 mesi non abbiano una retribuzione regolare nella ZES unica del Mezzogiorno o che lavorano in settori afflitti da un’accentuata disparità di genere. Il limite massimo dell’esonero è in questo caso di 650 euro al mese.
Ma secondo alcune voci anche la categoria dei rider, che in alcuni casi ha denunciato paghe tra i 2 e i 4 euro all’ora potrebbe ottenere degli interventi per tutelare quello che risulta uno dei lavori più poveri in assoluto.
Un passo avanti sulla retribuzione giusta ed equa potrebbe fornire una leva per intervenire, ma i tempi sono stretti, anche se circolano bozze su possibili misure per favorire i rinnovi contrattuali (recuperando potere di acquisto per le classi medio-basse). Si ragionerebbe dell’introduzione di un’indennità per i lavoratori in caso di ritardo nel rinnovo dei contratti e questa indennità sarebbe al 30% dell’inflazione dopo 6 mesi e fino al 60% dopo un anno dalla scadenza del contratto nazionale.
Detassazione dei rinnovi, incentivi al welfare aziendale e agevolazioni per i lavori notturni arricchirebbero un quadro ancora da definire, ma su cui sembra il governo abbia intenzione di fare dei passi concreti entro la data simbolica del 1° maggio.