Cripto, Banca Sella è la prima banca italiana a poter avviare i servizi

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

L’istituto completa l’iter del regolamento europeo MICA con la Banca d’Italia: potrà fornire servizi di custodia, invio e ricezione di cripto-asset. Settore in rapida evoluzione, un'area importante della finanza globale, ma il Bitcoin è reduce da un anno difficile

Cripto, Banca Sella è la prima banca italiana a poter avviare i servizi
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Le infrastrutture finanziarie europee si ridefiniscono. La tokenizzazione di valute e asset contribuisce all’evoluzione dei sistemi di pagamento. Banca Sella contribuirà concretamente alla trasformazione, anche su base sistemica, con nuove soluzioni per i suoi clienti. Lo sottolinea Andrea Tessera, Managing Director Digital Banking di Banca Sella, con l’annuncio dell’ultimo successo dello storico istituto biellese: ha completato l’iter di notifica alla Banca d’Italia e sarà la prima banca in Italia a potere avviare servizi di cripto-attività, compresi in particolare custodia e trasferimento di asset digitali.

“Negli ultimi anni, abbiamo investito nell’infrastruttura tecnologica e nello sviluppo di competenze in ambito DLT e asset digitali, riconoscendo il loro potenziale nell’evoluzione dei sistemi di pagamento e di regolamento – evidenzia Tessera - Essere la prima banca italiana a poter offrire servizi di custodia e trasferimento di cripto‑attività è un passaggio rilevante, che si inserisce nel più ampio percorso europeo verso nuovi modelli digitali e costituisce la base per futuri sviluppi in diversi settori, dai pagamenti alla tokenizzazione, garantendo fiducia e stabilità nel pieno rispetto dei requisiti regolamentari”.

Cripto, il percorso specializzato seguito Banca Sella

L’istituto di credito biellese, già pioniere in passato dei pagamenti digitali in Italia, aggiunge così un altro importante primato al suo palmarès e affianca grandi operatori del settore europei e statunitensi.

Il percorso seguito dalla banca guidata dall’amministratore delegato Massimo Angelo Vigo ha seguito le prescrizioni della MICA, la Markets in Crypto-Assets Regulation europea, che ha fissato dal 2023 il quadro normativo europeo sui cripto-asset.

Potrà quindi lanciare già quest’anno una soluzione dedicata a custodia, invio e ricezione di asset digitali rivolta ad alcuni tipi specifici di clienti, un wallet completo e autonomo insomma.

Questo traguardo arriva da lontano, dalla sperimentazione promossa già nel 2022 dal Fintech Milano Hub di Banca d’Italia cui appunto Sella ha partecipato.
Il suo team si è specializzato nelle tecnologie a registro distribuito (le blockchain) DLT e ha contribuito alla fondazione di Qivalis, il consorzio di ben 37 banche europee che lancerà entro la fine di quest’anno una stablecoin in euro.

In parallelo il gruppo Sella segue con i progetti Pontes e Appia gli sviluppi strategici nei settori della tokenizzazione dei depositi e dei pagamenti dell’Eurosistema.

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Cripto, Bitcoin reduce da un anno complicato, ma la blockchain è qui per rimanere

L’altalena vorticosa del Bitcoin nell’ultimo anno ha però sgonfiato l’hype portato sulle criptovalute anche dall’Amministrazione Trump.

A inizio 2025, il cripto-asset più famoso del mondo, il Bitcoin, era arrivato a 96.600 dollari circa, poi un ulteriore, contrastato rally fino al record dello scorso ottobre a 126.279 dollari. Da allora però le cose sono andate male: il Bitcoin ha praticamente dimezzato il proprio valore fino a precipitare a 60 mila dollari a febbraio e da allora ha recuperato più lentamente, tornando oggi a 73.137 dollari.

La sostanziale decorrelazione delle criptovalute dagli altri asset rende difficile individuare le ragioni di questi movimenti: c’è chi ha parlato di derisking (tattico o strategico), di flussi e deflussi dagli ETF come l’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT), chi ha seguito le narrative collegate alla crisi iraniana o alle attese sulle mosse della Fed. C'è chi ha guardato i prezzi dell'oro, a cui l'ex numero uno della Fed Jerome Powell paragonò le cripto. Si potrebbe ricordare la focalizzazione degli operatori finanziari sull’intelligenza artificiale, che forse ha rubato un po’ la scena alle cripto.

Ma con 1,47 miliardi di dollari di capitalizzazione globale concentrate solo sul Bitcoin e quindi un posizionamento tra le prime 15 asset class globali, il mondo delle criptovalute e delle blockchain è qui per rimanere.

Lo conferma anche l’evoluzione normativa sempre più favorevole, con gli ETF statunitensi e la MICA europea.

Adesso anche in Italia c’è una banca che permette di operare direttamente con servizi focalizzati su questa categoria di asset in rapida evoluzione.