Cedolino pensione per giugno 2026, cosa bisogna sapere
pubblicato:L’INPS ha stilato una guida per comprendere meglio le voci che lo compongono, dalle trattenute obbligatorie a quelle volontarie, dall’IRPEF ai finanziamenti

Il prossimo 1° giugno sarà accreditato il rateo della pensione per il mese di giugno 2026. Lo ha confermato l’INPS qualche giorno fa in un comunicato in cui ha fornito indicazioni utili sul cedolino pensione.
Si tratta di quel documento che permette ai pensionati italiani di compiere le loro verifiche su importi e variazioni dell’assegno.
Fino alla cifra di 1.000 euro in realtà i pensionati possono richiedere anche il pagamento in contanti della pensione.
Di norma la pensione viene pagata il primo giorno bancabile del mese, a meno che non si tratti del mese gennaio che prevede un pagamento nel secondo giorno bancabile. Per questo motivo, ad esempio, il cedolino pensione di maggio, è arrivato dopo.
È bene sempre comunque controllare l’ammontare e le caratteristiche dell’accredito, che può anche presentare delle trattenute dell’INPS che riducono l’importo netto rispetto al lordo.
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha comunque compilato una guida per cercare di aiutare i pensionari a distinguere le varie voci e trattenute che compongono il cedolino pensione.
La prima distinzione importante è tra le trattenute obbligatorie, imposte per legge, e quelle volontarie, che possono dipendere, per esempio, dall’accensione di prestiti o da quote associative.
Cedolino pensione, quali sono le trattenute obbligatorie, dall’IRPEF alle addizionali all’assegno alimentare
La trattenuta obbligatoria più frequente è senza dubbio quella dovuta alle imposte. La più importante è l’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche), calcolata su base nazionale e ricalcolata in caso di detrazioni.
Ad essa si possono aggiungere le addizionali Irpef regionali o comunali, che aiutano il finanziamento degli enti locali e sono trattenute a saldo in 11 rate.
A queste voci si aggiunge l’acconto addizionale IRPEF comunale (in 9 rate) e il conguaglio IRPEF a fine anno. In altre parole le trattenute fiscali possono variare notevolmente durante l’anno.
Ci sono però pensioni che non subiscono trattenute fiscali: si tratta di pensioni e assegni sociali, prestazioni di invalidità civile; pensioni per vittime del terrorismo e pensioni di residenti all’estero, (convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione fiscale).
Ci sono poi anche altri tipi di trattenute obbligatorie dalla pensione.
Un tipico esempio è l’assegno alimentare o di mantenimento del coniuge o dei figli.
Può essere disposto dal giudice e in genere è indicato come “assegno alimentare”.
Il “recupero obbligatorio” è un altro tipo di trattenuta dovuta e fa riferimento al caso di un creditore che ottiene dal giudice in questo modo il recupero del proprio credito a rate dalla pensione, un pignoramento insomma.
Un altro caso particolare è quello del “recupero indebiti”, che segnalano le trattenute effettuate dall’INPS quando questa si accorge di avere erogato pagamenti non dovuti. In questo caso si tiene comunque sempre conto del tetto massimo di un quinto della pensione e del limite del “trattamento minimo”.
Cedolino pensione, quali sono le trattenute volontarie
Dall’importo della pensione è possibile poi che vengano trattenute delle somme volontarie, ossia dipendenti da alcune scelte specifiche del pensionato.
Rientrano in questa categoria i conguagli del 730, quando il pensionato ottiene per esempio delle detrazioni fiscali come per parte delle quote assicurative o delle spese sanitarie. Diverse banche e intermediari finanziari possono inoltre finanziare dei prestiti ai pensionati in cambio della cessione del quinto della pensione.
La cifra può naturalmente essere inferiore al 20% dell’assegno, ma non può superare questa quota massima (il quinto appunto) e la durata massima prevista è di 10 anni.
Questi finanziamenti sono indicati, per riservatezza, con una dicitura generica (a volte anche come “trattenuta obbligatoria”, anche se il prestito è stato attivato dal pensionato).
Fra le trattenute volontarie, l’INPS conteggia anche quelle collegate a convenzioni con organizzazioni sindacali o ad altre quote associative.
Fino al 2019 i pensionati potevano anche chiedere un prestito specifico denominato APE (Anticipo pensionistico volontario) fino a 20 anni, indicato come “Trattenuta mensile recupero APE volontario”.